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L’ordine celeste della città e il suo abbandono
Journal Title: TERRITORIO 
Author/s: Remo Bodei 
Year:  2016 Issue: 77 Language: Italian 
Pages:  7 Pg. 7-13 FullText PDF:  370 KB
DOI:  10.3280/TR2016-077001
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Secondo una tradizione di lunga durata, risalente ai pitagorici, la città deve ispirarsi alle proporzioni e alle armonie dell’universo. Le comunità umane, partecipi della vita del cosmo, devono perciò seguirne l’ordine, imitandone i movimenti ciclici e regolari. La compattezza del corpo civico è inoltre garanzia della compattezza della comunità, antidoto alla sua disgregazione. La corrispondenza tra ordine cosmico e società terrena si spezza all’inizio dell’età moderna, dove i conflitti vengono ritenuti fattori di crescita. Nelle città multiculturali e nell’epoca di veloci mutamenti, in cui l’identità individuale e collettiva appare minacciata, una delle tante strategie per integrarsi nella propria città è quella di apprendere a percepirlo quale spazio qualitativo e disomogeneo, con soglie di discontinuità che delimitano la scansione del tempo e lo svolgersi di differenti stili di vita
Keywords: Ordine cosmico; città chiusa; spazi qualitativi

Remo Bodei, in "TERRITORIO" 77/2016, pp. 7-13, DOI:10.3280/TR2016-077001

   

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