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Saperi ambientali, urbanistici e decisioni politiche in Italia dalla seconda metà dell’Ottocento al tempo presente
Titolo Rivista: VENTUNESIMO SECOLO 
Autori/Curatori: Federico Paolini 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: 40 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  17 P. 67-83 Dimensione file:  559 KB
DOI:  10.3280/XXI2017-040005
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The essay aims to analyze the relationship between experts and politics in contemporary Italy. The author adopts a periodization divided into three phases. The first (1870-1942) was characterized by the ability of technocracies to transfer into the Italian public debate cosmopolitan instances and to translate them into concrete achievements thanks to effective lobbying action. The second (1950-1980) was characterized by the progressive loss of influence of the experts. The third (from 1980 to the present time) has differentiated itself from the other because, despite the deepening crisis of the relationship between experts and politics, technocratic achievements have been implemented thanks to the role of supranational institutions, especially the European Union.
Keywords: Environmentalism; urban planning; experts-political influence; environmental policy; planning policy; Italy

  1. E. Schramm, «Experts in the Smelter Smoke Debate», in C. Pfister, P. Brimblecombe (a cura di), The Silent Countdown: Essays in European Environmental History, Springer-Verlag, New York 1990, pp. 196-209; D. Stradling, Smokestacks and Progressives: Environmentalists, Engineers and Air Quality in America 1881-1951, Johns Hopkins University Press, Baltimore 1999; S.P. Hays, Conservation and the Gospel of Efficiency: The Progressive Conservation Movement 1890-1920, Harvard University Press, Cambridge Mass. 1999; A.C. Miller, P.N Edwards (a cura di), Changing the Atmosphere: Expert Knowledge and Environmental Governance, Mit Press, Cambridge Mass. 2001; B.L. Allen, Uneasy Alchemy: Citizens and Experts in Louisiana’s Chemical Corridor Disputes, Mit Press, Cambridge Mass. 2003; M. Bess, The Light Green Society. Ecology and Technological Modernity in France 1960-2000, University of Chicago Press, Chicago 2003; S. Bocking, Nature’s Experts: Science, Politics, and the Environment, Rutgers University Press, New Brunswick 2004; J.M. Hodge, Triumph of the Expert: Agrarian Doctrines of Development and the Legacies of British Colonialism, Ohio University Press, Athens 2007; S. Owens, Experts and the Environment. The UK Royal Commission on Environmental Pollution 1970-2011, «Journal of Environmental Law», 24, 2012, pp. 1-22; L. Coumel, A Failed Environmental Turn? Khrushchev’s Thaw and Nature Protection in Soviet Russia, «Soviet and Post-Soviet Review», 2, 2013, pp. 167-189. Per l’Italia: L. Pellizzoni, Conflitti ambientali. Esperti, politica, istituzioni nelle controversie ecologiche, il Mulino, Bologna 2011; P. Bevilacqua, Scienza e ambiente. Quel che spetta al Novecento, «I Frutti di Demetra», 16, 2008, pp. 5-16. Sul cambiamento tecnologico e l’ambiente cfr. J.R. McNeill, Qualcosa di nuovo sotto il sole, Einaudi, Torino 2000, pp. 377-413.
  2. Una prima riflessione si trova in G. Nebbia, Scritti di storia dell’ambiente e dell’ambientalismo 1970-2013, a cura di L. Piccioni, Fondazione Luigi Micheletti-Valori, Brescia 2004, in particolare pp. 28-89, 306-383.
  3. J.P. Deléage, Storia dell’ecologia. Una scienza dell’uomo e della natura, Cuen, Napoli 1991, p. 78.
  4. Sulle idee ambientali, si vedano P. Acot, Storia dell’ecologia, Lucarini, Roma 1989; P.H Marshall, Nature’s Web: An Exploration of Ecological Thinking, Simon & Schuster, London 1992; D. Worster, Storia delle idee ecologiche, il Mulino, Bologna 1994; K. Thomas, L’uomo e la natura. Dallo sfruttamento all’estetica dell’ambiente, 1500-1800, Einaudi, Torino 1994; E.J. De Steiguer, The Origins of Modern Environmental Thought, University of Arizona Press, Tucson 2006.
  5. F. Paolini, Breve storia dell’ambiente nel Novecento, Carocci, Roma 2009, pp. 33-39, 58-69; L. Piccioni, Nazione, patrimonio, paesaggio: alle origini del moderno ambientalismo in Europa 1865-1914, «Storia e Futuro», n. 38, giugno 2015.
