Ragazzi difficili.

Pedagogia interpretativa e linee d'intervento

Contributi
Giovanni F. Ricci
Livello
Textbook, strumenti didattici. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 246,   5a ristampa 2021,    1a edizione  2015   (Codice editore 487.13)

Ragazzi difficili. Pedagogia interpretativa e linee d'intervento
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In breve

A distanza di oltre vent’anni dalla prima edizione (che a sua volta nasceva addirittura dalla rielaborazione di una ricerca del 1965), viene riproposto qui un testo che, pur affondando nella sperimentazione, rimane però un classico a livello sia teoretico e metodologico che sul piano delle pratiche, risultando ancor oggi e sempre più di grande attualità.

Presentazione del volume

A distanza di oltre vent'anni dalla prima edizione, viene riproposto qui un testo che ha segnato un punto di svolta nel panorama pedagogico italiano tanto che da poter essere considerato un classico per la ricchezza e il rigore della prospettiva teoretica e metodologica proposta, risultando ancor oggi di grande attualità. A partire dall'esperienza vissuta da Piero Bertolini in qualità di direttore dell'Istituto Penale Minorile "Cesare Beccaria" di Milano, gli autori rivisitano il fenomeno del disadattamento e della devianza minorile entro un approccio esplicitamente pedagogico, proponendone un'interpretazione di matrice fenomenologica che mette il tema dei "ragazzi difficili" in una prospettiva oggettivamente e soggettivamente educativa, chiamando imperiosamente in causa la formazione degli educatori e riscattando il fare educazione da derive puramente esecutive.
A questa pietra miliare della letteratura pedagogica italiana i curatori hanno affiancato una riflessione sulla proposta metodologica e una valorizzazione del testo alla luce dei cambiamenti intercorsi nell'ambito del penale minorile che danno ancor più risalto all'attualità del testo originale.

Piero Bertolini (1931-2006), è stato un insigne pedagogista e filosofo dell'educazione capace di coniugare approccio fenomenologico ed educazione informale. Per dieci anni (1958-1968) direttore del carcere minorile milanese Cesare Beccaria, ha sperimentato con successo innovazioni educative fondate sul principio di istituzione aperta. Professore ordinario di Pedagogia generale e Preside della Facoltà di Magistero a Bologna, è considerato il fondatore della scuola fenomenologica in pedagogia. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui L'esistere pedagogico. Ragioni e limiti di una pedagogia come scienza rigorosamente fondata, Firenze, 1988, ha fondato e diretto le riviste Infanzia e Encyclopaideia.
Letizia Caronia, allieva di Piero Bertolini, è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna. Studia le relazioni tra linguaggio, interazione e cultura e le pratiche di costruzione della conoscenza scientifica e comune. È autrice o coautrice di vari volumi, capitoli in volumi collettanei e articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Tra le sue pubblicazioni, Costruire la conoscenza. Interazione e interpretazione nella ricerca in campo educativo, Firenze, 1997; Crescere senza fili. I nuovi riti dell'interazione sociale, con André H. Caron, Milano, 2010; Fenomenologia dell'educazione, Milano, 2011.

Indice

Giovanni F. Ricci, Presentazione
Cristina Palmieri,
Come "fare educazione"? Attualità di un approccio metodologico
Piero Bertolini, Introduzione alla prima edizione
I ragazzi difficili
(Tracce di vita; I "ragazzi difficili": dare un nome e tracciare confini; La difficoltà come categoria pedagogica; Da una categoria generale a un approccio locale)
Devianza minorile e paradigmi positivisti
(Individuare le cause: valori e limiti di una ricerca; Dalle cause organiche alle cause psichiche; Il contesto familiare; Il contesto sociale; La costruzione sociale della devianza; Verso un nuovo paradigma; Il soggetto: la variabile imprescindibile del paradigma pedagogico)
Il paradigma fenomenologico
(Senso oggettivo e senso soggettivo; Verso una propria visione del mondo: il soggetto nel mondo e con gli altri; Il soggetto tra autonomia e dipendenza; Dal concetto di causa all'idea di motivazione; Genesi passiva e genesi attiva in prospettiva; I luoghi dell'educare; Verso una prassi pedagogica)
Devianza minorile e paradigma pedagogico
(Ragazzi difficili: perché?; L'assenza dell'intenzionalità: la disperazione di non voler essere se stessi; La distorsione dell'intenzionalità: la disperazione di voler essere se stessi; Uno sguardo retrospettivo)
Verso una pedagogia dei ragazzi difficili
(Cosa significa ri-educare?; I momenti del percorso rieducativo; Ragazzi difficili e educatori tra autonomia e dipendenza)
Conoscere e comprendere
(La sfida dell'incontro; La ritualità dell'incontro; Conoscere per comprendere: le tecniche della conoscenza pedagogica; Il lavoro di équipe; Il ruolo dell'educatore all'interno dell'équipe)
Verso il cambiamento: le prime strategie educative
(Dalla destrutturazione alla ristrutturazione educativa; Partire dalla superficie per accedere al profondo; Un richiamo alla sistemicità)
La dilatazione del campo di esperienza
(Nuovi orizzonti di senso; Verso l'ottimismo esistenziale: le strategie pedagogiche indirette; L'educazione "al bello": una strategia diretta; L'educazione "al difficile": verso l'impegno e il senso di responsabilità; Le esperienze dell'altro; Educare con l'avventura)
La figura e il ruolo dell'educatore professionale
(Essere "esperienza dell'altro"; Le strategie pedagogiche di tipo relazionale; Il linguaggio delle cose concrete; Essere esempio di intenzionalità; Il transfert pedagogico)
La costruzione di una nuova visione del mondo
(Gli obiettivi del processo rieducativo; Ripensarsi nel presente; Ripensarsi nel passato; Il ragazzo come protagonista del suo cambiamento; Pensarsi nel futuro)
Storie di formazione
(Un campeggio estivo in alta montagna; Il caso di Silvano C.; Il caso di Roberto S.; Il caso di Marcello B.)
Nota bibliografica
Pierangelo Barone, I "ragazzi difficili" nel nuovo millennio