Il lavoro che verrà

Significati, approcci e pratiche di analisi previsionale dei fabbisogni formativi e occupazionali

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 144,      1a edizione  2016   (Codice editore 1529.2.127)
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Il lavoro che verrà. Significati, approcci e pratiche di analisi previsionale dei fabbisogni formativi e occupazionali
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In breve

Richiamando alcuni dati sulle attuali dinamiche occupazionali, il volume analizza la transizione verso le nuove culture del lavoro e presenta uno scenario politico, economico e sociale che, fino a qualche anno fa, aveva visto crescere la partecipazione al mercato del lavoro della popolazione attiva e la fiducia in un modello di sviluppo capace di creare nuovi e migliori posti di lavoro.

Presentazione del volume

L'impatto della crisi economica sui livelli occupazionali e le profonde trasformazioni socio-produttive in atto sembrano avvalorare la profezia della fine del lavoro.
Il volume, richiamando alcuni dati sulle attuali dinamiche occupazionali, analizza la transizione verso le nuove culture del lavoro e traccia lo scenario entro cui si muovono le politiche comunitarie finalizzate alla creazione di nuovi e migliori posti di lavoro attraverso la leva dell'apprendimento permanente.
Nel libro si illustra il legame tra formazione e occupazione e la necessità di una competenza riflessiva da parte di tutti gli attori sulla futura domanda di professioni; una sfida che riguarda sia la capacità di creare nuova occupazione sia l'abilità di perseguire un'azione strategica di "sistema" per la maggiore sostenibilità dei mercati del lavoro e dei sistemi formativi. Lo studio sull'evoluzione del paradigma dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e le sue diverse declinazioni in ambito organizzativo si sviluppa attraverso un'analisi comparativa sui sistemi informativi previsionali dei fabbisogni formativi e occupazionali adottati nell'ambito delle recenti politiche attive dell'occupazione. In particolare il volume evidenzia come, tali sistemi, possano rappresentare un utile strumento per ridurre lo skill-mismatching tra domanda/offerta di competenze, fenomeno tra i più incisivi sulle dinamiche occupazionali.

Licia Allegretta è dottore di ricerca in Scienze organizzative e direzionali. Collabora ad attività di ricerca presso il Centro WWELL (Welfare, Work, Enterprise, Lifelong Learning) del Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica di Milano e presso il LARIS (Laboratorio di Ricerca e Intervento Sociale) della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica di Brescia. È assegnista presso Éupolis Lombardia (Istituto Superiore per la ricerca, la statistica e la formazione di Regione Lombardia). Tra le sue pubblicazioni si ricorda L'impresa sociale al servizio della buona occupazione: una biodiversità da tutelare ("Impresa Sociale", a cura di Iris Network, con B. Barabaschi, 2016).

Indice

Laura Zanfrini, Presentazione
Introduzione
New Skills for New Jobs. La sfida europea per la creazione di nuove competenze per nuovi lavori
(Oltre il lavoro perduto; Skillmatching e tutela del capitale umano: implicazioni di policy; L'analisi dei fabbisogni formativi tra rappresentazioni e politiche di lifelong learning)
L'analisi previsionale dei fabbisogni occupazionali e formativi: da pratica manageriale a strumento di policy
(Una identità complessa; Una pratica molto speciale)
I sistemi informativi previsionali dei fabbisogni formativi e professionali come politica attiva per l'occupazione: modelli a confronto
(L'esperienza americana: il sistema O*Net; L'esperienza canadese: il National Occupational Classification System (NOC); L'esperienza europea: la rete Ciretoq e l'Electronic Training Village; L'esperienza italiana: il Sistema Informativo Isfol sulle professioni, sull'occupazione e sui fabbisogni formativi)
Conclusioni
Riferimenti bibliografici
(Sitografia).