Embrioni e terra natia. Le diverse "fortune" di Viktor Hamburger e Martin Heidegger
Autori e curatori
Collana
Livello
Studi, ricerche. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 160,      1a edizione  2019   (Codice editore 495.249)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 19.00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788891788375

In breve
Oltre alla formazione nell’università di Friburgo, Viktor Hamburger e Martin Heidegger condivisero l’interesse per la filosofia, ma soprattutto una passione estrema per la montagna e l’ambiente naturalistico della Foresta Nera. Al di là di due percorsi di vita divergenti, quello che li accomunò fino alla morte fu l’amore per la natura, che si concretò in un caso nell’atteggiamento olistico di un’“alleanza” con l’embrione, nell’altro in una produzione filosofica, sia pur minore, costellata da continui riferimenti ai sentieri, ai fiumi e al paesaggio alpestre.
Presentazione del volume

Che cosa avevano in comune il neuroembriologo tedesco che, pur senza dividere il premio Nobel con Rita Levi-Montalcini e Stan Cohen, diede un contributo fondamentale alla scoperta dell'NGF (fattore di crescita neuronale), e l'autore di Essere e tempo? Oltre alla formazione nell'università di Friburgo, Viktor Hamburger e Martin Heidegger condividevano l'interesse per la filosofia, ma soprattutto una passione estrema per la montagna e per l'ambiente naturalistico della Foresta Nera. Heidegger fu anche il rettore che nel 1933, applicando la "Legge per la restaurazione del Servizio civile professionale", firmò il licenziamento di Hamburger, il quale aveva origini ebraiche. Viktor, che all'epoca era a Chicago per motivi di studio, rimase per tutta la vita in America, dove a St. Louis, negli anni Cinquanta, mise il suo laboratorio a disposizione di Rita e Stan. Di Heidegger sono note le simpatie per il nazionalsocialismo, la caduta e una sua parziale rinascita. Al di là di due percorsi di vita divergenti, quello che rimase intatto e li accomunò fino alla morte fu l'amore per la natura, che si concretò in un caso nell'atteggiamento olistico di un'"alleanza" con l'embrione; nell'altro caso, in una produzione filosofica, sia pure minore, costellata da continui riferimenti ai sentieri, ai fiumi e al paesaggio alpestre.

Germana Pareti è professore ordinario di Storia della Filosofia all'Università di Torino. I suoi studi riguardano il rapporto tra scienza e filosofia tra Otto e Novecento con particolare riferimento alla ricerca psichica nella cultura vittoriana (La tentazione dell'occulto, Bollati Boringhieri, 1990) e al dibattito sulla "vita" nella fisiologia tedesca (Vita e Vitalismo o meccanicismo?, Ets, 2014 e 2017, in collaborazione con A. De Palma). Tra i suoi interessi in filosofia della mente, la questione del rapporto psico-fisico e il libero arbitrio (Mente e Corpo, Bollati Boringhieri, 2004, e Che fare, quando fare, se fare, Rosenberg & Sellier, 2016, in collaborazione rispettivamente con De Palma e A. Zippo).

Indice
Post-factum
Arte, scienza e natura
Filosofi a, religione e montagne
Ambiente, mondo e dintorni
L'avventura americana 1. Il "modello" Chicago
L'avventura americana 2. Da Chicago a St. Louis
Uno sguardo sull'Europa
Il senso della natura e i suoi distorcimenti
Epilogo
Indice dei nomi