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"Che dal ciel non cada un fuoco" Il teatro della scienza negli anni sessanta in Italia
Titolo Rivista: ITALIA CONTEMPORANEA 
Autori/Curatori: Alessandra Gissi 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: 274  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  17 P. 103-119 Dimensione file:  597 KB
DOI:  10.3280/IC2014-274004
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In coincidenza con l’era atomica, ma soprattutto durante gli anni della Guerra fredda, la complessa evoluzione delle scienze naturali invade prepotentemente il discorso pubblico nel momento in cui, in misura inedita e globale, si assiste alla ridefinizione del potere simbolico di tipo scientifico e della relazione tra scienza, capitale culturale collettivo e formalizzazione/ narrazione dei saperi specialistici. Mentre l’Italia affronta la fase di più intensa modernizzazione e si affermano, seppure in modo frammentato, forme di circolazione culturale mai sperimentate nell’assenza di delineati percorsi educativi e divulgativi , il discorso pubblico mobilita l’attenzione attorno ai temi della scienza e si moltiplicano le rappresentazioni dedicate a quello, controverso, del progresso scientifico. L’articolo analizza le diffuse elaborazioni discorsive sorte attorno a un corpus limitato di rappresentazioni, nel tentativo di aggiungere informazioni su come, nel periodo considerato, siano stati tematizzati tanto il fine ultimo della scienza quanto la presenza, le competenze, il ruolo sociale degli scienziati.


Keywords: Scienza, rappresentazioni del progresso scientifico, Italia, anni sessanta, era atomica, Guerra fredda

  1. John M. Foot, Mass cultures, popular cultures and the working class in Milan, 1950- 70, “Social History”, 1999, n. 2., DOI: 10.1080/03071029908568059

Alessandra Gissi, in "ITALIA CONTEMPORANEA" 274/2014, pp. 103-119, DOI:10.3280/IC2014-274004

   

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