LIBRI DI MICHELA BALCONI

La ricerca ha estratto dal catalogo 22 titoli

Matteo Sozzi, Lorella Algeri, Matteo Corsano, Davide Crivelli, Maria Angela Daga, Francesca Fumagalli, Paola Gemignani, Maria Concetta Granieri, Maria Grazia Inzaghi, Francesca Pala, Simone Turati, Michela Balconi

Il ruolo dello psicologo nella presa in carico di pazienti con alterazioni delle funzioni cognitive

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2021

L’intervento degli psicologi è risultato, nella risposta alla pandemia COVID-19, fin da subito essenziale a seguito del dilagare dell’epidemia. Ora che, per alcuni aspetti, l’emergenza per la salvaguardia delle vite umane è in regressione, emerge un altro settore di intervento degli psicologi: l’ambito neuropsicologico. Le più recenti evidenze empiriche suggeriscono, infatti, che l’infezione da COVID-19 possa comportare, come conseguenza del tropismo del virus per il Sistema Nervoso Centrale e dei prolungati periodi di ipossia da grave desaturazione, importanti sequele sul sistema nervoso centrale. Tali conseguenze comportano compromissioni delle funzioni cognitive, emotive e comportamentali, un quadro noto con il nome neuroCOVID. Con questo lavoro si intendono delineare indicazioni per le pratiche di valutazione e riabilitazione neuropsicologica di pazienti con COVID-19 e compromissioni cognitive-affettive-comportamentali, oltre che delineare il ruolo del neuropsicologo nel gestire la presa in carico e la cura di tale popolazione clinica.

Psychogenic pseudosyncope (PPS) represents a peculiar diagnostic challenge. Investigating the link between dysregulated appraisal and altered affective reactivity in people with suspected PPS might provide novel clinical insights and valuable diagnostic data. This pilot study aimed at testing the potential of a structured protocol based on a standardized emotion induction task for the assessment of affective appraisal and autonomic reactivity in individuals suffering from PPS episodes. The comparison of psychometric, explicit appraisal, and implicit autonomic data from two individuals with suspected PPS and a group of control participants has highlighted peculiar clinical profiles connoted by: altered appraisal of affective stimuli, parallel differences in motivational-affective traits, and generalized modulation of cardiovascular activity in response to emotion-laden images.

Davide Crivelli, Michela Balconi

Trauma and syncope: Which relationship do they share?

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2020

Syncope is commonly deemed as a general clinical symptom that might connote different or-ganic and functional clinical pictures. Yet, remarks on nature and structure of associations between subjective emotional life, psychological distress, and syncope have fuelled a debate on potential causal implications of early exposure to distressing and/or traumatic events on early occurrence and recurrence of organic or psychogenic syncopal spells. The present work aims at providing an introductory overview on syncopal and psychogenic pseudosyncopal events and at discussing potential links between affective reactions, traumatic experiences, and occurrence of syncope symptomatology in the life-span. Finally, an interpretative model linking syncope as a shut-down reaction to overwhelming affective-laden situations is intro-duced and discussed.

Michela Balconi, Laura Angioletti

Fybromialgia, interoception and risk factor for emotional dysregulation: A single case pilot study

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2020

Recent research showed that individuals with fibromyalgia (FM) reported more experience of physical and emotional abuse compared with other chronic diseases and healthy individuals. A single case of FM patient has been confronted with a control group (CG) of healthy participants, to better explore the relationship between FM, emotional distress and interoception. Preliminary evidence suggests qualitative differences in the pain severity index, in interoceptive awareness and autonomic stress reactivity subscales for the FM patient, who scored higher values compared to CG. Besides, the FM patient scored a general significant higher Interoceptive Sensitivity Index at the heartbeat detection task compared to CG. These results might suggest heightened Interoceptive Sensitivity as a maintenance risk factor for pain severity and emotion dysregulation.

Laura Angioletti, Michela Balconi

Abuse, emotion regulation, and interoception: What can studies on the brain-body interaction tell us?

