Il carcere in città. La voce, il gesto, il tratto e la parola, ovvero l'arte come evasione comune
Contributi
Glenda Acito, Leonida De Filippi, Paolo Foschini, Renato Galbusera, Laura Longoni, Cristiano Mutti, Giampaolo Nuvolati, Luigi Pagano, Margherita Papi, Giacinto Siciliano, Francesca Volontè
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 164,      1a edizione  2019   (Codice editore 1168.2.13)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 21,00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788891778826

In breve
Attraverso una narrazione collettiva di persone detenute, operatori e volontari, il volume narra alcune esperienze significative in tre carceri: San Vittore, Opera e Bollate. Il libro si rivolge sia agli “addetti ai lavori” sia a persone interessate a scoprire i vissuti dei detenuti, andando oltre le ideologie e gli stereotipi della società, ovvero oltre le sue ombre più minacciose.
Presentazione del volume

Il volume Il carcere in città. La voce, il gesto, il tratto e la parola, ovvero l'arte come evasione comune è un modo, attraverso una narrazione collettiva di persone detenute, operatori e volontari, per dare parola alle tante voci della galera e per guardare al carcere come al luogo dove fare i conti con la propria ombra. L'esperienza del carcere permette di addentrarsi nei sotterranei dell'anima verso un percorso di conoscenza di sé, di riconoscimento dei propri demoni e di ricomposizione ad unità delle nostre parti scisse, in un andare e venire tra dentro la galera e fuori nella società.
Ci si deve, infatti, sempre ricordare che per andare oltre la sofferenza è necessario incontrarla nella sua dimensione tragica; certamente il carcere è tragedia e le diverse storie che il testo propone ne sono una testimonianza. In particolare il volume narra delle esperienze significative in tre carceri: San Vittore, Opera e Bollate.
Di San Vittore è raccontata l'esperienza del Coro de La Nave, un reparto del carcere dove da tempo è in atto un progetto trattamentale avanzato per le tossicodipendenze. Un'esperienza potente che ha incontrato la città nella Casa della Memoria a Milano attraverso canti e musiche, inframmezzati da brani recitati da operatori e volontari.
Si descrive poi un corso universitario dentro il carcere di Opera che ha provocato onde d'urto positive, innescando un circolo virtuoso di scrittura teatrale con lo spettacolo "Giochi di luci e ombre" che ha tenuto diverse repliche in vari teatri in Italia, essendo i protagonisti attori e registi di sé stessi.
Infine si parla delle persone detenute a Bollate che hanno presentato, con la regia dei rispettivi docenti, i loro lavori di fotografia e di pittura nello spazio suggestivo della ex Chiesa di San Carpoforo dell'Accademia di Belle Arti di Brera.
Il libro coinvolgerà nella lettura sia gli addetti ai lavori che persone interessate a scoprire non solo i vissuti dei detenuti, ma anche le modalità dell'incontro del fuori con il dentro, andando oltre le ideologie e gli stereotipi della società, ovvero oltre le sue ombre più minacciose.

Ida Castiglioni, insegna Relazioni interculturali, Alberto Giasanti Le forme della mediazione, Lorenzo Natali Sociologia della violenza. Sono tutti docenti dell'Università di Milano-Bicocca.

Indice
Luigi Pagano, Introduzione
Alberto Giasanti,
Un'etica dualistica tra luce e ombra
Lorenzo Natali, Glenda Acito, Cristiano Mutti,
A tratti di matita e a cerchi concentrici. Una ricerca visuale partecipata tra città e carcere
Laura Longoni, Margherita Papi,
Ambra Tranchina, Christopher Santos, Davide Mesfun, Elena Zanaga, Giuseppe Di Stefano, Marta Giorgi, Massimo Dato, Mohamed Ounnas, La nascita del gruppo "Giochi di luci e ombre"
Arte e Carcere
(Laura Longoni, Le esperienze teatrali in carcere; Margherita Papi, L'esperienza del Teatro Partecipato nell'Alta Sicurezza; Paolo Foschini, Il Coro de La Nave a San Vittore)
Pittura e fotografia al Carcere Bollate
(Renato Galbusera, L'esperienza del laboratorio di pittura a Bollate; Leonida de Filippi, EYES UP. Il laboratorio di fotografia)
Francesca Volontè,
Dialoghi con gli ergastolani ostativi
Ida Castiglioni,
La dialettica della bellezza nella Social Justice
Giacinto Siciliano,
C.R. Milano Opera: un modello sperimentale di partecipazione e inclusione sociale. Nota conclusiva
Giampaolo Nuvolati,
Postfazione
Gli Autori.