Il Dio in tensione. Uomo e mondo della vita nella metafisica di Max Scheler
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Studi, ricerche
Dati
pp. 128,      1a edizione  2011   (Codice editore 495.226)

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In breve
Se è vero che l’essere non sta nel fondamento ma ha per via di accesso l’esistenza, nella riflessione che vi facciamo sopra non si può fare a meno della metafisica. Così Max Scheler rispondeva a chi gli contestava di restare vincolato alla tradizione, affermando che il mondo della vita e il mondo dello spirito sono ben distinti: se l’uomo partecipa dell’uno come dell’altro, nondimeno, nell’uomo, essi sconfinano l’uno nell’altro.
Presentazione del volume


A Heidegger, che gli contestava di restare vincolato alla tradizione, Scheler risponde che, se è vero che l'essere non sta nel fondamento ma ha per via di accesso l'esistenza, pure, nella riflessione che vi facciamo sopra, non si può fare a meno della metafisica. Nei suoi scritti più tardi si mette su di una strada stretta, quella per cui la determinazione in senso temporale e finito dell'esperienza passa per un recupero dei concetti di persona, divinità, corpo, resistenza, vita, spirito.
Il rischio di ambiguità non può essere eluso, se vogliamo fare risultare nella sua originalità il problema ontologico, senza però lasciarlo sospeso nel vuoto. Scheler, seguendo il filo dell'esperienza, fa correre la sua riflessione nello scarto. Così come nello scarto sta il nostro mondo unificato, multiculturale. Eppure gli opposti orizzonti problematici devono essere ricomposti. Non però nel superamento delle differenze ma nel gioco degli equilibri, in una situazione di non definitività.
Il moderno è superamento dell'idea di totalità, scoperta del molteplice, ma pure nello stesso tempo non consiste in un mero accavallarsi di tendenze. La filosofia ha per compito il perseguire la ricomposizione nel bilanciamento delle istanze, nella consapevolezza che nell'uno sta il due, nel due sta l'uno. Il mondo della vita e il mondo dello spirito sono ben distinti: se l'uomo partecipa dell'uno come dell'altro, nondimeno, nell'uomo, essi sconfinano l'uno nell'altro.

Vittorio d'Anna insegna Storia della filosofia contemporanea all'Università degli Studi di Bologna. Ha lavorato su Lukács, Simmel, Bloch, Gehlen, la filosofia italiana fra Otto e Novecento. Fra i suoi libri ricordiamo: Kant in Italia. Letture della Critica della ragion pura 1860-1940 (1990), Il denaro e il "Terzo Regno". Dualismo e unità della vita nella filosofia di Georg Simmel (1996). L'uomo fra natura e cultura. Arnold Gehlen e il moderno (2001). In particolare di Scheler si è occupato nella monografia, Fenomenologia e spirito del capitalismo (2006), e ha curato la traduzione di Fenomenologia della conoscenza e Ordo amoris (Max Scheler, Scritti sulla fenomenologia e sull'amore, 2008).

Indice


Introduzione
La persona: nell'amore e in formazione
Divenire intemporale e essere temporale
Il mondo della vita
Il Dio che ha bisogno dell'uomo
Eros e Agape.