  6. Sulla nascita del movimento protezionista in Italia: E.H. Meyer, I pionieri dell’ambiente, Carabà, Milano 1995; L. Piccioni, Il volto amato della Patria. Il primo movimento per la protezione della natura in Italia 1880-1934, Temi, Trento 2014; J. Sievert, The Origins of Nature Conservation in Italy, Peter Lang, New York 2000; L. Piccioni, Primo di cordata. Renzo Videsot dal sesto grado alla protezione della natura, Temi, Trento 2010.
  7. Cfr. L. Piccioni, Il volto amato, cit. pp. 1-12, 101-104.
  8. Si vedano: G. Zucconi, La città contesa: dagli ingegneri sanitari agli urbanisti (1885-1942), Jaca Book, Milano 1989; R. Parisi, Verso una città salubre. Lo spazio produttivo a Napoli tra storia e progetto, «Meridiana», n. 42, 2001; R. Parisi, «Le forme d’Igea e le persuasioni di Prometeo. Fabbriche, sanatori e città giardino a Napoli», in G. Corona, S. Neri Serneri (a cura di), Storia e ambiente. Città, risorse e territori nell’Italia contemporanea, Carocci, Roma 2007, pp. 123-140; M.L. Ferrari, «Trasformazioni urbane e igiene nell’industrializzazione ottocentesca di Verona, Vicenza e Padova», in G. Corona, S. Neri Serneri (a cura di), Storia e ambiente, cit., pp. 55-85.
  9. In Italia, il primo provvedimento legislativo sull’igiene fu il Regolamento napoleonico di polizia medica, di sanità continentale e di sanità marittima del 1806. Nel 1859, il Regno di Sardegna approvò una legge sanitaria. La legge Crispi-Pagliani del 22 dicembre 1888 istituì la Direzione generale della sanità pubblica, la cui guida fu affidata ad un medico igienista. L’impianto della legge Crispi-Pagliani fu sostanzialmente confermato nel Testo unico delle leggi sanitarie, approvato con il Regio decreto n. 1265 del 1934.
  10. M.V. Melosi, The Sanitary City. Environmental Services in Urban America from Colonial Times to the Present, University of Pittsburgh Press, Pittsburgh Pa. 2008, pp. 71-167.
  11. G. Corona, S. Neri Serneri, «Città e ambiente nell’Italia contemporanea. Un’introduzione», in G. Corona, S. Neri Serneri (a cura di), Storia e ambiente, cit., p. 19.
  12. S. Neri Serneri, Incorporare la natura. Storie ambientali del Novecento, Carocci, Roma 2005.
  13. L. 20 marzo 1865 n. 2258, Istruzioni ministeriali del 20 giugno 1896, T.U. 25 luglio 1904 n. 523, Dm 26 febbraio 1927 (industrie insalubri), Rd 27 luglio 1934, n. 1265 (artt. 217, 227), L. 20 marzo 1941 n. 366, Artt. 650 e 674 del codice penale, art. 844 del codice civile.
  14. L. 12 giugno 1902, n. 185, L. 20 giugno 1909, n. 364, L. 23 giugno 1912, n. 688, L. 11 giugno 1922, n. 778, L. 1 giugno 1939, n. 1089, L. 29 giugno 1939, n. 1497.
  15. R.d. 3 dicembre 1922, n. 1584 (Gran Paradiso), L. 12 luglio 1923, n. 1511 (Abruzzo), L. 25 gennaio 1934, n. 285 (Circeo), L. 24 aprile 1935, n. 740 (Stelvio).
  16. L. 17 agosto 1942, n. 1150. Il problema della regolamentazione dello sviluppo urbano era stato affrontato, in precedenza, con la L. 25 giugno 1865, n. 2559 e la L. 12 gennaio 1885, n. 2892. Questo il giudizio di Edoardo Salzano sulla legge del 1942: «Non è definibile una legge fascista. Fu il prodotto, di notevole livello, di uno scontro aspro tra i difensori a oltranza della proprietà privata e quelli che volevano porre dei limiti ai diritti di utilizzazione fondiaria». Cfr. E. Salzano, «L’Istituto nazionale di urbanistica», in G. Campos Venuti, F. Oliva (a cura di), Cinquant’anni di urbanistica in Italia 1942-1992, Laterza, Roma-Bari 1993, p. 425.
