Dalla nota al suono. La seconda rivoluzione tecnologica della musica
Contributi
Philippe Beaussant, Thierry Durbet, Christian Zanesi
Livello
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 232,   figg. 15,     1a edizione  2010   (Codice editore 631.11)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 31,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788856833812

In breve
Un’inchiesta presso alcuni protagonisti della musica jazz, pop, elettroacustica e barocca mostra come pensare la musica in termini di “suono”, cioè di materie sonore, di attacchi, di riverbero, di colore, di presenza, di spazio e non di note, propone nuovi orizzonti teorici e pratici all’educazione musicale e ai compositori amatoriali. Una nuova società musicale avanza e interroga la pedagogia della musica.
Utili Link
Amadeus Segnalazione (di Antonio Brena)… Vedi...
Musica Domani Alla ricerca del suono perduto (di Roberto Neulichedl)… Vedi...
Presentazione del volume

Perché "seconda rivoluzione tecnologica della musica"? Perché ce n'è stata una prima: la nascita della "scrittura", cioè dell'abitudine di usare un supporto grafico per comporre. La scrittura ha permesso lo sviluppo della polifonia innovando profondamente le pratiche musicali.
Nel XX secolo si è verificata una rivoluzione di pari importanza: non erano più le note a essere fissate su un supporto, ma il suono stesso, sul disco, sul nastro o nella memoria del computer: si è diffusa infatti la pratica di comporre ed elaborare il suono su questo nuovo supporto, aiutandosi a controllarlo non più con lo sguardo ma attraverso l'ascolto. È apparsa una nuova dimensione della musica; se prima c'erano la melodia, l'armonia, il ritmo, ora c'è il "suono", diventato uno dei criteri estetici prioritari della sensibilità musicale contemporanea. È ciò che dimostra un'inchiesta presso alcuni protagonisti della musica jazz, pop, elettroacustica e barocca. Pensare la musica in termini di "suono", cioè di materie sonore, di attacchi, di riverbero, di colore, di presenza, di spazio e non di note, propone nuovi orizzonti teorici e pratici all'educazione musicale e ai compositori amatoriali. Una nuova società musicale avanza e interroga la pedagogia della musica.
Il libro contiene contributi di Giovani Antonini, direttore musicale dell'ensemble barocco Il Giardino armonico e direttore d'orchestra; Philippe Beaussant, musicologo e specialista del barocco; Pierre Braner e Thierry Durbet, rispettivamente tecnico del suono e arrangiatore; Philippe Carles, caporedattore della rivista "Jazz Magazine"; Frédéric Hubert, "coloriste d'antenne" (sorta di direttore artistico) di una radio di grande diffusione; Frédéric Leibovitz, editor di "pop music"; Christian Zanési, compositore di musica elettroacustica.

François Delalande è stato, fino al 2006, responsabile delle ricerche teoriche del Gruppo Ricerche Musicali dell'INA di Parigi. Sin dagli anni settanta ha rivolto i suoi studi all'analisi delle musiche non scritte, ai loro presupposti e alle loro implicazioni teoriche; inoltre si è interessato delle condotte di produzione e di ascolto della musica, con particolare attenzione alle pratiche musicali dei bambini. Ha tenuto conferenze e corsi in diversi paesi in Europa e in America. Tra le sue pubblicazioni in edizione italiana citiamo, in questa stessa collana, La musica è un gioco da bambini (2001) e La nascita della musica (2009).

Indice


Presentazione dell'edizione francese
Maurizio Disoteo, Introduzione per il lettore italiano
Parte I. La problematica
Il "suono": nascita di un concetto
(Che cos'è il "suono"?; La storia del "suono": un'inversione delle pertinenze)
La seconda rivoluzione tecnologica della musica occidentale
(La rivoluzione della scrittura; La rivoluzione del "suono fissato". Il concetto di "paradigma tecnologico" in musicologia generale)
Il disco e l'invenzione del "suono"
(Il jazz e il 78 giri; Il rock e il 45 giri; I tre periodi del rinnovamento barocco; L'invenzione del "suono")
Parte II. L'indagine
Il suono del jazz, intervista con Philippe Carles
(Il ruolo del microfono; La firma sonora; Di che cosa è fatto il loro suono?; Il suono del batterista; Anti-accademismo; Pensare le mani sulla tastiera; L'orchestra, l'arrangiatore; Il "Four Brothers sound"; Il suono del disco; Una storia del suono?; I significati del suono)
La musica ad ampia diffusione
(Come si crea una canzone pop, Pierre Braner e Thierry Durbet; Il pop: il mixaggio è una forma di composizione, intervista a Frédéric Leibovitz; Come descrivere il "suono"? Intervista a Frédéric Hubert)
Il barocco, un gusto sonoro contemporaneo
(Alla ricerca del suono perduto, di Philippe Beaussant; Vivaldi, il suono e la modernità, intervista a Giovanni Antonini)
Musica elettroacustica: i suoni composti
(Christian Zanési, Il suono è carico di emozione)
Parte III. Elementi d'analisi
Gli universi musicali
(Che cos'è un universo musicale?; Tipologia degli universi musicali; Descrizione sincronica e diacronica; Universalità del concetto di universo musicale)
Funzioni e pertinenze: il "suono" dagli attori agli ascoltatori
(Il "suono" per la cerchia ristretta degli attori; Il "suono" per un pubblico distante: le sinestesie)
Gli strumenti materiali d'analisi del suono
(Quale soggetto?; Quale oggettività?)
Appunti per il futuro, all'attenzione degli analisti
Verso quale società musicale?
(Riflessioni sul ruolo di educatore)
Gli esperti intervistati
Bibliografia.




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