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La stima delle determinanti strutturali del tasso di irregolarità del lavoro in Italia: un'analisi settoriale
Titolo Rivista: RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO 
Autori/Curatori: Riccardo Achilli, Gioacchino de Candia 
Anno di pubblicazione:  2010 Fascicolo: 2  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  33 P. 70-102 Dimensione file:  374 KB
DOI:  10.3280/REST2010-002004
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L’articolo presenta un’analisi sulle motivazioni del ricorso al lavoro irregolare nei vari comparti produttivi, nei quali è stata suddivisa l’economia del sistema Italia dal 1981 al 2004. Dopo una rapida rassegna delle principali teorie esplicative del fenomeno del sommerso, la prima parte illustra i risultati della stima di un modello econometrico cross-section, relativo ad alcune cause strutturali dei differenziali nel tasso di irregolarità del lavoro riscontrabili nei vari settori produttivi dell’economia italiana nel periodo 1981-2004. Nella seconda parte l’analisi viene sviscerata per i comparti economici considerati (agricoltura, manifatturiero, costruzioni, commercio e servizi) ponderando le variabili inserite nel modello, al fine di comprendere al meglio le determinanti del lavoro irregolare nei suddetti settori. L’analisi mostra chiaramente come il fenomeno del lavoro irregolare non sia tanto da ricercare in un’eccessiva esosità fiscale e previdenziale, quanto nella difficoltà da parte delle imprese a essere pienamente concorrenziali sul mercato, con particolar riferimento alla difficoltà, nei settori dove il sommerso è più diffuso, a implementare modelli competitivi basati su qualità e innovazione (che richiedono un capitale umano specializzato e qualificato, difficilmente reclutabile in forme irregolari o informali). Nei settori ad alta intensità di sommerso, le imprese eccedono nella ricerca di soluzioni competitive povere, basate sul contenimento dei costi (e in primis del costo del lavoro rispetto alla sua produttività). La presenza di mercati del lavoro settoriali basati su ampie fasce di precarietà, specie nelle fasce meno qualificate della forza lavoro, è coerente con tale impostazione minimalista alla competitività, ma un’ampia diffusione del precariato sembra associarsi fortemente a una diffusa presenza di lavoro nero. Inoltre, dall’analisi prospettata emerge una forte differenziazione del fenomeno del lavoro irregolare nei comparti principali del sistema economico nazionale. Tuttavia, si evidenzia anche il fil rouge del lavoro irregolare valido per tutti i settori economici: la despecializzazione. La questione del contrasto all’economia irregolare è quindi eminentemente di tipo sistemico, va affrontata con leve che non possono essere meramente di tipo agevolativo (come invece hanno cercato di fare i principali strumenti di contrasto al nero in Italia, vedi i contratti di riallineamento, con risultati molto modesti in termini di riemersione) ma che impattano su aspetti strutturali della competitività dei nostri poli produttivi, del funzionamento del mercato del lavoro e del sistema dell’istruzione e della formazione del capitale umano.


Keywords: Economia irregolare, dati panel, cross-section, mercato del lavoro, competitività.
Jel Code: C23, O17, J63



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Riccardo Achilli, Gioacchino de Candia, in "RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO" 2/2010, pp. 70-102, DOI:10.3280/REST2010-002004

   

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