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Main determinants of capital structure and financial sustainability among Italian listed non-financial firms: an empirical survey
Titolo Rivista: RIVISTA DI STUDI SULLA SOSTENIBILITA' 
Autori/Curatori: Oscar Domenichelli 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: 1 Verso la sostenibilità dello sviluppo umano Lingua: Inglese 
Numero pagine:  18 P. 133-150 Dimensione file:  396 KB
DOI:  10.3280/RISS2011-001013
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This study empirically examines the main determinants of capital structure for listed non-financial firms in Italy and their contribution to financial sustainability, in terms of value creation for shareholders. The results show that both the pecking order theory and the trade-off theory are central in explaining the leverage of these firms and both financial approaches are important in enhancing company value and shareholders’ wealth. Increasing managerial shareholding may have a role in reducing the self-interested behaviours of managers and thus leading to a higher leverage and superior financial sustainability, at least at low levels of holdings, but the results are weak. Institutional shareholding entails a positive impact on leverage owing to the function of control that institutions exert on the overall managerial activity and boards of directors. Moreover, institutions themselves are disposed to finance firms by debt, when they have a control over their boards of directors. The negative relationship between public institution shareholding and leverage implies a strict managerial control and a rigorous debt policy by public institutions. Board size and board composition are negatively related to leverage, whereas chief executive officer duality has a positive impact on leverage, but none of these latter three relationships is statistically significant.

Questo lavoro studia empiricamente le principali determinanti della struttura finanziaria delle imprese italiane quotate non finanziarie e il loro contributo alla sostenibilità finanziaria, intesa come creazione di valore azionario. Le teorie del pecking order e del trade-off sono centrali nello spiegare il leverage e i due approcci sono importanti nell’aumentare il valore dell’impresa e la ricchezza azionaria. Una crescente quota proprietaria manageriale può ridurre i comportamenti opportunistici dei manager e quindi condurre a un più elevato leverage e a una superiore sostenibilità finanziaria, almeno per bassi livelli proprietari, ma i risultati sono deboli. La proprietà istituzionale influisce positivamente sul leverage per la funzione di controllo che le istituzioni esercitano sul complesso dell’attività manageriale e sui consigli di amministrazione. Peraltro, le stesse istituzioni sono disposte a finanziare le imprese con debito, quando esse ne controllano i consigli di amministrazione. La relazione negativa tra proprietà delle istituzioni pubbliche e leverage implica un forte controllo manageriale e una rigorosa politica di indebitamento delle istituzioni pubbliche. La dimensione dei consigli di amministrazione e la loro composizione sono associati negativamente al leverage, mentre la dualità dell’amministratore delegato ha un impatto positivo sul leverage, ma nessuna di queste ultime tre relazioni è statisticamente significativa.
Keywords: Leverage, ownership, governance



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Oscar Domenichelli, in "RIVISTA DI STUDI SULLA SOSTENIBILITA'" 1/2011, pp. 133-150, DOI:10.3280/RISS2011-001013

   

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