Beni comuni urbani

Soggetti, pratiche e retoriche della città condivisa

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 186,      1a edizione  2019   (Codice editore 1136.110)

Beni comuni urbani. Soggetti, pratiche e retoriche della città condivisa
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 25,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788891788849

In breve

Il volume ripercorre gli sviluppi delle differenti teorie aventi per oggetto i beni comuni, intesi nella loro variante urbana. Quali beni sono considerati “comuni” nei contesti urbani e da parte di chi? La loro gestione collettiva è in grado di determinare dei mutamenti rispetto al difficile rapporto fra amministrazione e cittadinanza? Quali effetti sono in grado di produrre sulla cittadinanza e sulle comunità delle città in cui vengono riconosciuti e gestiti? Questi alcuni degli interrogativi cui il volume intende fornire risposte.

Presentazione del volume

Oggetto di analisi del volume sono i beni comuni, nella loro variante urbana. Con radici che affondano in usi e consuetudini millenarie, i beni comuni sono stati recentemente recuperati come modello di governance di risorse naturali alternativo al mercato e alle istituzioni politico-amministrative, per poi trasformarsi, nell'ultimo decennio, in una categoria centrale di paradigmi politici, economici, giuridici e filosofici elaborati per arginare e rispondere ai sempre più evidenti fenomeni di crisi delle società contemporanee: l'individualismo proprietario, la crisi di legittimazione della rappresentanza politica, il deficit democratico dei regimi nazionali e locali, l'indebolimento della coesione sociale, l'intensificazione e la pervasività delle modalità estrattive del capitalismo avanzato, l'egemonia del pensiero neoliberista.
Il volume, suddiviso idealmente in due parti, ricostruisce nella prima le caratteristiche dello sfondo appena delineato per poi addentrarsi nei principali approcci teorici sui beni comuni. La seconda parte, di taglio empirico, si basa su casi di studio di due città italiane (Bologna e Napoli), e si propone di analizzare le caratteristiche dell'uso e della gestione dei beni comuni urbani alla luce dei riferimenti tracciati nella prima parte. Cosa sono dunque i beni comuni urbani? Come e da chi vengono utilizzati? Possono, e in che modi, avviare una ridefinizione dei rapporti fra cittadini e amministrazione locale? Quale ruolo ricoprono tali istituzioni nei confronti dei beni comuni urbani? Come possono queste pratiche fondate sull'agire collettivo incidere, in termini più generali, sui regimi democratici locali? Che possibilità consentono di praticare per contrastare i fenomeni politici e le dinamiche economiche alla base dell'attuale crisi? Questi alcuni degli interrogativi dai quali muove la ricerca contenuta nel presente volume e ai quali si è cercato di fornire delle prime, parziali, risposte.

Antonio Putini è ricercatore in Sociologia dei fenomeni politici presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università Sapienza di Roma. È fra i promotori del Laboratorio per la Città Condivisa, dove collabora in veste di responsabile scientifico delle attività didattiche e di ricerca. Si è occupato di pratiche partecipative, qualità della democrazia, evoluzione dei partiti politici, associazionismo e nuove forme di partecipazione civica e politica.

Indice

Introduzione
Democrazia, capitalismo e beni comuni
(Come cambiano i regimi democratici; Egemonia neoliberista e trasformazioni del capitalismo; Il modello partecipativo della democrazia; Nuove forme di cittadinanza e movimenti sociali)
Dai pascoli alle piazze: beni comuni e beni comuni urbani fra approcci analitici e interpretazioni teoriche
(Beni comuni: uno stretto legame triadico; I "new commons"; L'approccio economico: neoistituzionalismo e beni comuni; L'approccio giuridico: dal "costituzionalismo dei bisogni" al paradigma dell'amministrazione condivisa; Dai beni comuni al "Comune": l'approccio ideologico; I beni comuni urbani; Domande di ricerca e tecniche di rilevazione)
Beni comuni urbani e compromesso amministrativo: il caso di Bologna
(Perché Bologna: alle origini dell'amministrazione condivisa; La nascita del regolamento; Principi, attori e "oggetti" del regolamento; Strumenti e procedure per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani; Analisi empirica dei patti di collaborazione; I patti di collaborazione nell'esperienza dell'amministrazione e dei cittadini attivi; Ambiente partecipativo e depoliticizzazione)
Usi civici e collettivi urbani fra riconoscimento istituzionale e lotta antiegemonica: il caso di Napoli
(Beni comuni, spazi pubblici e usi civici a Napoli; Gli spazi pubblici come beni comuni urbani: le iniziative di "adozione" di aiuole e strade; Dalle occupazioni agli usi civici e collettivi urbani; I rapporti con l'amministrazione; Usi, gestione e organizzazione dei beni comuni urbani; Principi e scopi dell'uso civico e collettivo urbano; Beni comuni urbani e struttura delle opportunità)
Conclusioni
Bibliografia.




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