Forme di pensiero rifratto. Il ruolo degli stati d'animo nella (de-)formazione delle azioni
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 172,      1a edizione  2018   (Codice editore 524.21)

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Codice ISBN: 9788891771872
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In breve
Gli stati d’animo ricoprono un ruolo centrale nel deformare la capacità di reazione e il tipo di risposta di una persona che vive esperienze quotidiane ad alta criticità. Il volume presenta in tal senso una rassegna di alcuni approcci ‘standard’, tenta di delineare come si innescano e come si fronteggiano ‘stati d’animo di crisi’ e indaga il ruolo che i paesaggi sensoriali delle nostre vite quotidiane possono giocare per ripristinare speranza e resilienza.
Presentazione del volume

Esplorare i modi di formazione di moods di crisi e capire come diradarli non è un vezzo futile. La miseria del mondo va rimessa al centro del progettare, ma per farlo efficacemente occorre capire come e dove intervenire, nella confusione di stati d'animo che minano la resilienza dei cittadini, o ne sviano le reazioni verso strade che definiamo 'irrazionali'.
La rassegnazione dei non più giovani ormai precari a vita, l'inerzia di adolescenti privi di mete, la radicalizzazione di migranti e periferie, la tracimazione di odio senza vergogna, l'impotenza di sentirsi ingabbiati in una ragnatela di corruttele quotidiane sono stati d'animo accomunati dalla perdita inconsapevole del controllo sul timone della nostra vita.
Le teorie per spiegare il formarsi dell'azione - o dell'inerzia o del drammatico 'ribellarsi senza causa' - di una persona non possono che fallire se costruite su due premesse per nulla scontate. La prima è che l'azione sia coerente con una logica basata sulla sola razionalità economica. La seconda è che sia l'esito di schemi rigorosamente cognitivi, con cui la mente elabora input rigorosamente cognitivi, in un mondo in cui la dimensione sensoriale e affettiva sia solo un rumore di fondo marginale. La rigidità di queste due premesse impedisce di cogliere il ruolo centrale degli stati d'animo nel deformare la capacità di reazione e il tipo di risposta di una persona che vive esperienze quotidiane ad alta criticità. A una rassegna di alcuni approcci 'standard' è dedicata la prima parte di questo saggio. All'esplorazione su come si innescano e come si fronteggiano 'stati d'animo di crisi' è rivolta la seconda parte. Al ruolo che i paesaggi sensoriali delle nostre vite quotidiane possono giocare per ripristinare speranza e resilienza, la terza parte.

Giuseppe A. Micheli è decano del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università Milano-Bicocca. I suoi scritti coprono un ampio ventaglio di temi delle scienze dell'uomo e gettano ponti tra comunità scientifiche anche distanti tra loro, disseminando elementi unificanti.

Indice
Giuseppe A. Miceli, Premessa (quasi un'Avvelenata)
Introduzione. Quindici domande senza ragionevoli risposte
Parte I. Il lato in ombra delle logiche cognitive
L'oggetto assente: le emozioni non sono stati d'animo
(Andare oltre il Planned Behavior model; Gli stati d'animo come le emozioni sono entità cognitive?; Cosa è emozione, e cosa stato d'animo (o altro)?; Intenzionalità, felt body, storie di vita interiore)
La mente è una macchina ibrida
(Un paradosso: senza schemi cognitivi non si esiste?; Macchine ibride - cioè con due linee di alimentazione; Scegliere di volta in volta la Gestalt più comprendente; Gioie e dolori di una Gestalt bifronte)
Il sottile crinale del cognitivo
(Resilienza e insicurezza; Fear of crime, concern about crime; Servitù: catena cognitiva o deriva incontrollabile; Separare il mondo separato dalla sua rappresentazione; I moods sono la forza motrice che avvia la conoscenza)
Parte II. Stati mentali prevalentemente cognitivi
Moods di crisi: inneschi, effetti, retroazioni
(Modi di innesco di uno stato d'animo di crisi; Effetti ragguardevoli di uno stato d'animo di crisi; Processi decisionali: circuiti adattivi, pensiero rifratto; Da circuiti a feedback positivo a storie di vita interiore)
Strategie d'uscita: frontali, diversive
(Vie d'uscita quasi-cognitive: la terapia della parola; Logiche identitarie: declinazione e proprietà; Identità come disconferma e strategie diversive; Strategie 'à rebours': effetti essenzialmente secondari; Dominio consapevole del lasciarsi andare inconsapevole)
Il caso della rifrazione nel passaggio tra generazioni
(Generazioni: crocevia di influenze di altre generazioni; Memoria comunicativa: scandire unità generazionali; Memoria-abitudine: negoziazione o octroyage; La logica identitaria non passa tra generazioni distanti; 'Millennials' chi?)
Parte III. Stati mentali prevalentemente sensoriali
Vis serenatrix
(Paesaggi urbani: l'arte dell'incontro e dell'identità; Quando paesaggi naturali sono restorative; Mindscapes: i codici pittorici degli stati d'animo; Storia minima del nesso musica-affetti; Quando paesaggi sonori sono restorative; Deviazioni affettivamente rilevanti)
Ripristinare contatti
(Intrecciar contatti e consuetudini produce 'scintille'; Il ruolo multiplo della scuola; La gabbia d'acciaio del tempo dedicato; La gabbia vuota dei codici affettivi)
Public moods
(Azione situata o azione mood oriented?; Salvaguardare le regole del gioco nel patto sociale; Frenare lo smantellamento del principio di autorità; Eodem tempore)
Appendice. Si possono (con juicio) modellizzare i moods?
Riferimenti bibliografici
Indice dei nomi
Indice dei soggetti.