Forme della percezione. Dal pensiero all'immagine
Autori e curatori
Contributi
Gianluigi Monniello, Riccardo Migliari
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 264,      1a edizione  2018   (Codice editore 566.1)
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In breve
Il termine “immagine” viene utilizzato per esprimere condizioni molto diverse, quali la sensazione, il pensiero, il prodotto del pensiero. Tre condizioni diverse perché ognuna individuabile e dotata di autonomia, ma inevitabilmente interconnesse perché processi della mente. L’immaginazione è indispensabile all’acquisizione dell’informazione, è però anche una particolare prerogativa della mente di collegare e ordinare sensazioni e pensieri in configurazioni interpretative che descrivono una possibile realtà e che connotano il nostro rapporto con il mondo.
Presentazione del volume

È innegabile che l'artista, sia egli architetto, designer, pittore, scultore, ma anche poeta o scrittore, abbia nella mente degli elementi immaginativi che fanno parte integrante del processo che lo porterà a determinare le caratteristiche anche più intime e particolari della sua opera. Meccanismi di gestione dell'immaginazione e della forma interagiscono durante lo sviluppo dell'opera, ed essa partecipa con il pensiero che contemporaneamente si evolve.
L'immagine assume così un ruolo colloquiante, prima tra l'artista e il progredire dell'azione, poi tra essa e il fruitore, per trasformarsi infine in un sistema di trasmissione tra mente e mente che trova nella forma la parte integrante e l'imprescindibile mezzo con cui si realizza.
Chi pensa che la percezione abbia un'importanza assolutamente oggettiva nella relazione tra il mondo e l'individuo non può non riconoscere in essa un rapporto semiotico. Segni che, se in alcuni casi assumono il compito di illustrarci degli attributi dell'oggetto, in altri hanno caratteristiche che superano il valore semantico per diventare un qualcosa che lega empaticamente gli individui tra di loro attraverso lo stesso segno.
La capacità di immaginare è una facoltà indispensabile all'acquisizione stessa dell'informazione ma anche una particolare prerogativa del pensiero che connota il nostro rapporto con il mondo.

Andrea Casale, professore presso la Facoltà di Architettura di Roma "Sapienza", Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura, da sempre si occupa di teoria della rappresentazione, dell'analisi e dello studio dei fenomeni percettivi inerenti la progettazione e la rappresentazione della forma applicata all'architettura e al design.

Indice
Gianluigi Monniello, Riccardo Migliari, Prefazione
Introduzione
Occhio e mente
(Vedere oltre)
Dalla matita alla matita
(Sensazione; Percezione; Riconoscimento; Concetti ereditari; Concetti acquisiti; Memoria; Consapevolezza, inconsapevolezza; Immaginazione)
Lo spazio e il tempo
(Rappresentazione mentale; Premonizione)
Rappresentazione mentale, rappresentazione iconografica
(Dalla rappresentazione mentale alla rappresentazione iconografica; Rappresentazione iconografica; Segno)
Il bambino e il disegno
(1a fase: gli scarabocchi, inizio dell'espressione grafica (il realismo casuale); 2a fase: i primi approcci al disegno rappresentativo (il realismo mancato); 3a fase: il disegno assume significato (il realismo intellettuale); 4a fase: il disegno verista (il realismo verista))
Lo strano fenomeno della prospettiva
(L'illusione della realtà; L'immagine della verità)
Arte da vedere
(Astrazione; Empatia e arte)
Il bello del disegno
(Lo spazio compositivo; Il disegno simbolico progettuale; La composizione e il tempo)
Bibliografia.