Quando si andava in velocipede. Storia della mobilità ciclistica in Italia (1870-1955)
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Studi, ricerche
Dati
pp. 250,      1a edizione  2019   (Codice editore 541.37)
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In breve
Queste pagine ricostruiscono una storia di successo, quella della bicicletta come mezzo di trasporto (oltre che come strumento ricreativo). La storia di un mezzo meccanico, che ha accompagnato il paese nel lungo cammino di emancipazione dal gap di arretratezza e di ritardo industriale, ma anche la storia di una lunga, combattuta e non sempre vittoriosa battaglia per la conquista dello spazio pubblico. A suo modo, una piccola storia d’Italia.
Presentazione del volume

La pratica ciclistica, dopo un periodo di oblio che aveva fatto gridare tanti alla morte della bicicletta, sta vivendo oggi nelle nostre città una stagione di rivincita. Quello a cui stiamo assistendo è un movimento di recupero della bicicletta come potenziale mezzo di trasporto da porre al centro di una revisione del sistema della circolazione che segni il passaggio dal monopolio dell'automobile privata allo sviluppo di un modello di trasporto urbano intermodale e sostenibile.
Queste pagine ricostruiscono il passato del futuro: una storia di successo, quella della bicicletta come mezzo di trasporto (oltre che come strumento ricreativo). La storia di un mezzo meccanico, straordinariamente semplice nel suo funzionamento eppure così perfetto da rimanere sostanzialmente invariato nel corso di quasi due secoli, che ha accompagnato il paese nel lungo cammino di emancipazione dal gap di arretratezza e di ritardo industriale a cui le contingenze storiche lo avevano condannato. Ma anche la storia di una lunga, combattuta e non sempre vittoriosa battaglia per la conquista dello spazio pubblico, con la strada a fare da palcoscenico a una contesa che non ha riguardato solamente il pedone, la bicicletta o l'automobile, ma ha chiamato in causa, di volta in volta, visioni diverse dello sviluppo, del progresso, della democratizzazione, dell'industrializzazione e della modernizzazione del paese. A suo modo, una piccola storia d'Italia.

Eleonora Belloni è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di scienze politiche e internazionali dell'Università di Siena. Attualmente si occupa di storia della mobilità e dei trasporti. Ha pubblicato Ideologia dell'industrializzazione e borghesia imprenditoriale dal nazionalismo al fascismo (1907-1925) (Manduria, Lacaita, 2008); La Confindustria e lo sviluppo economico italiano. Gino Olivetti tra Giolitti e Mussolini (Bologna, il Mulino, 2011); La Confindustria dalla ricostruzione al miracolo economico. Angelo Costa (1945-1970) (Firenze, Nerbini, 2012).

Indice
Introduzione. Storia di un mezzo di trasporto resiliente
Dal passato al futuro... e ritorno
(La storia della mobilità e le lezioni del passato; Dalla storia della bicicletta alla storia della mobilità ciclistica; Mobilità ciclistica e culture ciclistiche nazionali)
Alla ricerca di un'identità: il ciclismo italiano dell'età pionieristica (1870-1900)
(La prima istituzionalizzazione del ciclismo sportivo: dai Veloce club all'Unione velocipedistica italiana; Il ciclismo ricreativo e la nascita del Touring Club Ciclistico Italiano; In cerca di legittimazione; La bicicletta nell'Italia di fine secolo: i numeri, la produzione, il quadro valoriale di riferimento; I nemici della bicicletta)
La bicicletta utilitaria nell'Italia liberale (1900-1918)
(La bicicletta in vetrina: l'Esposizione di Torino del 1911 e l'affermazione di Milano come capitale dell'industria ciclistica; Il ciclismo utilitario: un difficile processo di democratizzazione; La strada, palcoscenico della mobilità; L'avvento di una temibile concorrente: l'automobile; Tra guerra e dopoguerra)
Giro d'Italia e cultura ciclistica nazionale
(1909: arriva il Giro; Ciclismo sportivo e culture ciclistiche nazionali; Ciclismo sportivo e ciclismo utilitario: storia di un rapporto controverso; Il ciclismo come patrimonio storico-culturale)
La bicicletta di massa: la pratica ciclistica in Italia negli anni tra le due guerre (1920-1945)
(Il "tramonto della bicicletta"? La politica fascista di motorizzazione tra realtà e propaganda; La bicicletta nella città di domani: verso la pianificazione della mobilità; La bicicletta autarchica; Il ciclismo nella politica sportiva del regime)
Una strada per la bicicletta: la costruzione delle piste ciclabili in Italia
(La costruzione delle piste ciclabili come tema storiografico; Le piste ciclabili in Italia: le eredità del passato)
Verso il declino: la bicicletta dagli anni della ricostruzione al miracolo economico (1945-1955)
(La bicicletta nell'Italia della ricostruzione; La motorizzazione a due ruote; Verso il miracolo economico: la bicicletta da reginetta a cenerentola della strada)
Conclusione. Dalla rivoluzione della velocità alla rivoluzione della lentezza
Appendice 1. La mobilità ciclistica in numeri, oggi
(La mobilità urbana in Europa e in Italia; La mobilità ciclistica in Europa e in Italia)
Appendice 2. La mobilità ciclistica in numeri, ieri
(Fonti e note metodologiche; La mobilità ciclistica in Italia nelle statistiche sulla circolazione (1933-1955). Alcune considerazioni)
Appendice fotografica
Indice dei nomi.