  17. Considerando i dati riportati da Piccioni, i soci del Club alpino italiano e del Touring club rappresentavano, nel 1905, lo 0,16% della popolazione italiana. Per le critiche verso i provvedimenti citati si vedano: L. Falco, Natura, monumenti, ambiente: la legislazione di tutela dal 1865 alle regioni, Celid, Torino 1979; S. Neri Serneri, Incorporare la natura, cit., pp. 172-186; L. Piccioni, Il volto amato della Patria, pp. 18, 247-275; G. Campos Venuti, F. Oliva, Cinquant’anni di urbanistica, cit.
  18. S. Adorno, S. Neri Serneri, «Per una storia ambientale delle aree industriali in Italia. Introduzione», in S. Adorno, S. Neri Serneri (a cura di), Industria, ambiente e territorio, il Mulino, Bologna 2009. Un’interpretazione recente della parabola economica dell’Italia è rivenibile in E. Felice, Ascesa e declino. Storia economica d’Italia, il Mulino, Bologna 2015.
  19. Sulle origini di Pro Natura cfr. E.H. Meyer, I pionieri dell’ambiente, cit., pp. 41-46; L. Piccioni, Primo di cordata, cit., pp. 231-288. Sulla sezione italiana del Wwf cfr. E.H. Meyer, I pionieri dell’ambiente, cit., pp. 161-188. Si veda anche R. Della Seta, La difesa dell’ambiente in Italia. Storia e cultura del movimento ecologista, FrancoAngeli, Milano 2000; G. Della Valentina, Storia dell’ambientalismo in Italia. Lo sviluppo insostenibile, Bruno Mondadori, Milano 2011; G. Nebbia, Scritti di storia dell’ambiente, cit.
  20. Nel 1948 venne fondata l’International Union for the Conservation of Nature (Iucn). Alla sua costituzione partecipò anche il presidente del Mipn e direttore del Parco nazionale del Gran Paradiso, Renzo Videsott. Negli anni ’50 e ’60 furono siglati alcuni accordi che concernevano la conservazione delle acque interne (Steckborn, 1960; Parigi, 1961; Berna, 1963), delle risorse ittiche (International Whaling Commission, 1946; Tokyo, 1952; Rio de Janeiro, 1966), della flora e della fauna (Roma, 1951; Washington, 1957).
  21. M. Diani, Isole nell’arcipelago. Il movimento ecologista in Italia, il Mulino, Bologna 1988, p. 50.
  22. P.R. Ehrlich, The Population Bomb, Ballantine Books, New York 1968; G.J. Hardin, The Tragedy of the Commons, «Science», 162, 3859, pp. 1243-1248; E.J. Mishan, The Costs of Economic Growth, Penguin, Harmondsworth 1969; H.E. Daly (a cura di), Essays Toward a Steady-state Economy, Centre Intercultural de Documentación, Cuernavaca 1971; E. Goldsmith, R. Allen, A Blueprint for Survival, Penguin, Harmondsworth 1972. D. Meadows, The Limits to Growth. A Report for the Club of Rome’s Project on the Predicament of Mankind, Universe Book, New York 1972. Cfr. anche G. Nebbia, L. Piccioni, Un tornante del dibattito italiano sull’ambiente: la ricezione dei limiti dello sviluppo, «Ricerche Storiche», XLI, n. 3, pp. 519-540.
  23. D. Della Porta, M. Diani, Movimenti senza protesta?, cit., pp. 87-94. Si veda anche C. Rootes (a cura di), Environmental Movements: Local, National and Global, Frank Cass, London 1999; id., The Transformation of Environmental Activism: Activists, Organizations and Policy-Making, «Innovation: The European Journal of Social Sciences», n. 12, 1999, pp. 153-173.
  24. V. De Lucia, Se questa è una città, cit., pp. 167-189.
  25. Ivi, p. 191.
  26. G. Campos Venuti, Città senza cultura. Intervista sull’urbanistica, a cura di Federico Oliva, Laterza, Roma-Bari 2010, pp. 41-42.
  27. L. cost. 18 ottobre 2001, n. 3. In precedenza, il Dpr 6 giugno 2001 n. 380 aveva affidato alle regioni la «la potestà legislativa concorrente in materia edilizia nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico» (art. 2). Cfr. G. Campos Venuti, Città senza cultura, cit., pp. 105-113.
