Verso una pianificazione antifragile. Come pensare al futuro senza prevederlo
Contributi
Beniamino Murgante
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 198,   1a ristampa 2017,    1a edizione  2016   (Codice editore 1740.141)

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In breve
L’idea di una pianificazione capace di fare i conti con il futuro e decidere come sarà il mondo si è rivelata per molti aspetti fallimentare. Questo libro è un testo a favore della necessità di pianificare, ma di una pianificazione che possa funzionare. A tale scopo è essenziale la nozione di antifragilità. Una pianificazione che operi in direzione dell’antifragilità può essere efficace e costruire le condizioni per evitare iniquità e bruttezza e favorire il diritto alla città.
Utili Link
Casadellacultura.it Recensione (di Silvano Tagliagambe)… Vedi...
Archivio di Studi Urbani e Regionali Recensione (di Francesco Indovina)… Vedi...
Presentazione del volume

Gli urbanisti hanno finora pensato di poter trasformare il mondo, ma si tratta di interpretarlo.
L'idea di una pianificazione capace di fare i conti con il futuro e di decidere come sarà il mondo si è rivelata per molti aspetti fallimentare. Per quattro buone ragioni. Prevedere è difficile, pressoché impossibile - ma è necessario. Le forze che agiscono nella trasformazione della città sono determinate da processi e dinamiche che non hanno nulla a che fare con la pianificazione. Un approccio normativo-prescrittivo non tiene conto dell'inesorabile volontà di molti esseri umani a fare a modo loro. C'è una piccola distorsione totalitaria nell'idea di sapere che cosa è meglio per gli altri (anche se ci si riuscisse).
Questo libro è a favore della necessità di pianificare (per dirla con Colin Ward: "Io non credo che ci si dovrebbe liberare della pianificazione. I ricchi potranno far tutto quel che vogliono, se ciò accade"). Ma di una pianificazione che possa funzionare.
La nozione di antifragilità è essenziale per questo scopo. Non solo perché - in moltissimi casi - le città sono sistemi antifragili, ma perché una pianificazione che operi in direzione dell'antifragilità può essere efficace e costruire le condizioni per evitare iniquità e bruttezza e favorire il diritto alla città.

Ivan Blecic è professore associato di Estimo e Valutazione presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell'Università degli Studi di Cagliari. Si occupa di modelli di simulazione e valutazione nella pianificazione e nelle politiche pubbliche urbane, territoriali ed ambientali.

Arnaldo Cecchini è professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell'Università degli Studi di Sassari. Si occupa di teorie, modelli e pratiche per una pianificazione che funzioni.

Indice
Introduzione
Parte I. Concetti: complessità, previsione, antifragilità
Prevedere
(Prevedere non si può...; ... ma prevedere serve; Gli idola, o dei paralogismi della ragione decisionale; Curare gli idola; alcuni spunti: ci serve pensare ai sistemi, serve tenere in conto la complessità)
Fragile - Robusto - Antifragile
(La triade; Previsione forte vs. previsione debole; La previsione debole e la costruzione degli scenari; Che cosa fragilizza i sistemi sociali; Progetto nella complessità vs. progetto per la complessità; Antifragilità, a che livello del sistema?)
La città è (è stata) antifragile, molte città no
(Il concetto di limite; Che cosa fragilizza la città)
Parte II. Temi e azioni: verso la pianificazione antifragile
Oltre le smart cities
(Le parole sono importanti e le mode contano; un tentativo di definire)
Per una pianificazione antifragile
(Via negativa; Visione condivisa e le capacità urbane; Lo spazio del progetto)
Farewell
Postfazione, a cura del Comitato Scientifico
Beniamino Murgante, Postfazione
Riferimenti bibliografici.




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