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The "Italian" EIB and the development of Southern Italy (1958-1970)
Journal Title: MONDO CONTEMPORANEO 
Author/s: Marco Zaganella 
Year:  2016 Issue: Language: Italian 
Pages:  26 Pg. 61-86 FullText PDF:  233 KB
DOI:  10.3280/MON2016-002003
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L’avvio del processo d’integrazione europeo rappresentò per il meridionalismo italiano una duplice minaccia e un’opportunità. Una prima minaccia era costituita dall’obiettivo di eliminare le barriere doganali e creare un grande mercato comune, che riportava alla memoria gli esiti dell’unificazione economica dell’Italia, sfociata nell’accentuazione del dualismo originario. Una seconda minaccia era rivolta alla politica di intervento straordinario nel Mezzogiorno avviata nel 1950, la cui compatibilità con il Mec non era così scontata in origine. L’opportunità era invece rappresentata dall’ulteriore incentivo a modernizzare il Mezzogiorno, chiamato a fronteggiarsi con le aree più competitive dell’Europa continentale. Per rispondere a queste speranze e a questi timori, la delegazione italiana incaricata di negoziare il Trattato di Roma propose la costituzione di uno strumento in grado di convogliare risorse aggiuntive per lo sviluppo del Sud Italia. Le origini della Banca europea degli investimenti risiedono in questo intento. L’Italia prestò grande attenzione a questa istituzione tra il 1958 e il 1970, quando fu presieduta da Pietro Campilli e da Paride Formentini.
Keywords: European Investment Bank, European Economic Community, Common Market, Southern Italy, Pietro Campilli, Paride Formentini

Marco Zaganella, The "Italian" EIB and the development of Southern Italy (1958-1970) in "MONDO CONTEMPORANEO" 2/2016, pp. 61-86, DOI:10.3280/MON2016-002003

   

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