Facio», Comandante partigiano del Battaglione Garibaldi "Guido Picelli". Contro di lui, durante un processo imbastito il giorno precedente da un improvvisato tribunale di guerra, erano state mosse imputazioni, peraltro infondate, di tradimento e sabotaggio. Secondo i suoi accusatori, egli era responsabile di aver sottratto materiali e denaro a tre aviolanci alleati destinati ad altre formazioni e di aver costretto con la forza alcuni suoi uomini a dichiarare il falso in merito alla vicenda. Quasi vent’anni dopo, nel 1963, alla memoria di Dante Castellucci fu conferita una Medaglia d’argento al Valor Militare, con l’impropria motivazione secondo la quale «scoperto dal nemico, si difendeva strenuamente; sopraffatto e avendo rifiutato di arrendersi, veniva ucciso sul posto». La tragica morte di Castellucci è stata oggetto di una damnatio memoriae, spesso additata ad una non meglio precisata "vulgata resistenziale" di impronta comunista. Utilizzando una documentazione in gran parte inedita, nelle pagine seguenti verrà analizzata la vicenda biografica di Antonio Cabrelli «Salvatore», che fu il principale accusatore di «Facio». Il "caso-limite" di Cabrelli servirà a confutare l’esistenza di una strategia di occultamento, orchestrata dalla dirigenza del Pci per non far emergere la verità dei fatti.)" />
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Il partigiano, la spia, il boia, il rinnegato. Il caso Castellucci-Cabrelli e la polemica contro la "vulgata"
Journal Title: HISTORIA MAGISTRA 
Author/s: Luca Madrignani 
Year:  2011 Issue: Language: Italian 
Pages:  17 Pg. 25-41 FullText PDF:  152 KB
DOI:  10.3280/HM2011-007004
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At dawn on 22 July of 1944, in Adelano of Zeri in the high Lunigiana, a death sentence by shooting against Dante Castellucci «Facio», partisan Commander of the Garibaldi Batallion “Guido Picelli”, was carried out. During a trial set the day before by an improvised war court, he was unfoundedly accused of sabotage and treason. According to his accusers, he stole materials and money from three allied air-drops assigned to other formations and forced his partisans to lie about the whole event. Almost 20 years later, in 1963, a silver campaign medal was given to Dante Castellucci’s memory with the improper motivation «Discovered by the enemies, he strenuously defended himself; subdued and refusing to surrender, he was killed on the spot». The tragic death of Castellucci was condemned to damnatio memoriae, which has been often accused as an imprecisely communist Vulgate. Using an almost unpublished documentation, in the following pages is analyzed the biography of Antonio Cabrelli «Salvatore», who was the main accuser against «Facio». The Cabrelli’s borderline-case is useful to confute the existence of a cover-up strategy, planned by the pci in order to hide the truth of the facts.
Keywords: Antifascism, Italian Resistance, Italian Communist Party, collaboration, fascist police, historical revisionism

Luca Madrignani, in "HISTORIA MAGISTRA" 7/2011, pp. 25-41, DOI:10.3280/HM2011-007004

   

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