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2020

Child abuse has been recognized as a potential risk factor for psychological and relational risk factor, related to emotion regulation throughout life. Specifically, this contribution focuses on emotion regulation as a potential risk or protection mechanism with respect to abusive behav-iour on children and a potential psychopathological development (both self- and hetero-direct). Since emotion dysregulation is strictly related to a failure in interoception, understood as self-perception of signals that originate within the body and refer to its general state, it is desirable that clinical interventions on abuse victims also include an evaluation and possible enhancement of interceptive ability in order to support the person in restoring the functional connection between physiological state, self-perception and emotional regulation.

Claudia Spinosa, Laura Angioletti, Michela Balconi

Evidenze cliniche, psicosociali e neuropsicologiche su un campione di pazienti cronici immigrati in Italia

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2020

I principali obiettivi di questo studio sono l’esplorazione dello stato di salute psicosociale e neuropsicologico di pazienti immigrati con malattia cronica in Italia, e la messa a punto di un primo modello di screening neuropsicologico multidimensionale per la popolazione immigrata, al fine di promuovere la validazione di una batteria di test standardizzata per popolazioni di pazienti con diversa appartenenza culturale. Un totale di 80 pazienti cronici e stato reclutato per lo studio, di cui 44 pazienti immigrati regolari e 36 pazienti italiani (campione di confronto). Lo screening multidimensionale e stato somministrato solo ai partecipanti che hanno dimostrato un livello adeguato di comprensione e produzione della lingua italiana e si compone di tre sezioni: (i) valutazione psicosociale, (ii) assessment neuropsicologico e (iii) intervista semi-strutturata. La prima sezione include scale psicosociali volte ad indagare abilita linguistiche di base, lo stato di salute, il supporto sociale percepito, il grado di discriminazione quotidiana percepita, lo stato socioeconomico e l’eventuale presenza di malattie in comorbidita. La secon da sezione consiste in una batteria di test neuropsicologici sul funzionamento cognitivo globale. L’intervista semi-strutturata e stata trascritta e analizzata con il metodo dell’accordo tra i giudici. I risultati hanno messo in evidenza che i pazienti cronici immigrati sono significativamente piu giovani rispetto agli italiani, percepiscono maggiore discriminazione e un minore supporto sociale, in particolare da parte della famiglia, rispetto ai pazienti italiani. Il campione di pazienti immigrati risulta essere vulnerabile cognitivamente, in particolare nella memoria uditivo-verbale a breve termine e nel ragionamento astratto non verbale, rispetto al campione italiano. Dall’analisi dell’intervista emergono anche alcune differenze rispetto a tematiche condivise dai pazienti, tra cui, ad esempio, l’esperienza vissuta all’interno dei servizi ambulatoriali e/o ospedalieri, che il campione degli immigrati descrive come migliore rispetto al campione italiano.

Michela Balconi

Neuroscienze delle emozioni

Alla scoperta del cervello emotivo nell'era digitale

Le emozioni pervadono ogni aspetto della nostra esistenza. Ma cosa sappiamo veramente delle emozioni? Come influenzano i nostri comportamenti? Come si comunicano e propagano sui social network? Sono proprie solo delle specie umane? È possibile una relazione emotiva uomo-robot? Un viaggio affascinante attraverso le scoperte delle neuroscienze.

cod. 1400.11

Maria Elide Vanutelli, Michela Balconi

Pain and emotions in non-human animals: Debates and insights from philosophy, ethology, and neuroscience

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2019

The experience of pain can be referred verbally by human subjects and, although this criterion is considered during scientific and medical procedures, it appears evident that the same principle cannot be applied to other species. Thus, pain in animals is usually inferred by non-verbal behaviors, but this inference is not, or should not be that simple to make. In the present work available philosophical, ethological and neuroscientific resources about the experience of pain in humans and animals will be reviewed, to explore continuities and specificities by a comparative perspective. Also, a new framework will be proposed to highlight some significant behaviors related to pain experience within the animal kingdom. In detail, we suggest that by observing and analyzing complex emotional and social (shared) experiences related to pain it would be possible to infer, at least in some cases, the presence of a subjective experience of pain.

