Non più e non ancora

Le aree fragili tra conservazione ambientale, cambiamento sociale e sviluppo turistico

Contributi
Giorgio Osti, Everardo Minardi
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 160,      1a edizione  2017   (Codice editore 1791.8)
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Non più e non ancora. Le aree fragili tra conservazione ambientale, cambiamento sociale e sviluppo turistico
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In breve

Le aree fragili si ritrovano oggi investite da profondi cambiamenti che le collocano nel limen del “non più e non ancora”. Quasi liberate dallo stereotipo della marginalità, non alimentano più soltanto immaginari legati al degrado e all’abbandono ma iniziano a porsi come luoghi del possibile. Il volume rappresenta uno strumento di analisi e di lettura delle dinamiche insite nel cambiamento e di come queste stiano incidendo sulla percezione dei luoghi, sulla loro fruizione, sulle risorse che possono mobilitare, sulle interconnessioni che possono sviluppare.

Utili Link

Lavoroculturale.org La cura della fragilità (di Andrea Ferraretto)… Vedi...
La Città Non dimentichiamo le aree fragili (di Valentina Di Cesare)… Vedi...

Presentazione del volume

Nel tentativo di gestire quel delicato equilibrio tra capitale naturale e sviluppo socioeconomico, le aree fragili si ritrovano oggi investite da profondi cambiamenti che le collocano nel limen del "non più e non ancora". Soggette a transizioni di crescente complessità e quasi liberate dallo stereotipo della marginalità, non alimentano più soltanto immaginari legati al degrado e all'abbandono, ma iniziano a porsi come luoghi del possibile. Come spazi a partire dai quali si può sperimentare un modo altro di "fare sviluppo". Le sfide giungono dall'economia leggera, dalla riqualificazione dei patrimoni, dalla conservazione attiva del paesaggio, dal turismo lento, dalle filiere alimentari di qualità. Coglierle appieno dipende dalla capacità delle persone di fare comunità di progetto dentro, fuori e oltre i confini territoriali.
A partire da questo scenario, il volume può rappresentare uno strumento di analisi e di lettura delle dinamiche insite nel cambiamento e di come queste stiano incidendo sulla percezione dei luoghi, sulla loro fruizione, sulle risorse che possono mobilitare, sulle interconnessioni che possono sviluppare.

Rita Salvatore (PhD) è assegnista di ricerca presso la Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali dell'Università degli studi di Teramo, dove ha insegnato Turismo enogastronomico e sviluppo rurale. È stata visiting researcher presso l'Istituto per il Turismo (ITW) dell'Università di Arti e scienze applicate di Lucerna. È founder e autrice
del blog Abruzzolento.

Emilio Chiodo è ricercatore in Economia agraria presso la Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali dell'Università degli studi di Teramo, dove insegna Economia e gestione e Legislazione e marketing delle imprese vitivinicole. È vice coordinatore del Master GESLOPAN (Gestione dello Sviluppo Locale nei Parchi e nelle Aree Naturali).

Indice

Giorgio Osti, Prefazione
Introduzione
Aree fragili: alcuni aspetti definitori
(Il tema delle "periferie interne" nel contesto europeo; Il dibattito italiano sulle aree interne e l'esperienza della SNAI; Perché aree fragili?)
Conservare le aree fragili: il ruolo dei parchi tra wilderness e green economy
(L'idea di "area protetta"; I primi parchi: luoghi di wilderness; I parchi europei: ecocentrismo, conflitto sociale e crescita economica; Dalla tutela alla conservazione: verso un nuovo concetto di parco; I "nuovi" parchi italiani; Conservazione ambientale e riflessività; Parchi capaci di futuro: uno sguardo internazionale; I parchi italiani e la sfida dello sviluppo)
Da aree fragili a destinazioni turistiche
(La transizione turistica delle aree fragili; Il turismo nella Strategia Nazionale delle Aree Interne: alcune evidenze statistiche del cambiamento; Quali turismi nelle aree fragili?; Da bene territoriale a risorsa turistica: la costruzione sociale del prodotto turistico; La traduzione turistica dei patrimoni locali come processo culturale)
Aree fragili e comunità locali: quale sviluppo?
(Oltre il mito. Per ripartire dalla comunità; Tra flussi e luoghi: le comunità locali; Dalla comunità che non c'è...; ...alla comunità in fieri; Quale sviluppo per le comunità fragili?)
Agenda Civitella Alfedena: un caso di studio nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
(Un'agenda per un turismo sostenibile e competitivo: il perché di un progetto; Fasi e strumenti della ricerca; I principi guida del processo partecipativo; Civitella Alfedena nel sistema turistico del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; La domanda turistica: risultati di un'indagine diretta; I tavoli di progettazione partecipata; La visione; A conclusione della ricerca, per il prosieguo di un percorso)
Everardo Minardi, Postfazione
Bibliografia.




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