L'articolo analizza le pratiche di gestione collaborativa del patrimonio immobiliare pubblico nel contesto delle politiche urbane bolognesi dell'ultimo decennio. Attraverso un'analisi qualitativa, l'evoluzione delle politiche immobiliari locali viene ricostruita alla luce della crisi economica, dell'imperativo di efficienza amministrativa e dell'influenza di progetti e finanziamenti europei orientati all'innovazione sociale. Il coinvolgimento civico nella gestione degli spazi pubblici emerge come un dispositivo ambivalente: una risposta ai bisogni sociali, ma anche uno strumento di valorizzazione in chiave neoliberista. L'espressione "valorizzare i resti" richiama proprio l'ambivalenza di queste politiche urbane, frutto dei diversi modi in cui gli attori concepiscono l'apertura del patrimonio residuo all'uso sociale e la sua valorizzazione.