Geografie interrotte

Andrea Marini

Geografie interrotte

Luoghi e paesaggi abbandonati in territorio alpino

Partendo dall’esame dei delicati rapporti tra uomo e territorio alpino, il volume affronta la questione dei paesaggi abbandonati, sia a livello geografico che storico e filosofico, così da porre le basi per un radicale ripensamento del senso dei luoghi e dell’abitare in un’ottica culturale ed ecologica che non sia solo conservativa, bensì coesistiva e partecipativa.

Edizione a stampa

27,00

Pagine: 208

ISBN: 9788891799012

Edizione: 1a edizione 2020

Codice editore: 123.5

Disponibilità: Discreta

In ogni territorio esistono luoghi che sfuggono alla tradizionale classificazione delle Andrea Marini strutture abitate. Si tratta di realtà marginali a cui si dà per convenzione il nome di "luoghi abbandonati". Questi spazi sono caratterizzati da una sorta di sospensione progettuale che ne altera lentamente l'aspetto, condannandoli al deterioramento e all'oblio. Vista la presenza sempre più evidente e invadente di questi "luoghi interrotti", il volume cerca di chiarire le ragioni del loro emergere e diffondersi, così da coglierne le complessità, ma anche le opportunità di riflessione e intervento che essi possono offrire. L'analisi di queste aree mette in luce i processi globali di sradicamento e annullamento delle identità che da secoli coinvolgono territori e paesaggi, soprattutto in ambito montano, e che determinano i sempre più diffusi fenomeni di obsolescenza programmata dei luoghi, sfruttamento senza limiti delle risorse ambientali e consumo di suolo. È quindi a partire dall'esame dei delicati rapporti tra uomo e territorio alpino che la questione dei paesaggi abbandonati viene indagata a livello geografico, storico e filosofico, così da porre le basi per un radicale ripensamento del senso dei luoghi e dell'abitare in un'ottica culturale ed ecologica che non sia solo conservativa, bensì coesistiva e partecipativa.

Andrea Marini, laureato in filosofia, ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze dei Beni Culturali e Ambientali con una tesi sulle problematiche dei luoghi abbandonati. Ha insegnato presso l'Università degli Studi di Milano ed è uno dei fondatori del L'ABB - Laboratorio Permanente sui Luoghi dell'Abbandono. Le sue ricerche vertono su questioni legate al paesaggio culturale, ai paesaggi sonori, al rapporto tra uomo e natura, alla geofilosofia e all'ecologia. Si occupa anche di progettazione culturale e valorizzazione del territorio.

Introduzione. Le origini di questo viaggio
L'avventura del territorio: l'uomo come creatore e scopritore di ambienti e luoghi, per una geografia filosofica degli spazi a-venire
(Il gesto geografico e la nascita del territorio; La forza dell'ecumene: da strumento interpretativo a monocultura di dominio)
Il paesaggio nell'epoca della sua riproducibilità tecnica: geografia ed estetica di un problema
(Greyfields forever: il cemento, un banale elemento; Strati di colori e parole: per una piccola storia interdisciplinare del paesaggio; Un arcipelago di concetti: orientarsi nel problema "paesaggio" ritracciandone i sentieri interrotti)
Geoestetica del consumo di suolo: una critica geo-referenziata dei paesaggi interrotti
(Verso una terra sterile: la sospensione dell'abitare nei paesaggi interrotti; Rovina e abbandono: espressioni geografiche di due epoche diverse; Dare forma all'abbandono: tassonomia dei paesaggi interrotti)
Conclusioni. Tra prospettive e speranze
Bibliografia
Indice dei luoghi
Indice dei nomi.

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