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Lavorare a/da casa. Esercizi di dis-alienazione e gestione dello spazio
Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DEL LAVORO  
Autori/Curatori: Sandra Burchi 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: 145 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  17 P. 219-235 Dimensione file:  121 KB
DOI:  10.3280/SL2017-145013
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Historians of women’s work know very well about the commingling between domestic space and market-oriented work. Nowadays, due to technological development, this phenomenon runs down a new segment of women workers: that of the female knowledge workers. These persons with high qualifications and with a clear vocation to expressive work that use their home as working place, risk to be uncoordinated with the social times. They also risk surrendering to an immeasurable work if they identify with the contents of their personal projects and with the latter’s needs for feeding their duration and their effectiveness. Against the backdrop of my previous investigations, I used parts of the new interviews that I collected to analyse how this specific work condition, due to its dynamics of identification and total assimilation, do induce people to learn the sense of limit. On the other hand, I used them to understand how this new consciousness enable the female knowledge workers to perform dis-alienating exercises and to realize more equidistant relations (or cross-subtraction, in other words) with both the oppressive effects of working at home and working for the market.

Nella storia del lavoro femminile la commistione fra spazio domestico e lavoro per il mercato, accompagnato ovviamente dal lavoro per la famiglia, è nota. Oggi - via sviluppo tecnologico - investe un nuovo segmento di lavoratrici, quello delle knowledge worker. I soggetti con alti titoli di studio e una vocazione al lavoro espressivo, lavorando da casa, rischiano di trovare fuori sincrono rispetto ai tempi sociali e di consegnarsi a un lavoro smisurato immedesimandosi nei contenuti dei propri progetti e in tutto quello che serve per alimentarne durata ed efficacia. A partire dalle mie ricerche, utilizzando alcuni brani delle interviste raccolte, ho cercato di far vedere come questa condizione lavorativa, proprio per il suo costruirsi sopra un rischio di identificazione e immedesimazione totale, produce un apprendimento del senso del limite, giocato dalle sue protagoniste come esercizio di dis-alienazione e come costruzione di un rapporto di equidistanza, o di sottrazione incrociata, sia dagli esiti oppressivi del lavorare in casa sia da quelli del lavorare per il mercato.
Keywords: Knowledge worker; lavoro; casa

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