Michela Balconi, Giulia Fronda, Maria Rosaria Natale, Enrico Rimoldi

Perchè la leadership generativa. Il contributo delle neuroscienze

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2017

Negli ultimi anni, l’interesse della psicologia del management e delle organizzazioni è stato volto ad indagare l’attitudine generativa all’interno delle organizzazioni, osservando il modo in cui le aziende promuovono relazioni di tipo generativo caratterizzate da un’apertura al confronto con gli altri attraverso lo svolgimento di azioni condivise per il raggiungimento di obiettivi comuni. In quest’ottica, il recente funzionamento organizzativo delle aziende abbandona la classica visione dell’organizzazione come deterministica, caratterizzata da una relazione lineare tra le variabili e da risultati aziendali standardizzabili, e richiede la presenza di un modello di leadership innovativo, in cui il ruolo organizzativo non è ricoperto da una persona che esercita la propria autorità sugli altri, imponendo la propria visione individuale. Il nuovo modello di leadership, infatti, a differenza delle teorie classiche sulla figura del leader, promuove e facilita l’evoluzione di comportamenti d’interazione attraverso la creazione di condizioni per l’autorganizzazione degli individui e la generazione di contesti che favoriscano interconnessioni e scambi reciproci. La nuova figura del leader "generativo" valorizza ogni componente del proprio team di lavoro attraverso un focus sul "care", migliorando l’efficacia relazionale e promuovendo l’autonomia decisionale dei propri collaboratori. Alla luce di questa nuova prospettiva all’interno dei contesti aziendali, l’interesse delle neuroscienze si è focalizzato sullo studio delle componenti che possono favorire una condizione di benessere all’interno dei contesti aziendali, concentrandosi sulle capacità di leadership e sulle dinamiche relazionali.

Davide Crivelli, Michela Balconi

Agentività e competenze sociali: riflessioni teoriche e implicazioni per il management

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2017

Sebbene le riflessioni sul tema dell’agentività abbiano in passato principalmente preso in considerazione l’individuo come monade, sviluppando modelli interpretativi relativi al comportamento individuale, il riconoscimento del fatto che gli esseri umani sono essenzialmente individui inter-agenti e che gli scambi sociali sono in grado di influenzare l’ambiente e il nostro comportamento in un contesto dinamico e responsivo ha comportato un ampliamento della prospettiva di studio del rapporto tra persona, contesto e comportamento. Il costrutto di agentività, intesa come la capacità di sentirsi e giudicarsi attori responsabili del proprio agire e delle relative conseguenze della propria azione, è stato così affiancato dal quello di inter-agentività, intesa come l’abilità, durante attività condivise, di riconoscersi come agenti insieme ad altri attori sociali. La capacità di attribuire a se stessi e ad altri lo status di agente (e, quindi, una relativa quota di responsabilità) chiama in causa un complesso insieme di processi percettivi e cognitivi che guidano l’elaborazione di informazioni rilevanti, per giungere a un’adeguata lettura della realtà e alla regolazione delle dinamiche inter-personali. Dato che le relazioni con altri attori sociali, il lavoro di gruppo e le dinamiche cooperative e competitive sono al cuore delle attività di business e di management, risulta evidente la necessità di affinare la consapevolezza del nostro e dell’altrui comportamento, del modo in cui noi e i nostri interlocutori pianifichiamo e regoliamo il comportamento e di come siamo in grado di percepirci come agenti intenzionali all’interno di sistemi sociali complessi.

Michela Balconi, Irene Venturella

Neuromanagement e leadership

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2017

Il neuromanagement è il campo di ricerca che utilizza gli approcci metodologici delle neuroscienze applicandoli al tema del management. Mentre la leadership è uno dei costrutti più indagati dal punto di vista classico, dati oggettivi di tipo psicofisiologico sono ancora poco diffusi nel campo della ricerca sul management. L’obiettivo di questo studio pilota è quello di applicare il paradigma dell’Hyperscanning durante un role playing in cui viene simulato un colloquio di valutazione di un collaboratore. Il fine ultimo è quello di identificare pattern lessicali e marker psicofisiologici dell’interazione tra collaboratore e leader. Durante l’esperimento ai manager veniva chiesto di adottare uno stile di leadership autori-tario o cooperativo, con il relativo stile di comunicazione. Attraverso un’analisi semantico-conversazionale sono stati individuati alcuni temi salienti, utilizzati in seguito per analizzare e interpretare i dati. I risultati mostrano come l’intervista sia più attivante per il collaboratore rispetto al manager. Un aumento delle bande corticali Delta e Theta sembrerebbe mostrare una valenza positiva dei temi del cambiamento personale e della mission aziedale. Le misure autonomiche (Skin Conductance Response e Heart Rate) forniscono inoltre informazioni importanti in relazione al differente stile di leadership e al ruolo assunto all’interno dell’azienda. I risultati sottolineano come l’applicazione delle neuroscienze sia importante all’interno dei contesti organizzativi e nell’esplorazione dei processi di interazione tra collaboratore e leader, soprattutto in relazione allo stile comunicativo e di leadership. In particolare il paradigma di hyperscanning si rivela un ottimo mezzo per indagare le dinamiche interpersonali e i relativi correlati psicofisiologici durante una fase importante della conduzione manageriale: la valutazione dei collaboratori.

