Kalos kai agathos.

Il bello e il buono come crocevia di civiltà

Autori e curatori
Contributi
Giovanni Andreozzi, Antonio Camorrino, Akshaya Chandani, Giulio M. Chiodi, Niraj Kumar, Raffaella Limone, Mirella Napodano, Sonad Obad, Carlo Pontorieri, Osvaldo Sacchi, Akhilendra Pratap Singh, Emanuela Spanò, Valeria Verde, Alberto Virgilio, Angelo Zotti
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 310,      1a edizione  2018   (Codice editore 486.10)

Kalos kai agathos. Il bello e il buono come crocevia di civiltà
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In breve

Il volume si interroga su quale significato possa avere oggi, in termini antropologici, una cifra che raccordi le tre tradizionali qualità dell’essere: il bello, il buono e il vero. Hanno ancora senso nel mondo contemporaneo? E in quale modalità? Non può scoprirsi forse, alla fine, che in quelle qualità ontologiche è nascosto proprio ciò che si credeva superato e trasceso, cioè l’ultimo resto dell’umano? Tutto ciò può consentire alcune riflessioni sulla civiltà contemporanea: su ciò che promette, minaccia e, intanto, nasconde.

Presentazione del volume

L'idea del "kalos kai agathos" - del bello e del buono insieme combinati - consente, nell'intero percorso della civiltà occidentale, alcune piste di riflessioni, interrogabili nella loro cifra speculativa.
La prima riguarda una formula che tradizionalmente caratterizza l'antica civiltà greca, tanto cristallizzata nel tempo da costituire quasi una endiadi (un "kalon kai agathon", che arriva fino a identificare una "kalokagathìa"); la seconda pista coinvolge il "kalon kai agathon" come cifra confrontabile con quella del "bonum et aequm" della civiltà romana; la terza pista attraversa alcune riflessioni sul significato di questa doppia cifra nel percorso della civitas christiana; la quarta pista concerne il progressivo dissaldarsi - nel tempo della modernità - del bello e del buono da un ordine trascendente che, più o meno velatamente, lo qualificava. Ma le piste precedenti costituiscono solo il necessario presupposto per interrogarsi, nel tempo contemporaneo, su quale significato possa avere oggi, in termini antropologici, una cifra che raccordi le tre tradizionali qualità dell'essere: il bello, il buono e il vero. C'è da domandarsi: hanno ancora senso nel mondo contemporaneo? E in quale modalità? Non può scoprirsi forse, alla fine, che in quelle qualità ontologiche è nascosto proprio ciò che si credeva superato e trasceso, cioè l'ultimo resto dell'umano? Tutto ciò può consentire alcune riflessioni sulla civiltà contemporanea: su ciò che promette, su ciò che minaccia e su ciò che, intanto, nasconde. Forse lo stadio a cui è pervenuta nel nostro tempo la società secolarizzata e l'ingresso in scena della macchina cosiddetta "intelligente" costituiscono l'avvento di un trauma profondo e durevole che dà a pensare.

Scritti di: Giuseppe Limone, Giulio Maria Chiodi, Osvaldo Sacchi, Raffaella Limone, Giovanni Andreozzi, Carlo Pontorieri, Antonio Camorrino, Mirella Napodano, Angelo Zotti, Emanuela Spanò, Niraj Kumar, Sanad Obad, Alberto Virgilio, Valeria Verde.

Giuseppe Limone (www.giuseppelimone.it) è professore ordinario di Filosofia della Politica e del Diritto presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. È stato direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della stessa Università. Fra i suoi numerosi lavori si ricordano: Tempo della persona e sapienza del possibile, tomi 2, Napoli 1988-1991; Dimensioni del simbolo, Napoli 1997; Il sacro come la contraddizione rubata. Prolegòmeni a un pensiero metapolitico dei diritti fondamentali, Napoli 2001; Il simbolico come cifra di gravitazione nello spazio noetico, Napoli 2003; Dal giusnaturalismo al giuspersonalismo. Alla frontiera geoculturale della persona come bene comune, Napoli 2005; La catastrofe come orizzonte del valore, Milano 2014; Che cosa è il giuspersonalismo? Il diritto di esistere come fondamento dell'esistere del diritto, Milano 2015; Persona e memoria. Oltre la maschera: il compito del pensare come diritto alla filosofia, Soveria Mannelli (CZ) 2017. È fondatore, direttore e curatore de L'era di Antigone e della rivista Persona. Periodico internazionale di studi e dibattito.

Indice

Giuseppe Limone, Kalos kai agathos: una formula, una pietra di scandalo e una sfida. La bellezza salverà il mondo?
Parte I. La questione speculativa
Giulio Maria Chiodi, Tra calofilìa e filocalìa: breve riflessione sulla bellezza
Osvaldo Sacchi, Il lato estetico del ius e i subsidiaria remedia di Leibniz tra diritto romano e tradizione romanistica
Raffaella Limone, Althusser interprete di Marx
Giovanni Andreozzi, L'intersoggettività nei Lineamenti di filosofia del diritto di Hegel: tra etica e storia
Parte II. La questione estetica
Carlo Pontorieri, La Stufenbautheorie di Marco Aurelio. Ordine del cosmo e leggi di natura nel Ta eis heautòn
Antonio Camorrino, Bella, buona, autentica e incorrotta. La natura nell'immaginario postmoderno
Mirella Napodano, Filosofia e musica: recondita armonia
Parte III. La questione sociale
Angelo Zotti, "Perché mi fermo al semaforo rosso?" Azione sociale e rispetto delle norme
Emanuela Spanò, I pescatori di perle: Hannah Arendt narratrice di Walter Benjamin
Parte IV. La questione giuridica
Niraj Kumar, Right of Housing: A Story of Struggle in Global South of India and South Africa
Sanad Obad, La fuga dei fanciulli. I minori stranieri non accompagnati in Italia
Alberto Virgilio, Qualche breve considerazione intorno alla sentenza n. 13719/2016
Valeria Verde, Orientamenti giurisprudenziali sui requisiti di ammissibilità del ricorso per Cassazione
Parte V. Recensioni
Akhilendra P. Singh, M. P. Singh (ed.), The Indian Yearbook of Comparative Law 2016 (Oxford-New Delhi: Oxford University Press, 2017), xxi + 521 pp.
Akshaya Chandani, M. P. Singh & N. Kumar, Indian Legal System: An Enquiry (Oxford-New Delhi: Oxford University Press, NLU, in press), xvii + 169 pp.
Gli Autori.







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