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Una sintesi delle vicende che hanno interessato il patrimonio edilizio-monumentale italiano nella stagione della Prima guerra mondiale: dalla grande campagna di protezione dei monumenti più importanti ma al tempo stesso più esposti al rischio di rovina, ai danni provocati dai bombardamenti e dai lunghi periodi d’abbandono che ne sono seguiti, sino alle opere di ricostruzione che, in vario modo, si sono compiute.

cod. 1579.2.21

How can the topic of accessibility enhance the value of cultural heritage? This book aims at overcoming the traditional relationship between accessibility and disability. The texts address a large audience of professionals, scholars and students who are dealing with topics related to the design and management of accessible spaces, goods and services, with particular reference to those in the cultural heritage, museum and tourist sectors.

cod. 382.7

Gian Paolo Treccani

La preparazione alla grande guerra

STORIA URBANA

Fascicolo: 149 / 2015

Il saggio introduce i contenuti del volume dedicato alla preparazione della Grande guerra. Si tratta del primo numero monografico di un progetto editoriale più ampio dedicato al conflitto. Poiché, come peraltro dimostra il compendio bibliografico a chiusura del volume, i temi da indagare erano numerosi, s’è pensato di articolare il progetto in almeno tre numeri monografici da pubblicarsi in coincidenza del quadriennio della ricorrenza (2015-2018). Pur trattando differenti ambiti tematici, le tappe di questo programma si possono associare alla scansione secondo cui ordinare quegli avvenimenti: la preparazione del conflitto che esplora gli anni che precedettero la discesa in campo dell’Italia (maggio 1915); gli scenari di guerra e le distruzioni materiali provocate a paesi e territori; le riparazioni d’edifici e infrastrutture, nonché la costruzione della memoria che ha fatto da cornice alla rinascita del nostro Paese e di tutte le nazioni coinvolte nel conflitto. In particolare, questo numero, dedicato alla fase di preparazione della guerra, raccoglie contributi relativi all’imponente opera di infrastrutturazione del territorio interessato dal conflitto, di potenziamento delle opere di difesa militare (in particolare in Trentino) alle spalle del fronte ma anche sul fronte, facendo luce sull’evoluzione dei sistemi di trinceramento che, in molti casi, hanno modificato il paesaggio lungo il fronte di guerra. Il volume dà inoltre conto delle trasformazioni urbane e sociali degli abitati ricadenti nelle cosiddette "Zone di guerra" (presentando in particolare il caso del Basso Garda bresciano), nonché dei primi provvedimenti per la protezione dei monumenti e le opere d’arte.

Gian Paolo Treccani, Gaia Piccarolo, David Fanfani, Stefano Moroni, Paolo Molinari, Luca Marescotti

Recensioni

TERRITORIO

Fascicolo: 75 / 2015

Gian Paolo Treccani

Città risorgimentali.

Programmi commemorativi e trasformazioni urbane nell'Italia postunitaria

Traendo spunto dalle vicende postunitarie di alcuni centri italiani, il volume mostra come il concetto di identità nazionale sia fortemente legato al numero infinito di monumenti commemorativi del Risorgimento. Tale rappresentazione fu il cardine e il volto di un più articolato e ampio progetto di formazione dell’identità italiana che passò attraverso il ridisegno, talora radicale, di un gran numero di centri storici.

cod. 1578.18

All’indomani dell’annessione di Brescia al regno d’Italia (1859) si attuarono una serie di iniziative volte a commemorare da un lato i cosiddetti padri della patria, protagonisti della stagione risorgimentale, e dall’altro gli episodi che, nel 1849, videro la città insorgere contro il dominio austriaco dando luogo alla rivolta nota come Dieci giornate. Tutto ciò determinò un sostanziale processo di trasformazione della città antica, e in parte contribuì a definire il volto di quella moderna. Avvenne con la formazione d’importanti ambiti celebrativi costituti da statue dedicate agli eroi del Risorgimento (Garibaldi in primo luogo), con la sistemazione urbanistica realizzata attorno a queste sculture, la posa di lapidi, il restauro dei "monumenti nazionali" e, infine, con una nuova toponomastica che cancellando antichi nomi di strade e piazze ebbe l’ambizione di rifondare simbolicamente la città. Tale processo vide in Giuseppe Zanardelli, deputato liberale, ministro dei Lavori pubblici, della Giustizia e più tardi Primo ministro del regno, un protagonista assoluto capace di concretizzare in queste operazioni l’ideale politico di unità della nazione ma soprattutto di concepire questo progetto in un più ampio programma di modernizzazione e progresso della società bresciana.

