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"Maybe we are still fighting the same war". Gli Stati Uniti tra i corsari del XVIII secolo e i terroristi del XXI
Titolo Rivista: SOCIETÀ E STORIA  
Autori/Curatori: Andrea Pelizza 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: 126 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  28 P. 587-614 Dimensione file:  727 KB
DOI:  10.3280/SS2009-126001
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Gli Stati Uniti d’America, da pochi anni resisi indipendenti, affrontarono le reggenze nordafricane di Tripoli e Algeri in due successivi conflitti, nel 1801-1805 e nel 1815. Tali episodi bellici vennero preceduti, accompagnati e seguiti da un fiorire di pubblicazioni, opera dei - o comunque relative ai - cittadini americani che, sorpresi in navigazione mercantile, furono oggetto della «guerra di corsa» condotta dai nordafricani e ne subirono le conseguenze, venendo condotti nel Maghreb in stato di «schiavitù» e in attesa di riscatto. Questi cosiddetti captivity tales and plays giocarono un ruolo non indifferente sul pubblico statunitense, preparandone il consenso e predisponendolo allo scontro, e influenzarono in modo duraturo la percezione e la concezione del mondo islamico nell’immaginario popolare. Gli attacchi terroristici contro New York del settembre 2001 hanno da una parte rinnovato l’interesse per le «Barbary Wars» d’inizio ottocento, e dall’altra favorito il paragone tra quelle e la odierna «War on Terror», portando spesso a forzature e analogie azzardate. Il presente articolo cercherà di delineare appunto questo percorso, attraverso l’analisi di una serie di saggi pubblicati negli ultimi anni negli Stati Uniti e in area anglosassone.


Keywords: Stati Uniti d’America; politica navale; guerra di corsa; XVIII secolo; Tripoli; Reggenze barbaresche; Schiavitù mediterranea; Nord Africa - storia.

Andrea Pelizza, in "SOCIETÀ E STORIA " 126/2009, pp. 587-614, DOI:10.3280/SS2009-126001

   

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