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Allattamento come dono? Un caso etnografico
Titolo Rivista: DiPAV - QUADERNI 
Autori/Curatori: Mara Mabilia 
Anno di pubblicazione:  2001 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  22 Dimensione file:  80 KB

Prendendo lo spunto dalla mia ricerca condotta tra le donne Gogo, (Distretto di Dodoma, Tanzania), l’articolo si apre con un interrogativo: è possibile trovare nelle dinamiche dell’allattamento la logica del dono? Dopo aver descritto le idee delle madri sul loro latte, sulla salute del loro bambino e aver sottolineato lo stretto legame fra comportamento materno, qualità del latte e salute del lattante, mi sono soffermata su due casi che, per le donne Gogo, causano un deterioramento del loro latte: una nuova gravidanza e i rapporti extraconiugali durante l’allattamento. Dare buon latte o dare cattivo latte vuol dire avere o non un bimbo in buona salute, essere o non essere una buona madre. L’atto di una madre di dare il proprio seno al piccolo diventa, allora, il centro di una rete di circolazione di beni e servizi, la «terza rete», di cui parla Caillé, quella delle relazioni sociali. L’allattamento, non solo un processo nutrizionale, non solo un’importante fonte di emozioni, ma anche un processo dove «dare, ricevere, restituire» sono parte dei legami sociali. Se è vero che un dono acquista senso solo in relazione al significato dentro una relazione, dare latte per una mamma Gogo si traduce nella buona salute del suo bambino, nella sua autostima come madre, nell’apprezzamento del marito, della suocera, della sua famiglia d’origine e, in definitiva, della comunità tutta. Per le donne Gogo, il latte materno è "un bene" al servizio sia della vita sia dei legami sociali.


Mara Mabilia, in "DiPAV - QUADERNI" 2/2001, pp. , DOI:

   

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