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Italiani o padani: una scelta difficile
Titolo Rivista: DiPAV - QUADERNI 
Autori/Curatori: Federica Biondi 
Anno di pubblicazione:  2006 Fascicolo: 16 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  18 Dimensione file:  91 KB

Questa è una riflessione sui valori e gli atteggiamenti di 450 studenti universitari veronesi. Le dimensioni valoriali che mi sono parse più interessanti sono l’atteggiamento verso le norme, la tensione fra responsabilità e dipendenza, l’alternativa egualitarismo/meritocrazia. Dopo aver studiato alcune distribuzioni monovariate e relazioni bivariate, ho concentrato la mia attenzione sui risultati otte-nuti con una particolare tecnica multivariata, l’analisi in componenti principali, al fine di dare un quadro complessivo dei valori dei giovani interrogati. Da un lato è emerso un orientamento verso valori e atteggiamenti secolarizzanti, come la pro-pensione a giustificare l’aborto, l’eutanasia, il divorzio, i rapporti prematrimoniali, l’omossessualità e l’uso di droghe leggere. Ad esso si contrappone l’atteggiamento particolarista di chi è propenso a perdonare chi accetta bustarelle, chi getta rifiuti in un luogo pubblico, chi evade il fisco, chi si assenta dal lavoro e così via. Emerge inoltre con forza la diffidenza di molti verso chi non appartiene al proprio clan o alla cerchia delle conoscenze. Fra i giovani interrogati, il particolarismo va di pari passo con una visione tradizionalista e col liberismo economico. Quindi a un’estremità di questa dimensione sta la sindrome perfettamente interpretata dalla Lega. All’altra estremità, come si diceva, stanno i giovani con un orientamento secolarizzato. Il campione mostra una sostanziale omogeneità: gli orientamenti rilevati presentano ridotte variazioni tra i due generi e per tipo di facoltà. Non si conferma quindi la tesi della letteratura politologica, secondo la quale le posizioni leghiste sarebbero tipiche dei maschi. Questa omogeneità potrebbe anche essere condizionata dal fatto che nel campione sono praticamente costanti le due proprietà che di solito esercita-no la maggiore influenza sugli atteggiamenti: l’età e il livello di istruzione. Sarebbe interessante in una successiva ricerca constatare se invece l’omogeneità si estende anche ad altre classi di età e ad altri livelli di istruzione, e quindi è un tratto tipico della cultura locale.


Federica Biondi, in "DiPAV - QUADERNI" 16/2006, pp. , DOI:

   

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