Michela Balconi

Introduzione

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2017

Michela Balconi, Francesca Pala, Davide Crivelli

Effetto della neuromodulazione corticale (tdcs) nell’healthy ageing. Correlati eeg e comportamentali

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2016

Nella cornice teorica dell’active and healthy ageing, l’invecchiamento fisiologico è visto come un processo dinamico che può offrire opportunità per il mantenimento e il potenziamento delle capacità cognitive e affettivo-sociali. In quest’ottica, gli interventi di empowerment mediante neuromodulazione si offrono come potenziali strumenti per il contenimento del fisiologico declino cognitivo e delle sue derive patologiche. Sulla base delle evidenze relative al coinvolgimento primario nel processo di invecchiamento delle strutture neurali prefrontali e delle funzioni esecutive da esse mediate, è stato predisposto un protocollo di potenziamento mediato da stimolazione cerebrale non-invasiva (tDCS). Il confronto integrato di misure di outcome psicometriche ed elettrofisiologiche (potenziali evento- relati, ERP) tra gruppo sperimentale e gruppo di controllo ha evidenziato profili di miglioramento a favore del primo, con un incremento dei punteggi ottenuti ai test sulle funzioni esecutive e delle risposte elettrofisiologiche associate a processi di orientamento attentivo (N200). Tali effetti sono stati parzialmente mantenuti anche alla rilevazione di follow-up, suggerendo interessanti implicazioni delle tecniche di neuromodulazione in percorsi preventivi o di intervento precoce.

Oggetto del presente contributo è l’organizzazione dei modelli operativi interni in contesti familiari con disturbi da dipendenza di sostanze. Mediante la somministrazione dello strumento dell’Adult Attachment Interview sono state analizzate le verbalizzazioni di otto famiglie (madre, padre e figlio tossicodipendente). In particolare l’analisi della conversazione ha consentito di rilevare la presenza di modelli operativi disfunzionali all’interno del sistema familiare mediante la ricostruzione delle mappe di contenuto (analisi dei topic semantici), della configurazione degli stili conversazionali per ciascuno dei topic individuati (stili familiari), nonché l’analisi della convergenza delle scelte linguistiche per il sistema diadico (coppia genitoriale) e triadico (padre-madre-figlio) (convergenza intergenerazionale). I risultati dei tre livelli di analisi sono stati discussi alla luce del modello della trasmissione intergenerazionale dei modelli operativi di attaccamento, focalizzando il ruolo di alcuni indicatori comunicativi nella ricostruzione degli aspetti focali cognitivi ed emotivi del discorso.

Acoustic synesthesia is an interdisciplinary domain of contemporary psychology. The present theoric work intends to analyze the most recent developments of researches and methods in two differents directions: a) the psychology and psycho-phisiology of perception and cognition, referring to the neuropsychological studies that allowed to analyze structural-anatomic and functional parameters (with TAC and PET) of intermodal perception. Compar-ing normal perception with synesthesic perception it shows differences about the acti-vated brain areas: we suppose the presence of two diffe- rent ways of coding for the two perceptions; b) the psychology of communication, with considerations about phonosymbolic characteristics of sound and its function as communicative system, considering results of some intercultural researches. Physiognomic and synesthesic properties of sound carry out important functions in the acquistion of representational an communicative skills, from the onto- and the filo-genetic perspectives, becoming a transitional phase for the development of more conventional communicative forms.