Negare l'evidenza. Diritto e storia di fronte alla "menzogna di Auschwitz"
Autori e curatori
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 128,   1a ristampa 2012,    1a edizione  2012   (Codice editore 315.2.4)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 18,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788856847536

In breve
In molti ordinamenti giuridici, la manifestazione del pensiero negazionista è qualificata come reato. Ma può il diritto varcare la soglia della storia, fissando per legge il dovere di memoria e sanzionando chi osi “rivedere” i contenuti di quella memoria? Quali sono i confini tra negazionismo e revisionismo? E perché l’ordinamento italiano si è posto controvento rispetto all’Unione europea, ritenendo di non penalizzare il negazionismo?
Utili Link
Blogspot.it Recensione (di Carlo Gambescia)… Vedi...
La Repubblica La malattia negazionista (di Adriano Prosperi)… Vedi...
Corriere del Trentino Il negazionismo, piaga di oggi (di Chiara Nicoletti)… Vedi...
Alias Negazionismo: querelle storica ma anche giuridica (di Claudio Vercelli)… Vedi...
Società e Storia Recensione (di Emanuele Edallo)… Vedi...
Presentazione del volume

"La Shoah è una menzogna storica". Metamorfosi contemporanea dell'antisemitismo, la negazione del genocidio ebraico riaffiora con ritmo carsico nel discorso pubblico, nelle aule scolastiche e universitarie, nel circuito della libera espressione del pensiero, con buona pace della dignità delle vittime e dei superstiti di quella catastrofe.
In molti ordinamenti giuridici, la reazione al negazionismo non si è fatta attendere: nel bilanciamento tra libertà di manifestazione del pensiero e tutela della memoria storica e della dignità umana, i legislatori hanno preferito accordare una più intensa garanzia a questi ultimi valori, qualificando come reato la manifestazione del pensiero negazionista.
Ma può ritenersi legittima la pretesa del diritto di varcare la soglia della storia, fissando per legge il dovere di memoria e sanzionando chi osi "rivedere" i contenuti di quella memoria? Quali sono i confini tra negazionismo e revisionismo? È bene sottrarre la decisione circa questioni siffatte al dibattito politico e culturale per affidarla a legislatori e giudici?
L'ordinamento italiano si è posto controvento rispetto all'Unione europea, ritenendo di non penalizzare il negazionismo. Dallo sfondo di tale scelta, in sé apprezzabile, emergono tuttavia incoerenze, rimozioni, fughe dalle responsabilità storiche, richieste indirette di esoneri e, in definitiva, le difficoltà della comunità politica italiana di fronte al proprio passato fascista.

Daniela Bifulco è professore associato di Diritto pubblico comparato presso la Seconda Università degli Studi di Napoli e ricercatore presso l'Institut des hautes études sur la Justice di Parigi. Ha scritto di libertà positive ( L'inviolabilità dei diritti sociali , Jovene 2003), di giustizia e di interpretazione giuridica ( Il giudice è soggetto soltanto al "diritto" , Jovene 2008). Di A. Garapon, ha curato e tradotto Del Giudicare. Saggio sul rituale giudiziario (Cortina 2007) e Chiudere i conti con la storia. Colonizzazione, schiavitù, Shoah (Cortina, 2009).

Indice


Introduzione
(Un dubbio; Una possibile risposta; Il tema; Rilevanza attuale del tema; Quadro d'insieme e tesi)
Negazionismo/revisionismo
(Negare, rivedere, giustificare; Il negazionismo è altro dalla "storicizzazione" di un evento; Il discrimine tra discorso revisionista e negazionista; Dal revisionismo alla negazione dei campi di sterminio; Interludio: legislazioni che puniscono la negazione come anche la giustificazione; "Storicizzare" fa rima con "giustificare"?; La "menzogna di Auschwitz" di fronte al giudice costituzionale tedesco; La distinzione tra "negazione" e "giustificazione" secondo il giudice costituzionale spagnolo; Qualche tassello in più sulla via della distinzione tra negazionismo e revisionismo
Negare la Shoah
(Sui motivi della particolare resistenza del discorso negazionista antiebraico; La tradizione antigiudaica cristiana; Il ribaltamento del principio di realtà: un'esemplificazione letteraria; Dell'"unicità" del genocidio ebraico. Rilevanza teorica e giuridica del problema; Il paradigma dell'unicità della Shoah. Il confronto con il genocidio armeno; Le ambigue sorti dell'unicità della Shoah nelle scelte normative dell'Unione europea e degli stati membri; Esoneri: l'eccezione italiana, dove il negazionismo non costituisce reato; Altri esempi di leggi sulla memoria storica; Esoneri all'italiana: una recente vicenda di risarcimenti mancati)
Negazionismo alla sbarra
(Della pretesa intrusione del giudice nel mestiere dello storico; Il caso Zündel: la rinuncia al giudizio storico; Il caso Garaudy, dove si dà per consolidato il paradigma di Norimberga; La "menzogna di Auschwitz", o della differenza tra fatti e opinioni; La "menzogna di Auschwitz", ovvero la pretesa di verità insita nell'affermazione di un fatto; Rilievi conclusivi)
Conclusioni
Bibliografia
Indice dei nomi.