Tranfert e memoria: dall'interpretazione delle resistenze al rimodellamento degli schemi interattivi interiorizzati

Titolo Rivista: STUDI JUNGHIANI
Autori/Curatori: Stefano Fissi
Anno di pubblicazione: 2003 Fascicolo: 17 Lingua: English
Numero pagine: 19 P. Dimensione file: 144 KB
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Nel modello strutturale delle pulsioni, la causa del sintomo consiste nel fatto che il ne-vrotico ripete, anziché ricordare, le situazioni di conflitto intrapsichico patogene. Attraverso l’elaborazione della resistenza di transfert, che si oppone al trattamento in quanto è una rie-dizione degli antichi conflitti nella relazione analitica, avviene il superamento della rimozio-ne e conseguentemente anche il riempimento delle lacune mnesiche. Nell’evoluzione dal modello strutturale delle pulsioni al modello relazionale, il luogo del cambiamento terapeu-tico è sempre più la matrice relazionale transfert-controtransfert, attraverso la quale il pa-ziente ripete i suoi schemi relazionali disfunzionali, acquisendone di ritorno una nuova espe-rienza. I modelli psicoanalitici sono resi inattuali dai recenti avanzamenti delle neuroscienze cognitive, con i quali una teoria del cambiamento terapeutico si deve confrontare. Secondo la teoria del darwinismo neuronale di Edelman si deve ammettere che la psicoterapia non produce il recupero di nuovi ricordi, perché nel cervello non c’è un deposito passivo di e-venti; bensì una diversa ricategorizzazione e reinterpretazione degli eventi del passato, che ricevono, nel contesto della relazione analitica, un nuovo significato. Le più recenti distin-zioni tra memoria esplicita e memoria implicita supportano un modello di sistemi di elabo-razione multipli distribuiti in parallelo. Questo pone il problema dell’impossibilità di una ritrascrizione dei ricordi da un sistema ad un altro, e di come avvenga il rimodellamento de-gli schemi relazionali precoci della memoria implicita.

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Stefano Fissi, Tranfert e memoria: dall'interpretazione delle resistenze al rimodellamento degli schemi interattivi interiorizzati in "STUDI JUNGHIANI" 17/2003, pp , DOI: