Società della conoscenza e dei consumi. La costruzione del sapere organizzativo
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 224,   3a ristampa 2008,    2a edizione  2002   (Codice editore 1243.32)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 20,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846428608

Presentazione del volume

La "società globale" sta modificando il modo di essere e fare organizzativo. Emerge un'"organizzazione intangibile" come risposta al rapido e profondo cambiamento in atto nella politica, nell'economia, nella cultura del lavoro. Il modo di "pensare organizzativo" fatto di "dipendenze" da strutture, funzioni, organigrammi, gerarchie, compiti, ruoli e competenze predefinite, si confronta sempre più con la costruzione di nuovi saperi che favoriscono una maggior "indipendenza" degli individui e dei gruppi. Le organizzazioni, come i mercati, "arrivano" sino dove arrivano le conseguenze delle azioni umane.

L'autore esplora la questione rispetto a tre versanti: la costruzione del sapere come valore organizzativo, la sua correlazione con i valori economici e la sua diffusione a partire dal rapporto capo collaboratore.

L'economia globale e le nuove tecnologie non sono il fine del cambiamento e dello sviluppo ma mezzi formidabili per mettere al centro l'uomo, il suo valore, la sua capacità di produrre, in relazione con altri, idee e comportamenti nel più ampio divenire della società della conoscenza e dei consumi. Il testo intende offrire sistemi, metodi e tecniche per rendere visibile e misurabile l'intangibilità dei nuovi saperi organizzativi tra costruttivismo ed interazionismo simbolico.

Pietro Rutelli , psicologo e psicoterapeuta, è consulente di Euros s.p.a. nel settore dello Sviluppo delle risorse umane e docente di psicologia dei consumi presso lo IULM (sede di Feltre).

Indice

Gabriele Calvi , Presentazione

Parte I. Come costruire conoscenze nelle organizzazioni

La cultura organizzativa nella società dei consumi

(La complessità culturale e professionale, le relazioni organizzative; L'organizzazione diffusa: integrazione organizzativa e percezione dei bisogni di consumo; La dinamica psichica individuale e le relazioni con il contesto organizzativo; Verso una misura isomorfa della complessità organizzativa: la prospettiva del costruttivismo ed interazionismo simbolico; Le variabili della complessità organizzativa; Culture organizzative, dinamica delle relazioni e gestione dei processi; Le sfide della complessità: le transizioni possibili; Modelli culturali e conflitti socio-cognitivi; Le politiche psicosociali per lo sviluppo delle risorse umane nel cambiamento)

Una prospettiva interazionista e costruttivista del sapere organizzativo

(Verso un management della comunicazione organizzativa; Un caso emblematico: l'action learning tra formazione, comunicazione e cambiamento: aa domanda emergente dal processo formativo; I modelli di analisi interpretativa; Un nuovo patto tra individuo ed organizzazione)

Il significato dell'azione formativa

(Dal piano di carriera al piano di sviluppo; Indicatori di sviluppo professionale; La dimensione dello spazio organizzativo; L'interazione e la cognizione di sé e degli altri; Dall'analisi della domanda allo sviluppo formativo)

Parte II. Come correlare il valore delle conoscenze al processo produttivo

Coerenze tra valore economico e valore umano

(Il valore come atto conoscitivo; Valori e contesto soggettivo ed intersoggettivo; Valori, comportamenti e culture organizzative; La gestione del valore economico; Il monitoraggio dei valori; La costruzione dei valori; La misura del sapere organizzativo; I piani della leadership: strategia, comunicazione, innovazione e realizzazione)

Parte III. Come trasmettere le conoscenze

Il colloquio di miglioramento (C.D.M)

(L'inquadramento del tema: scenario, metodi e contenuti; Comunicare la pianificazione strategica; Il CDM come strumento di indagine psicosociale, di conoscenza e di valutazione delle strutture e dei processi; Il CDM come strumento di promozione e monitoraggio del processo di cambiamento; La metodologia del CDM come strumento di gestione della ricerca-azione; Coerenze tra azione di comando, counseling e formazione; Il CDM nel governo della complessità organizzativa; Stili di gestione del CDM nelle diverse culture organizzative; L'assegnazione e la verifica degli obiettivi; L'analisi dei bisogni formativi; I processi di integrazione lavorativa dei disabili; Una metodologia di controllo nella gestione del CDM).



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