Nessuna notte è infinita

Riflessioni e strategie per educare dopo Auschwitz

Autori e curatori
Livello
Saggi, scenari, interventi. Textbook, strumenti didattici. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 128,   1a ristampa 2013,    1a edizione  2012   (Codice editore 250.6)

Nessuna notte è infinita. Riflessioni e strategie per educare dopo Auschwitz
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 16,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788820410117

In breve

Al di là della Giornata della Memoria e delle iniziative che essa porta con sé ogni anno, sorge il dubbio che il discorso su Auschwitz non giunga più a scuotere le coscienze, soprattutto quelle giovanili. Studiare Auschwitz è una esigenza educativa: ma come farvi fronte quando l’educazione stessa sembra essere uscita a pezzi dall’evento del quale dovrebbe trattare?

Utili Link

Corriere della Sera Mantegazza la Shoah e il dovere del ricordo (di Nino Dolfo)… Vedi...
Italia Contemporanea Recensione (di Chiara Fragiacomo)… Vedi...
Metis Recensione (di Anna Valentina Pedico)… Vedi...
Metis.progedit.com Recensione (di Anna V. Pedico)… Vedi...

Presentazione del volume

Auschwitz ci parla ancora? Ne intendiamo ancora il messaggio? Riusciamo a capirlo, o ci limitiamo a celebrarlo? Al di là della Giornata della Memoria e delle iniziative che essa porta con sé ogni anno, sorge il dubbio che il discorso su Auschwitz sia in qualche modo un discorso "addomesticato", che non giunga più a scuotere le coscienze, soprattutto quelle giovanili.
E invece siamo ancora e sempre più convinti che proprio una riflessione critica sulla Shoah, sulle dinamiche di potere e di complicità che questo evento ha messo in scena, sulla dimensione specificamente pedagogica ed "educativa" che l'ha accompagnato, sulle grandi domande di senso che ha mobilitato sia ancora la più importante tra le necessità educative del XXI secolo.
Studiare Auschwitz, parlarne, analizzarlo criticamente è una esigenza che, come diceva Adorno, "precede di tanto ogni altra, che credo non sia necessario fondarla né si abbia il dovere di farlo".
Ma come parlare oggi della Shoah? E come farlo senza smarrirne il senso dell'unicità ma al contempo senza rinunciare a farne il punto di partenza per parlare di altri volti dell'inumano, passati, presenti e futuri? Come conciliare la necessaria fedeltà all'oggetto-Auschwitz (che necessita di propri vocabolari, di proprie sintassi, di proprie grammatiche) e la necessità di farsi intendere da giovani generazioni che abitano linguaggi così differenti? Auschwitz è una esigenza educativa: ma come farvi fronte quando l'educazione stessa sembra essere uscita a pezzi dall'evento del quale dovrebbe trattare?

Raffaele Mantegazza è professore di Pedagogia interculturale presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Milano-Bicocca. Si occupa di formazione di insegnanti, educatori, medici, infermieri e di altre figure professionali legate alla cura e all'educazione. Ha pubblicato diversi testi su tematiche educative, alcuni dei quali tradotti in spagnolo e in inglese. Ha svolto ricerche interculturali in Senegal, Romania, Israele, Giappone. Www.raffaelemantegazza.com.

Indice



Introduzione. La Shoah normalizzata?
Perché ancora il fumo? Educare al negativo
Perché ancora quel fumo? L'uomo nuovo dopo Auschwitz e i dispositivi dell'annientamento
(Un dispositivo di ottundimento; Un dispositivo di addestramento; Un dispositivo di annientamento)
Oltre il fumo. I dispositivi dei resistenti
(Un controdispositivo di boicottaggio; Un controdispositivo di sabotaggio; Un controdispositivo di ristrutturazione)
Mentre il fumo scolora. Strategie per educare alla Shoah
(L'ineliminabilità della storia: Auschwitz non è un mito; Raccontare non basta. Per una pedagogia della testimonianza; Le parole per dirlo: i codici della Shoah; Sulla Giornata della Memoria: la Shoah tra istituzioni, attualità, emozioni; La memoria da rischio a compito)
Roberto Radice, Bibliografia ragionata.