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Endogenous Institutional Change and Dynamic Capitalism
Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DEL LAVORO  
Autori/Curatori: Victor Nee, Sonja Opper 
Anno di pubblicazione:  2010 Fascicolo: 118 Lingua: Inglese 
Numero pagine:  25 P. 15-39 Dimensione file:  311 KB
DOI:  10.3280/SL2010-118002
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State-centered theory asserts that political institutions and credible commitment by political elite to formal rules securing property rights provides the necessary and sufficient conditions for economic growth to take place. In this approach, the evolution of institutions favorable to economic performance is a top-down process led by politicians who control the state. Hence, in less developed and poor countries, the counterfactual is that if formal institutions secure property rights and check predatory action by the political elite, then sustained economic growth would follow. The limitation of state-centered theory stems from the problem that behavioral prescriptions - formal rules and regulations - that reflect what politicians prefer can be ignored. In contrast, we lay out the bottomup construction of economic institutions that gave rise to capitalist economic development in China. Entrepreneurship in the economically developed regions of the coastal provinces was not fueled by exogenous institutional changes. When the first entrepreneurs decided to decouple from the traditional socialist production system, the government had neither initiated financial reforms inviting a broader societal participation, nor had it provided property rights protection or transparent rules specifying company registration and liabilities. Instead, it was the development and use of innovative informal arrangements within close-knit groups of like-minded actors that provided the necessary funding and reliable business norms. This allowed the first wave of entrepreneurs to survive outside of the state-owned manufacturing system. This bottom-up process resembles earlier accounts of the rise of capitalism in the West.

Secondo la teoria stato-centrica, sono le istituzioni politiche e un impegno credibile dell’élite politica per regole formali che garantiscano i diritti di proprietà a costituire la condizione necessaria e sufficiente perché si produca crescita economica. Secondo tale approccio lo sviluppo di istituzioni che favoriscano il successo economico è un processo che si sviluppa dall’alto, guidato dai politici che controllano lo stato. Pertanto, nei paesi meno sviluppati e poveri basterebbe ci fossero istituzioni formali a garantire i diritti di proprietà e tener sotto controllo le pratiche predatorie dell’élite politica per ottenere crescita economica sostenuta. Il limite della teoria stato-centrica sta nel fatto che le prescrizioni operative - regole e regolamenti formali - che riflettono le preferenze dei politici possono essere ignorate. Al contrario, noi descriviamo come si siano costruite dal basso le istituzioni economiche che hanno dato vita allo sviluppo capitalistico in Cina. Lo sviluppo dell’impresa privata nelle regioni economicamente sviluppate delle province costiere non è stato alimentato da cambiamenti istituzionali esogeni. Quando i primi imprenditori decisero di staccarsi dal tradizionale sistema di produzione socialista, il governo non aveva né avviato riforme finanziarie volte a favorire una più ampia partecipazione societaria, né fornito protezione dei diritti di proprietà o regole trasparenti sulla registrazione e la responsabilità delle imprese. Invece, fu lo sviluppo e l’utilizzo di intese informali innovative tra gruppi coesi di attori con orientamenti comuni a far emergere i finanziamenti necessari e norme commerciali affidabili. Questo permise alla prima ondata di imprenditori di sopravvivere al di fuori del sistema manifatturiero dello stato. Questo processo di mutamento dal basso somiglia a precedenti descrizioni della nascita del capitalismo in Occidente.
Keywords: Teoria stato-centrica, capitalismo dinamico, Cina, cambiamento istituzionale esogeno/endogeno, istituzioni formali vs. intese informali



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Victor Nee, Sonja Opper, Cambiamento Istituzionale Endogeno e Capitalismo Dinamico in "SOCIOLOGIA DEL LAVORO " 118/2010, pp. 15-39, DOI:10.3280/SL2010-118002

   

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