L'Adriatico conteso. Commerci, politica e affari tra Italia e Austria-Ungheria (1882-1914)
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pp. 290,      1a edizione  2018   (Codice editore 616.20)
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In breve
Alla fine dell’Ottocento, nell’arena geograficamente ristretta del mare Adriatico, Italia ed Austria-Ungheria adottarono strategie marittime diverse nella forma, ma convergenti negli obiettivi, al fine di controllare i flussi commerciali in primo luogo, ma anche gli spazi di potere che ne erano l’esito politico. Due nazioni formalmente alleate dal 1882 accumularono così sempre più numerosi motivi di attrito, fino a schierarsi su fronti opposti durante la Prima guerra mondiale.
Presentazione del volume

Negli ultimi decenni dell'Ottocento, la travolgente crescita del commercio internazionale sembrò portare con sé benessere e stabilità, all'interno del clima ottimistico che sempre più spesso viene definito come "prima globalizzazione".
Quel vasto movimento era stato reso possibile dalla disponibilità di collegamenti più rapidi, economici ed efficienti rispetto al passato, garantiti dalla interconnessione tra ferrovie sulla terraferma, piroscafi di linea sui mari ed una rete telegrafica ormai estesa a tutti i continenti.
L'apparente libertà che contraddistingueva la circolazione di merci, persone ed informazioni veniva però contraddetta da un sempre più esteso controllo esercitato dai diversi Stati sui mezzi che consentivano quelle interconnessioni. La rete dei collegamenti commerciali globali divenne teatro di una crescente competizione tra gli stati più forti, in grado di imporre la superiorità dei propri sistemi marittimi per intercettare quote sempre più ampie degli scambi globali.
Nell'arena geograficamente ristretta del mare Adriatico, Italia ed Austria-Ungheria adottarono strategie marittime diverse nella forma, ma convergenti negli obiettivi, al fine di controllare i flussi commerciali in primo luogo, ma anche gli spazi di potere che ne erano l'esito politico. Due nazioni formalmente alleate dal 1882 accumularono così sempre più numerosi motivi di attrito, fino a schierarsi su fronti opposti durante la prima guerra mondiale.

Giulio Mellinato
insegna storia economica e storia della globalizzazione presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si è occupato di storia dei commerci, della navigazione e della cantieristica, con particolare riguardo all'area adriatica. Ha pubblicato i volumi Cosulich: una dinastia adriatica (2008), Trieste & Cavour 1836-1861. Percorsi, politica e commerci nel Risorgimento (2010) e L'estremità periferica. Una prospettiva economica dell'Istria 1891-1943 (nel volume Istria-Europa. Economia e Storia di una regione periferica, 2013).

Indice
Introduzione
La storia dei commerci, tra economia e relazioni internazionali
(Commerci, mobilità, globalizzabilità; Il definirsi della globalizzabilità adriatica; L'Adriatico e le svolte degli anni Sessanta dell'Ottocento; La dimensione nazionale degli spazi commerciali e le nuove forme della mobilizzabilità delle risorse)
Le navi e i porti
(I giochi della localizzazione e della connettività; L'organizzazione del business marittimo: la mobilità sincronizzata; Le nuove dimensioni dinamiche della portualità: hub effect ed economie localizzative; I porti italiani; Trieste e i porti dell'Adriatico asburgico; Alleati non amici: il versante marittimo della Triplice Alleanza)
Né con lo Stato, né con il mercato: le imprese e le politiche marittime
(Oltre la tecnologia: qualità e organizzazione nelle flotte commerciali; Il Lloyd di Trieste: gli anni della prosperità solitaria (1869-1891); 1891/1918: il Lloyd nazionalizzato; Gli inseguitori, tra specializzazione e competizione; Gli effetti della nazionalizzazione degli spazi marittimi (1907-1914))
Connessioni, connettività, connettibilità
(Gli effetti del salto evolutivo: un nuovo mondo di possibilità, con nuove complessità; Interessi nazionali, spazi internazionali, commercio "nazionalizzato"; Lo Stato navigatore nella storia italiana: una ontogenesi; Il 1914: un esito necessario?)
Appendice statistica
Indice dei nomi.




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