Partenariato nel Mediterraneo

Percezioni, politiche, istituzioni

Autori e curatori
Contributi
Roberto Aliboni, Maurizio Cremasco, Germano Dottori, Laura Guazzone, Stefano Silvestri
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 176,   figg. 5,     1a edizione  1998   (Codice editore 1136.32)

Partenariato nel Mediterraneo. Percezioni, politiche, istituzioni
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 24,50
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788846404176

Presentazione del volume

Con la fine della guerra fredda l'area del Mediterraneo, pur restando caratterizzata da un'alta conflittualità, conosce un significativo cambiamento dei fattori che ne determinano la sicurezza e un maggior interesse dei diversi attori in essa coinvolti a cooperare onde assicurare pace e stabilità alla regione. Iniziative di partenariato, in particolare di cooperazione in materia di sicurezza, sono state prese, infatti, sia a livello bilaterale che multilaterale. Questo volume, frutto di una ricerca affidata dal Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) alla cura di Roberto Aliboni, direttore delle ricerche dell'Istituto Affari Internazionali (Iai) di Roma, esamina in dettaglio le nuove condizioni strategiche che prevalgono nell'area mediterranea, le percezioni di sicurezza dei Paesi interessati nonché le proposte, le istituzioni e gli strumenti che cercano di instaurare una cooperazione in materia di sicurezza nel Mediterraneo, cioè il raggiungimento di obiettivi di sicurezza mediante l'impiego collettivo di politiche cooperative. Un'attenzione particolare è dedicata dal volume alla possibilità che la Nato contribuisca a realizzare tale cooperazione.

La ricerca si articola in cinque contributi. Stefano Silvestri, vicepresidente dell'Iai e Germano Dottori, ricercatore presso la LUISS "Guido Carli", hanno dedicato i primi due capitoli del volume all'analisi dei mutamenti di strategia e percezione nella regione. Gli altri tre capitoli sono di Laura Guazzone, ricercatrice presso l'Iai, che ha tracciato un ampio quadro analitico delle varie iniziative di cooperazione, dei loro strumenti e dei loro obiettivi, di Roberto Aliboni, che ha delineato una dettagliata ipotesi di cooperazione mediterranea da parte della Nato, e di Maurizio Cremasco, ricercatore dello Iai, che si è concentrato sulle possibilità di cooperazione nel campo della tecnologia e dell'industria della Difesa fra la sponda Nord e quella Sud della regione.

Il Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) è l'organismo che gestisce, nell'ambito e per conto del Ministero della Difesa, la ricerca su temi di carattere strategico. Fondato nel 1987 con Decreto del Ministro della Difesa, il CeMiSS svolge la propria opera avvalendosi di esperti civili e militari, italiani ed esteri.

Indice

Roberto Aliboni, Introduzione
Stefano Silvestri (Il nuovo quadro strategico internazionale e il Mediterraneo; Cambiamenti nell'area mediterranea; Verso una nuova struttura mediterranea di sicurezza; Stati Uniti e Unione Europea nel Mediterraneo; La collocazione dell'Italia)
Germano Dottori, Percezioni di sicurezza e dottrine militari nella sponda sud del Mediterraneo (L'influenza del nuovo contesto geopolitico sulle percezioni di rischio e minaccia dei paesi della sponda sud; Carattere multidimensionale e multidirezionale delle nuove percezioni di sicurezza; Linee attualmente prevalenti nelle politiche di sicurezza e difesa dei paesi della sponda sud; Conclusioni e terreni possibili di cooperazione)
Laura Guazzone, La gestione della sicurezza nella regione mediterranea: problemi, strumenti e istituzioni (Un quadro d'insieme; Tipologia dei rischi e degli strumenti di gestione; Ipotesi per una gestione regionale della sicurezza nel Mediterraneo)
Roberto Aliboni, Una Partnership for Mediterranean? La Nato e la cooperazione di sicurezza nel Mediterraneo (Un "terreno comune" per la cooperazione mediterranea in materia di sicurezza; Cooperazione Nato e Pfm nel Mediterraneo)
Maurizio Cremasco, La cooperazione industriale-militare nord-sud nel Mediterraneo (Il possibile quadro istituzionale di riferimento e legittimazione; Tre casi studio: Algeria, Egitto e Marocco).






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