L'educazione antica e il confronto con l'altro. Supplici, esuli, ospiti, nemici in alcuni testi della cultura greca antica
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 146,      1a edizione  2018   (Codice editore 249.2.16)
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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 19,00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788891770059

In breve
Attraverso l’analisi dei testi omerici e di alcune tragedie di epoca classica, il volume si propone di indagare la relazione con lo xenos (ospite, straniero, nemico, esule) nella cultura greca antica. In un’epoca di drammatiche migrazioni e di conflitti laceranti, il testo dimostra la sua bruciante attualità, rivolgendosi non solo agli studiosi dell’antichità classica, ma anche a educatori e insegnanti che si potranno giovare di quest’opera di decostruzione.
Presentazione del volume

Questo testo si propone di indagare la relazione con lo xenos (ospite, straniero, nemico, esule), nella cultura greca antica, attraverso l'analisi dei testi omerici e di alcune tragedie di epoca classica.
Dopo aver illustrato il precetto del rispetto dell'ospite quale valore fondamentale, insieme all'areté guerriera, dell'educazione arcaica, il testo analizza la costruzione dello stereotipo dello straniero come "barbaro", termine che da una connotazione inizialmente neutra - colui che occupa uno spazio differente dal punto di vista geografico, politico e sociale - ne assume in seguito una marcatamente dispregiativa, mostrando quanto tale costruzione abbia innervato l'educazione dei cittadini in epoca classica e abbia contribuito al consolidamento dell'ideale formativo del cittadino e a una vera e propria retorica della democrazia, attraverso i messaggi complessi delle tragedie di Eschilo.
Infine, la riflessione su alcune tragedie di Euripide ricostruisce invece come la disgregazione della polarità greco/barbaro abbia comportato interrogativi molto profondi sulla cittadinanza, sull'educazione, sull'efficacia del percorso formativo stesso, fino a sfociare in una proposta radicale di revisione delle categorie sulle quali fondare la relazione noi/altri.
Affrontare questi nuclei tematici, comprendere i procedimenti retorici con cui essi emergono, rendersi conto dei messaggi educativi implicitamente o esplicitamente veicolati, è compito arduo ma affascinante della storia dell'educazione antica, che, in epoca di drammatiche migrazioni e di conflitti laceranti, dimostra la sua bruciante attualità guidandoci tutti a una maggiore consapevolezza di questa eredità nel confrontarci con le altre culture e delle astuzie della comunicazione nel produrre slittamenti semantici pericolosi. In questo senso il volume si rivolge non solo agli studiosi dell'antichità classica, ma anche a educatori e insegnanti che si potranno giovare di quest'opera di decostruzione.

Gabriella Seveso è professoressa associata di Storia della pedagogia e delle istituzioni educative presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Le sue ricerche recenti hanno riguardato la tematica della relazione fra generi e generazioni nella storia della cultura occidentale, in particolare all'interno della cultura greca antica, e la tematica delle rappresentazioni dell'infanzia e delle età della vita nella cultura antica. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli, fra cui: Ti ho dato ali per volare. Maestri, allievi, maestre, allieve, nei testi della Grecia antica (Pisa, 2007), Paternità e vita familiare nella Grecia antica (Roma, 2010), L'educazione delle bambine nella Grecia antica (Milano, 2010), Maternità e vita familiare nella Grecia antica (Roma, 2012), "Arrivati alla piena misura". Rappresentazioni dei vecchi e della vecchiaia nella Grecia antica (Milano, 2013) Corpi molteplici. Differenze ed educazione nella realtà di oggi e nella storia (Milano, 2017). Ha svolto e svolge attività di formazione, consulenza pedagogica, aggiornamento presso enti e servizi educativi e scolastici.

Indice
Introduzione
I Greci e gli altri, i Greci e noi
(I Greci e gli altri: i Greci erano razzisti?; I Greci e noi: siamo figli solo della cultura greca?)
L'educazione arcaica e il rispetto dell'ospite nell'Odissea
(Xenos: l'ambiguità di un termine; L'ospitalità dei Feaci e il rispetto dell'ospite come valore educativo; Popoli ospitali, popoli inospitali; Il ritorno: Odisseo chiede ospitalità nella sua terra)
La formazione dello stereotipo del "barbaro" nei Persiani di Eschilo
(La nascita della "democrazia" e la necessità di definire i cittadini e gli "altri"; La guerra vista da lontano, Atene vista dagli "altri"; La ybris dei Persiani e la punizione degli dei; Da stranieri a "barbari")
Esuli e aggressori nelle Supplici di Eschilo
(Esuli che giungono dal mare; Dal fascino dell'esotico ad un inquietante turbamento; I migranti diventano barbari; Lo "splendore" della democrazia nello sguardo dell'altro; Una difficile democrazia; L'attualità di un'opera)
Incertezze e interrogativi su esuli e barbari negli Eraclidi di Euripide
(Apparenze greche, gesti barbari; Le leggi e l'educazione davanti alla barbarie)
Dalla parte dei vinti: la barbarie dei Greci nell'Ecuba e nelle Troiane di Euripide
(La guerra civile e l'erosione della differenza fra cittadini e barbari; La violenza sui bambini, la più atroce barbarie; L'educazione di fronte alla barbarie)
Un'educazione sconcertante: accogliere il radicalmente altro?
(Un ingresso "scandaloso"; L'alterità come minaccia di sovvertimento; Un itinerario formativo di incontro con l'altro; Accogliere l'alterità)
Conclusioni. L'incontro con l'altro e l'educazione: un intreccio indissolubile
Bibliografia.



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