Territori vulnerabili. Verso una nuova sociologia dei disastri italiana
Contributi
Giulia Allegrini, Lina Maria Calandra, Serena Castellani, Carlo Colloca, Antonella Golino, Giovanni Gugg, Alice Lomonaco, Barbara Lucini, Marilin Mantineo, Barbara Morsello, Gabriele Ivo Moscaritolo, Rossano Pazzaglia, Luigi Pellizzoni, Giuliana Sangrigoli, Sergio Scarfì, Sabrina Spagnuolo, Andrea Volterrani
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 192,      1a edizione  2017   (Codice editore 1561.97)
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In breve
I disastri naturali amplificano le vulnerabilità sociali del territorio, evidenziano i meccanismi virtuosi e i malfunzionamenti dei sistemi di governance locale e valorizzano il capitale sociale. Il volume presenta una ricca analisi di casi, mettendo a confronto diversi disastri naturali in un arco di tempo di più di mezzo secolo. Lo studio delle dinamiche sociali dei terremoti, delle alluvioni e dei rischi di eruzione dei vulcani aiutano ad aprire nuove prospettive e riflessioni della sociologia del disastro del nuovo millennio.
Presentazione del volume

Erroneamente si pensa che i disastri naturali siano un tema poco legato alle scienze sociali. Al contrario la sociologia dei disastri in Italia ha radici profonde e un percorso storico consolidato. Sebbene ogni evento abbia una data e un'ora precisa, il ciclo del disastro è costituito da un pre-evento (prevenzione e mitigazione) e un post-evento (risposta e recupero) e l'impatto che un disastro ha su un territorio non dipende solo da fattori fisici ma anche dalla capacità delle comunità colpite di sapersi preparare, affrontare e rispondere all'evento catastrofico. Questa capacità non si crea nel momento dell'evento ma è legata alle dinamiche sociali, economiche e politiche del territorio. I disastri naturali amplificano le vulnerabilità sociali del territorio, evidenziano i meccanismi virtuosi e i malfunzionamenti dei sistemi di governance locale e valorizzano il capitale sociale.
Il volume presenta una ricca e approfondita analisi di casi mettendo a confronto diversi disastri socio-naturali in un arco di tempo di più di mezzo secolo.
Lo studio delle dinamiche sociali dei terremoti dell'Irpinia (1980), de L'Aquila (2009) e di Mirandola (2012), le alluvioni di Firenze (1966), di Giampilieri-Messina (2009) e del Sannio-Benevento (2015) e i rischi eruzione dei vulcani Etna e Vesuvio aiutano ad avviare nuove riflessioni per la sociologia dei disastri ed evidenziano che è ancora aperta una questione sociale dei disastri.
Sviluppare tali prospettive appare ancora più urgente nel nostro paese, che compare ai primi posti in Europa per ricorrenza e intensità dei disastri, come purtroppo ci ricordano i terremoti che hanno colpito l'Italia centrale tra l'agosto del 2016 e il gennaio 2017.

Alfredo Mela, professore ordinario presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico e Università di Torino, insegna Sociologia dell'ambiente e del territorio nei Corsi di laurea in Architettura e Pianificazione territoriale.

Silvia Mugnano, ricercatrice presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, insegna Tourism and local development e Turismo e comunità locale.

Davide Olori, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, ha collaborato con il Centro de Investigación en Vulnerabilidades y Desastres Socio-Naturales (CIVDES) dell'Universidad de Chile.

Indice
Alfredo Mela, Silvia Mugnano, Davide Olori, Verso una nuova sociologia dei disastri italiana
Parte I. Alfredo Mela, Prospettive resilienti
Alfredo Mela, La resilienza nell'ottica territorialista
Luigi Pellizzoni, I rischi della resilienza
Barbara Lucini, Il terremoto a L'Aquila, la resilienza sociale e territoriale nel post sisma
Lina Maria Calandra, Serena Castellani, La ricerca geografica come strategia di resilienza: esperienze di partecipazione in contesto post-disastro
Sabrina Spagnuolo,
Le alluvioni un disastro ambientale annunciato: il caso di Benevento
Parte II. Davide Olori, Disastri e questione meridionale
Davide Olori, Per una "questione subalterna" dei disastri
Giovanni Gugg, Al di là dello sviluppo, oltre l'emergenza: il caso del rischio Vesuvio
Marilin Mantineo, Sergio Scarfì, Memorie di un disastro minore: l'alluvione di Messina
Gabriele Ivo Moscaritolo, "Come entrare in un paese nuovo". Spazio e comunità nell'Irpinia post-sisma
Carlo Colloca, L'Etna, il paesaggio e la società locale fra rischi permanenti e territori vulnerati
Parte III. Silvia Mugnano, Capitale sociale e disastri
Silvia Mugnano, Il capitale sociale ai tempi del disastro
Andrea Volterrani, La resilienza marginale. Come coinvolgere anziani e disabili nella prevenzione dei rischi?
Barbara Morsello, Lo spazio infranto. Uno studio di caso sulla ricostruzione dei luoghi di aggregazione giovanile a L'Aquila
Antonella Golino, Rossano Pazzagli, Storia dell'ambiente e percezione sociale delle calamità naturali. Il caso dell'alluvione di Firenze
Giulia Allegrini, Alice Lomonaco, Giuliana Sangrigoli, Uno sguardo sociologico su partecipazione e disastri socio-naturali e un'analisi di sfondo su rischi e opportunità nel post terremoto di Mirandola
Gli autori.




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