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Crisi economica e crisi del welfare state
Titolo Rivista: GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI  
Autori/Curatori: Mattia Persiani 
Anno di pubblicazione:  2013 Fascicolo: 140  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  23 P. 641-663 Dimensione file:  313 KB
DOI:  10.3280/GDL2013-140007
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La relazione prende le mosse, da un lato, dall’individuazione degli elementi che, nel tempo, hanno determinato la crisi finanziaria sia delle gestioni previdenziali pensionistiche sia di quelle che gestiscono la tutela della salute. Peraltro si tratta di una crisi che non è stata determinata, ma soltanto aggravata, dal successivo intervento di quella economica mondiale. D’altro lato, la relazione prende le mosse dalla constatazione che i tentativi di superare quella crisi hanno sempre comportato la progressiva riduzione dell’effettività della tutela previdenziale pubblica. Peraltro, con riguardo alla tutela che si realizza mediante l’erogazione di pensioni, quei tentativi, anche per effetto della costante adozione della tecnica del pro quota, hanno sempre operato soltanto sulle aspettative di pensione e, quasi mai, hanno ridotto le pensioni già maturate indipendentemente dal loro ammontare e, cioè, dalla funzione assolta. Ed è così che i giovani e, comunque, chi ancora sta lavorando, hanno visto ridotta la loro tutela ancorché continuano a finanziare, con i contributi previdenziali da loro, o per loro, versati, le pensioni in godimento il cui importo è stato determinato sulla base dei criteri adottati quando la crisi non si era verificata o non si era ancora verificata in tutta la sua intensità. Orbene, non è dato di sapere quando cesseranno gli effetti perversi della crisi economica mondiale, e con essi quelli della crisi della finanza previdenziale. Certo è che, anche se tutto andrà per il meglio, prima di poter destinare risorse alla restaurazione dei livelli di tutela, occorrerà risanare il deficit che si è venuto determinando. Ne consegue, da un lato, che la problematica sollevata dalla situazione finora sommariamente descritta non sembra destinata a trovare rapida soluzione e, d’altro lato, che occorre interrogarsi sui modi in cui affrontare le conseguenze del perdurare, se non dell’acuirsi, della crisi. Numerosi elementi escludono sia la possibilità di inasprire ulteriormente la percussione contributiva, sia la possibilità di ridurre ancora di più l’effettività della tutela previdenziale pubblica posto che, se non il rispetto dei principi costituzionali, almeno la disaffezione degli elettori sconsigliano di eludere la garanzia costituzionale dei mezzi adeguati alle esigenze di vita. A questo punto era inevitabile il richiamo alla preoccupazione che un’attenta dottrina già aveva avvertito riguardo all’esigenza di tutelare, per quanto attiene all’ambiente e alle risorse naturali, i diritti delle generazioni future. Analoga preoccupazione può, e deve, essere avvertita per la tutela previdenziale anche perché, per questa, le generazioni future sono contigue rispetto a quelle attuali. Orbene, quella preoccupazione impone di individuare un equilibrato bilanciamento tra gli interessi di quanti già godono di pensioni e di quanti, invece, ancora lavorano e che, però, con il loro lavoro finanziano le pensioni in godimento ancorché avranno diritto soltanto a trattamenti pensionistici di gran lunga inferiori. Equilibrato bilanciamento che, per il caso in cui siano necessarie ulteriori riduzioni della tutela previdenziale pubblica, impone di evitare queste colpiscano ancora una volta esclusivamente le aspettative aventi ad oggetto trattamenti pensionistici in corso di maturazione e riguardino, invece, anche le pensioni già in atto, almeno quando non siano ai livelli minimi. Peraltro alla realizzazione di quest’equilibrio non può costituire ostacolo la pretesa intangibilità dei diritti acquisiti. Questi, infatti, altro non sono che diritti soggettivi perfetti e, quando sono in giuoco valori costituzionali, non ha senso perpetuare ed estendere la sacralità di un tabù ottocentesco ai rapporti tra privati. Solo riducendo i trattamenti pensionistici in atto che non abbiano l’esclusiva funzione di garantire mezzi adeguati alle esigenze di vita, infatti, potrà trovare nuova attuazione il principio della solidarietà tra generazioni che da sempre caratterizza la tutela previdenziale.


Keywords: Welfare State; Crisi economica; Riduzione della protezione sociale; Conseguenze; Diritti previdenziali delle generazioni future.



  1. Stefano Giubboni, I diritti sociali alla prova della crisi: l'Italia nel quadro europeo in GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI 142/2014 pp. 269, DOI: 10.3280/GDL2014-142004

Mattia Persiani, in "GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI " 140/2013, pp. 641-663, DOI:10.3280/GDL2013-140007

   

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