Echi del Risorgimento. In una rivista del 1909
Contributi
Carlo Bonomi, Pietro Cafaro, Maurizio Lovetti, Giuseppe Macchi, Mario Mazzucchelli, Piermichele Miano, Nicola Mucci, Antonio Maria Orecchia
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 128,      1a edizione  2010   (Codice editore 2000.1308)

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Codice ISBN: 9788856835571
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In breve
L’opuscolo del 1909 che ricorda i fatti del Risorgimento, stampato a Gallarate e qui ripresentato in una riproduzione anastatica, ci mostra come l’unità politica di una nazione non va di pari passo con la forma amministrativa adottata. Seppur di fatto tutte le scelte messe in campo dai vari D’Azeglio, Cavour, Cattaneo prevedevano l’unità politica di una entità nazionale considerata già tale.
Presentazione del volume

I fatti che hanno portato alla formazione dello Stato unitario vanno considerati per il valore che hanno avuto: basti pensare alle accelerazioni nelle comunicazioni e negli scambi che l'unione monetaria, quella legislativa e la frenetica età delle costruzioni ferroviarie hanno indotto. E ancor più la circolazione, con gli uomini, delle idee, con l'incentivazione dell'alfabetizzazione e della cultura in senso lato che una scuola magari malmessa, ma riprogettata su scala nazionale ha prodotto. Ed anche quel movimento continuo di insegnanti su e giù per la penisola, umili maestri elementari o illustri cattedratici, in ogni caso agenti indispensabili per trasformare l'antico melting pot nell'Italia di oggi.
L'opuscolo del 1909 che ricorda i fatti del Risorgimento, stampato a Gallarate e qui ripresentato in una riproduzione anastatica, si presta poi ad evitare una confusione di piani sempre possibile: l'unità politica di una nazione non va di pari passo con la forma amministrativa adottata. I documenti che vi sono contenuti ci ricordano la guerra "confederale" del 1848 mossa da tutti gli Stati italiani all'Austria nel nome di una unità che non cancellasse il preesistente. Fu solamente un caso sfortunato della storia se quel progetto, accarezzato da uomini come Vincenzo Gioberti e Cesare Balbo, non raggiunse un risultato positivo.
La storia prese poi altre vie e forse quella dello Stato accentrato fu la più adatta a far fronte alle difficoltà (soprattutto economiche) dell'avvio. Sta di fatto che tutte le scelte messe in campo dai vari architetti (tra cui Massimo D'Azeglio, Camillo Cavour e Carlo Cattaneo) prevedevano l'unità politica (più o meno blanda) di una entità nazionale considerata già tale. Quanto alla valorizzazione dei singoli territori non si può certo dire che fin dai primi anni unitari non se ne fece nulla: i due maggiori borghi dell'Alto milanese, Gallarate e Busto Arsizio, proprio in quel frangente vennero elevati al rango di città (Dalla Premessa di Pietro Cafaro).

Indice


Nicola Mucci, (Sindaco Di Gallarate) Presentazione
Pietro Cafaro, Premessa - 150 anni fa...oggi
Piermichele Miano, La parola del Presidente
Maurizio Lovetti,Nota del curatore
Storia. Echi del Risorgimento gallaratese in una rivista del 1909
Antonio Maria Orecchia, Introduzione
Rivista periodica sociale, giugno 1909, n. 2
Minimus e la Rivista periodica sociale: brevi notizie
Mario Mazzucchelli, Gallarate negli ultimi cento anni
Giuseppe Macchi, Gallarate "Città" e "Capoluogo di Circondario"
Rassegna bibliografica
Articoli dedicati al Risorgimento pubblicati sulla Rassegna gallaratese di storia e d'arte
Monografie dedicate al Risorgimento edite dalla Società gallaratese per gli studi patri
Atti della Società
Carlo Bonomi, Mostra Viva Italia - Uomini e storie del risorgimento.




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