Dentro la società interconnessa. La cultura della complessità per abitare i confini e le tensioni della civiltà ipertecnologica
Autori e curatori
Livello
Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 212,      2a edizione, aggiornata  2019   (Codice editore 1571.11.1)

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Codice ISBN: 9788891788597
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In breve
La tecnologia è entrata a far parte della sintesi di nuovi valori e di nuovi criteri di giudizio e gli attori sociali si trovano di fronte alla possibilità di operare un irreversibile salto di qualità. Contrariamente alle narrazioni egemoni, il digitale ha determinato un aumento della complessità delle dinamiche, dei processi, dei sistemi, e non una loro semplificazione. Sfera cognitiva, sfera emotiva e sfera sociale. È tempo di ricomporre alcune fratture, nel tentativo di abitare i confini, le zone ibride e le tensioni della civiltà ipertecnologica.
Presentazione del volume

Siamo nel mezzo di un processo di trasformazione antropologica (1996), che si sostanzia nel ribaltamento dell'interazione complessa tra evoluzione biologica ed evoluzione culturale; un processo dalle numerose implicazioni in termini di paradigma, di cittadinanza e inclusione, con ricadute notevoli su identità e soggettività in gioco. Un cambiamento radicale di codici, culture, modalità di produzione e condivisione, gerarchie (disintermediazione), legato a molteplici variabili e concause, che si sta rivelando l'ennesima opportunità per élite e gruppi sociali ristretti.
Per questa complessità sociale, oltre ad una rinnovata attenzione per le regole e i diritti, occorrono un approccio alla complessità, in grado di evitare spiegazioni riduzionistiche e deterministiche, ma anche, e soprattutto, una nuova sensibilità etica. La tecnologia è entrata a far parte della sintesi di nuovi valori e di nuovi criteri di giudizio e gli attori sociali si trovano di fronte alla possibilità di operare un irreversibile salto di qualità. Contrariamente alle narrazioni egemoni, il digitale - di cui sottovalutiamo ancora le profonde implicazioni epistemologiche - ha determinato un aumento della complessità delle dinamiche, dei processi, dei sistemi, e non una loro semplificazione. Sfera cognitiva, sfera emotiva e sfera sociale. È tempo di ricomporre alcune fratture, nel tentativo di abitare i confini, le zone ibride e le tensioni della civiltà ipertecnologica: una civiltà fondata sulla programmazione, sull'automazione e sulla (iper)simulazione; una civiltà che, di fatto, oltre a ridimensionare/marginalizzare lo spazio dell'Umano e della responsabilità, continua ad alimentare una vecchia e controproducente illusione: quella di poter espellere/eliminare l'errore (pre-requisito fondamentale di qualsiasi conoscenza, della vita e della stessa libertà) e l'imprevedibilità dalla realtà e dalla sua rappresentazione.
In questa prospettiva, le sfide del cambiamento sono in fondo riconducibili proprio all'urgenza di ripensare/ridefinire la centralità della Persona e dell'Umano, dentro ambienti ed ecosistemi in cui non esiste più alcun confine/limite tra naturale ed artificiale.
Questa edizione è stata aggiornata e integrata soprattutto nel capitolo conclusivo e nella bibliografia.

Piero Dominici (PhD), Fellow della World Academy of Art & Science, è Scientific Director del Complexity Education Project e Director (Scientific Listening) presso il Global Listening Centre. Insegna presso l'Università degli Studi di Perugia ed è Visiting Professor presso l'Universidad Complutense di Madrid. Partecipa, da anni, a progetti di rilevanza nazionale e internazionale e ha tenuto lezioni e conferenze in numerosi atenei internazionali. È Membro dell'Albo dei Revisori MIUR e della World Complexity Science Academy, fa parte di Comitati scientifici nazionali e internazionali. È autore di libri e numerose pubblicazioni scientifiche.

Indice
Introduzione
Comunicazione è complessità
Dalla società di massa. Percorsi e spunti per la comprensione del contemporaneo
(C'era una volta... la società di massa; La civiltà della comunicazione; Nuove socializzazioni; Dalla ricerca sulle comunicazioni di massa. Altri spunti per l'approfondimento; Un momento di svolta nella Communication Research: il flusso a due fasi della comunicazione; Le ricerche sugli effetti a lungo termine dei media)
Tra istanze di emancipazione e derive dell'individualismo: per una cittadinanza digitale
(Modernità radicale e globalizzazione; Società della conoscenza ed ecosistema della comunicazione; L'architettura distribuita del web e la nuova sfera pubblica; Comunicazione è cittadinanza: tra inclusione e nuove asimmetrie; Sulla comunicazione pubblica)
Dentro la Società interconnessa: rischi e opportunità della nuova complessità sociale
(La centralità strategica di informazione e conoscenza; L'analisi della società interconnessa; Razionalità limitata e vulnerabilità; La società interconnessa e il ritardo nella cultura della comunicazione)
Rimettere la Persona al centro: per un nuovo Umanesimo
(Una rifondazione dell'etica; La Persona, l'etica e le libertà digitali; Comunicazione e informazione: bisogni primari. Presupposti teorici ed elementi di approfondimento; Elementi per un'etica della comunicazione; Libertà è responsabilità; Il problema della responsabilità; L'etica e la "questione culturale": per una traduzione operativa; Dentro la "Società Asimmetrica" (1995). Variabili e fattori di contesto)
Il Grande Equivoco. Ripensare l'educazione per abitare i confini e le tensioni della Società Ipercomplessa
(Per comprendere e abitare l'ipercomplessità; L'urgenza di un approccio sistemico alla complessità: il cambio di paradigma e l'evoluzione culturale che condiziona quella biologica; Gettati nell'ipercomplessità; Una ipercomplessità che non è un'opzione; Ripensare l'Umano e la sua interazione complessa con la Tecnica e la Macchina; L'imprevedibilità e l'errore. Ripensare l'educazione per rimanere umani; Di educazione (civica) digitale e di cittadinanza; Educare alla responsabilità, alla complessità, all'empatia, all'imprevedibilità... perché l'educazione digitale non è sufficiente; Il "grande equivoco"; "Educazione è complessità e pensiero sistemico". Perché Pensiero è azione. Perché cambiamento è complessità sociale; Epilogo)
Riferimenti bibliografici.