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Il linguaggio del «broglio» tra discorso ufficiale e pratiche informali nel processo elettorale della Repubblica veneziana
Titolo Rivista: SOCIETÀ E STORIA  
Autori/Curatori: Maud Harivel 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: 155 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  27 P. 33-59 Dimensione file:  93 KB
DOI:  10.3280/SS2017-155003
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Di fronte al divieto di fare qualunque tipo di campagna elettorale e di fronte all’obbligo da parte della Repubblica di eleggere il candidato più meritevole, piuttosto che un membro della famiglia, un cliente o un amico, l’autore illustra come i patrizi veneziani risolvessero questi due problemi tramite lo sviluppo di un linguaggio politico, informale e parallelo alle elezioni chiamato "broglio". Con questo termine si indicavano infatti pratiche eterogenee, che comprendevano i saluti fra patrizi, le sollecitazioni di voto, gli scambi di voci e i ringraziamenti degli elettori. Al fine di sottolineare l’importanza di questa sfera informale, nella prima parte l’autore prende in esame il discorso ufficiale della Repubblica attraverso la legislazione elettorale. Ciò permette di dimostrare che Venezia sviluppò un «public transcript», di cui si esigeva dai patrizi un rispetto perlomeno formale. La seconda parte di questo contributo verte, invece, sulle manifestazioni del cosiddetto «hidden transcript» dei patrizi attraverso il linguaggio del broglio, che per legittimare la propria esistenza e la propria necessità si appoggiava, in parte, sul medesimo discorso ufficiale.


Keywords: Elezioni, Repubblica, linguaggio, broglio, procedura, informalità.

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Maud Harivel, in "SOCIETÀ E STORIA " 155/2017, pp. 33-59, DOI:10.3280/SS2017-155003

   

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