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"Il tesoro della nazione". Le privatizzazioni dei beni pubblici nell’Italia liberale
Journal Title: HISTORIA MAGISTRA 
Author/s: Roberta Biasillo 
Year:  2013 Issue: 13 Language: Italian 
Pages:  18 Pg. 16-33 FullText PDF:  565 KB
DOI:  10.3280/HM2013-013003
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Three are the preconditions of the reconstructed events. Firstly, the Kingdom of Italy was established in 1861 and at that time it was lire 2,5 millions in debt and its value was expected to rise extremely in one year. Secondly, the country was Liberal in outlook and then the private property right represented one of the theoretical and practical structures of the society. Finally, the State owned an incredible real estate inherited from the preunification Italian Kingdoms. The "obvious" combination of these elements produced a severe denationalization. Over two decades governments squandered a remarkable national wealth without achieving the financial, economic, and social desired results. Even though the privatization of the state property provoked a public outcry, the ruling classes officially - and partially - recognised the critical condition of those forced sales only at the end of the century.
Keywords: Italia, Ottocento, Liberalismo, Debito pubblico, Beni demaniali, Privatizzazione.

  1. G. Savarese, Lettere di un contribuente ad un uomo di stato sull'abolizione del sorso forzoso, il pareggio del bilancio e la riforma delle tasse, La Tipografia Italiana, Napoli 1868 (2a ed.), p. 12.
  2. G. Semenza, Cinque anni dopo. Lettera al Ministro delle Finanze signor Quintino Sella, Tipografia di Giovanni Polizzi e Comp., Firenze 1870, pp. 9-10.
  3. Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, legislatura X Sessione 1, Documenti disegni di legge e relazioni, n. 311, Relazione della Giunta composta dai deputati Torrigiani, Sesmit-Doda, Ferrara, De Luca Francesco, Mezzanotte, Maiorana-Calatabiano, La Porta sul progetto di legge presentato dal Ministro delle Finanze (Cambray-Digny) nella tornata del 24 maggio, pp. 181-85.
  4. Giudichiamo l'albero dai frutti, «Gazzetta Piemontese», 13 aprile 1869.
  5. S. Camerani, G. Arfè (a cura di), Fonti per la storia d'Italia. Carteggi di Bettino Ricasoli, Istituto Storico Italiano per l'età moderna e contemporanea, Roma 1970, vol. XXIV, pp. 51, 54-55.
  6. F. Cirone, Le piaghe che più incancreniscono la prosperità dell'Italia Meridionale, Stabilimento Tipografico-Litografico dell'Ateneo, Napoli 1860, pp. 104-107.
  7. A. Del Bon, Proprietà territoriale delle Nazioni, Tipografia di A. Bianchi, Padova 1867, pp. 15-16, p. 49.
  8. G. A. Giglioni, La convenzione Langrand-Dumanceau confutata. Ossia la rivendicazione di 60 milioni a favore delle finanze italiane, Tipografia di F. Bencini, Firenze 1867, pp. 3-7.
  9. H. Gove, Sui beni demaniali. A Sua Eccellenza il Ministro delle Finanze del Re d'Italia, [s. l.] 1867.
  10. G. Lepore, Il problema della vendita dei beni demaniali nei dibattiti parlamentari del 1861-62, in M.M Augello e M.E.L. Guidi (a cura di), La scienza economica in Parlamento 1861-1922. Una storia dell'economia politica dell'Italia liberale, I, FrancoAngeli, Milano 2002, pp. 575- 87.
  11. G. Luzzatto, L'economia italiana dal 1861 al 1894, Einaudi, Torino 1968, pp. 42-44.
  12. R. Romanelli, L'Italia liberale (1861-1900), Il Mulino, Bologna 1979, p. 67.

Roberta Biasillo, in "HISTORIA MAGISTRA" 13/2013, pp. 16-33, DOI:10.3280/HM2013-013003

   

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