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Memoria democratica e retorica pubblica della "redenzione" pontina. Il caso di Latina, una volta Littoria
Titolo Rivista: SOCIETÀ E STORIA  
Autori/Curatori: Clemente Ciammaruconi 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: 126 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  35 P. 634-668 Dimensione file:  744 KB
DOI:  10.3280/SS2009-126003
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Fin dalla loro fondazione, le «città nuove» sorte nell’Agro Pontino bonificato dal regime fascista negli anni trenta costituirono lo scenario ideale di molteplici liturgie politiche attraverso cui celebrare il «culto del littorio». L’autore si propone d’indicare secondo quali processi, nel corso del secondo dopoguerra, a Latina (già Littoria) si sia cercato di costruire una memoria condivisa ed un senso di appartenenza comunitaria capaci di ricomporre in chiave democratica l’eredità di quella «impresa» indelebilmente connessa al fascismo, nonché alla figura stessa di Mussolini. In tale prospettiva cerimonie, monumenti, anniversari, hanno rappresentato i cardini dell’opera di rielaborazione di un passato ancora recente che amministrazioni, prima democristiane e poi di destra, hanno condotto spesso non senza ambiguità: lo studio ne ricostruisce le diverse fasi, sia esaminando i nessi e le reciproche influenze tra memoria e retorica pubblica, sia indagando i criteri informatori che hanno orientato questa faticosa e tutt’altro che compiuta ricerca identitaria.


Keywords: Agro Pontino, città di fondazione, Latina/Littoria, retorica pubblica, memoria identitaria

Clemente Ciammaruconi, in "SOCIETÀ E STORIA " 126/2009, pp. 634-668, DOI:10.3280/SS2009-126003

   

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