Sono numerosi gli studi dedicati ai processi di trasformazione delle città italiane, avvenuti dopo l’unità del Paese. In particolare, si tratta di ricerche che hanno indagato gli aspetti quantitativi di tale fenomeno, che riguardano lo sviluppo territoriale dei centri abitati, la dotazione di nuove infrastrutture, quali strade, ferrovie, porti, ecc, o la realizzazione di grandi opere pubbliche con finalità di carattere sociale. Meno numerosi sono invece gli studi dedicati alle trasformazioni dei centri abitati e dei territori prodotte da quel fenomeno che si definisce di "costruzione dell’identità nazionale". Lo scritto delinea il contesto in cui prende forma tale progetto e inquadra i temi che ne costituiscono la concretizzazione. Si tratta, nello specifico, di individuare quella "geografia" (costituita da un numero infinito di monumenti commemorativi del Risorgimento, di luoghi simbolici, di targhe in ricordo di eventi insurrezionali, di lapidi con epigrafi dedicatorie, di toponomastiche e itinerari d’ispirazione patriottica, di restauri dei cosiddetti "monumenti nazionali") in cui prende forma tale progetto e di evidenziarne i caratteri specifici. Tale rappresentazione dell’identità nazionale costituisce oggi un tratto imprescindibile del volto delle città italiane, e richiede politiche di tutela e valorizzazione.

Gian Paolo Treccani

Aree archeologiche e centri storici

Costituzione dei Parchi archeologici e processi di trasformazione urbana

Il volume illustra l’origine dei Parchi archeologici urbani e l’impatto che questi siti ebbero sul tessuto edilizio e urbanistico di cinque importanti città italiane: Verona, Brescia, Roma, Benevento e Catania. Emerge un quadro complesso dove l’archeologia, pur dichiarando di perseguire altri scopi, è parte di ambiziosi programmi di risanamento e ridisegno dei centri storici.

cod. 1578.16

Il saggio presenta i contenuti del volume di Storia Urbana dedicato alla ricostruzione in Germania dopo la seconda guerra mondiale; volume che si collega idealmente con quello edito nel 2007 sulla ricostruzione post bellica in Italia e un terzo, in corso di pubblicazione, dedicato alle città del Giappone. Le tre edizioni hanno l’obiettivo di cogliere i tratti comuni in queste esperienze nei territori sconfitti ma, anche, le peculiarità che caratterizzano ciascuna vicenda ricostruttiva nel decennio che segue la fine del conflitto. Il caso della Germania, analizzato in questo volume, si presenta particolarmente complesso e variegato già dalla questione dei danni. L’obiettivo dei bombardieri alleati fu di annientare psicologicamente, con la tecnica del moral bombing, la popolazione tedesca concentrata nei centri antichi degli agglomerati urbani che per questa ragione subirono danni di molto superiori a quelli, già ingentissimi, di paesi come l’Italia. Come emerge dai saggi contenuti nel volume, altre ragioni, quali i diversi modelli politici della parte est e ovest della Germania dopo la guerra, i fattori economici - favorevoli alla Germania Ovest con conseguenze però non sempre positive sui tessuti urbani danneggiati - l’ateismo di stato nell’Est, il differente significato attribuito ai valori identitari ma anche, infine, la continuità o meno con le politiche urbane pre-belliche se non addirittura pre naziste, prefigurarono, in ciascuna città, modalità di ricostruzione in molti casi profondamente differenti.

Gian Paolo Treccani

Monumenti alla guerra

Città, danni bellici e ricostruzione nel secondo dopoguerra

I principali monumenti e centri storici di sei città italiane (Brescia, Catanzaro, Cosenza, Messina, Milano, Roma) dopo i bombardamenti alleati: valutazione dei danni, messa a punto di strumenti urbanistici per la ricostruzione e criteri d’intervento.

cod. 1578.15

To build, not rebuild. War damage and restoration in ancient Brescia, 1944-1954 (by Gian Paolo Treccani) - ABSTRACT: Brescia’s historic town center, although the city had no significant military and strategic role, was damaged by aerial bombardment during the Second World War. Many monuments were severely damaged. The reconstruction started immediately the day after the end of the war. However, operations were not limited to repairing damage, as the war offered an opportunity to continue the refurbishment of the historic town center started in the ‘thirties with the approval of the Piacentini master plan. Also, war damage offered the chance to increase volume and improve the road network.

Gian Paolo Treccani

Danni di guerra, restauro e centri storici

STORIA URBANA

Fascicolo: 114-115 / 2007

The author outlines the Italian debate on the work of reconstruction of the most important monuments damaged by bombing during the Second World War. He also introduces the essays contained in this periodical. The concept of monument, which after the war was extended from single buildings to cover the entire historic city centre, needed new and effective disciplinary tools which the policy of city reconstruction had to reckon with. Moreover, a significant input for the very image of war damaged cities as demonstrated by the essays published came from the debate on the architectonic language of reconstruction. In some cases architecture drew from traditional language, whereas in others a modern approach was the preferred option.