  28. A. Goria, Istituzioni per l’uso: Unep, «Equilibri», I, n. 1, 1997, pp. 103-108.
  29. Nel 1971 furono pubblicati gli atti prodotti dal Comitato di orientamento per i problemi dell’ecologia del Senato in cui l’allora presidente del Cnr Vincenzo Caglioti concludeva affermando che il «futuro dell’umanità» era «strettamente legato alla più razionale utilizzazione delle risorse naturali, all’eliminazione delle varie forme di inquinamento, alla disponibilità di mezzi idonei a regolare lo sviluppo demografico». Cfr. V. Caglioti, «L’uomo e l’ambiente», in Senato della Repubblica, Problemi dell’ecologia, vol. I, Nota introduttiva del presidente Fanfani ed illustrazioni dei professori Caglioti, Marini-Bettolo, Nebbia, Passino, Pavan e Tomaselli, Tipografia del Senato, Roma 1971, pp. 2, 32. Nel 1973 fu pubblicata la prima relazione sulla situazione ambientale del Paese che, ancora oggi, resta uno dei più importanti documenti sui fattori di alterazione dei sistemi ambientali italiani, cfr. Tecneco, Prima relazione sulla situazione ambientale del Paese, Tip. Carlo Colombo, Roma 1973, 3 voll. Sull’importanza della prima relazione cfr. M. Caputo, Un progetto per la salvaguardia del patrimonio ambientale italiano, «il Mulino», anno LVI, n. 434, pp. 1042-1049.
  30. Sugli Amici della terra si vedano Censis, Energia, sviluppo, ambiente, Garzanti, Milano 1990, pp. 204-206; D.R. Brower, For Earth’s Sake: The Life and Times of David Brower, Gibbs Smith Publisher, Salt Lake City Utah 1990. Sulla genesi di Legambiente cfr. Arcipelago verde. La prima guida completa per chi ama la natura, allegato a «Panorama», n. 899, 5 luglio 1983. All’inizio degli anni ’80, le quattro principali associazioni italiane (Wwf, Legambiente, Lipu e Italia nostra) organizzavano complessivamente 76.000 iscritti (0,13% della popolazione italiana). I 76.000 soci – il dato si riferisce al 1983 – erano così ripartiti: 30.000 Wwf, 17.000 Lipu, 15.000 Legambiente, 14.000 Italia Nostra. Cfr. Arcipelago verde, cit., pp. 23-65.
  31. E. Salzano, «L’Istituto nazionale di urbanistica», cit., p. 424. Sull’urbanistica italiana cfr. P. Gabellini, «Figure di urbanisti e programmi di urbanistica», in G. Campos Venuti, F. Oliva, Cinquant’anni di urbanistica, cit., pp. 440-467; P. Scattoni, L’urbanistica dell’Italia contemporanea: dall’unità ai giorni nostri, Newton & Compton, Milano 2004.
  32. Sui progetti di riforma urbanistica cfr. F. Sullo, Lo scandalo urbanistico: storia di un progetto di legge, Vallecchi, Firenze 1964; V. De Lucia, Se questa è una città. La condizione urbana nell’Italia contemporanea, Donzelli, Roma 2006; E. Salzano, «L’Istituto nazionale di urbanistica», cit., p. 427-430.
  33. Cfr. G. Amendola, P. Dell’Anno, La disciplina dell’inquinamento atmosferico, Jovene Editore, Napoli 1992; G. Amendola, Inquinati e inquinatori, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1980.
  34. F. Paolini, Firenze 1946-2005. Una storia urbana e ambientale, FrancoAngeli, Milano 2014, pp. 248-273. Si vedano anche R. Della Seta, La difesa dell’ambiente in Italia, cit.; S. Lorenzini, Ecologia a parole? L’Italia, l’ambientalismo globale e il rapporto ambiente-sviluppo intorno alla conferenza di Stoccolma, «Contemporanea», luglio-settembre 2016, pp. 395-418.
  35. Si vedano: F. Sullo, Lo scandalo urbanistico, cit.; V. De Lucia, Se questa è una città, cit.; E. Salzano, «L’Istituto nazionale di urbanistica», cit.; P. Berdini, Breve storia dell’abuso edilizio in Italia. Dal ventennio fascista al prossimo futuro, Donzelli, Roma 2010; G. Campos Venuti, Città senza cultura. Intervista sull’urbanistica, Laterza, Roma-Bari 2010.
  36. E. Salzano, «L’Istituto nazionale di urbanistica», cit., p. 430.
  37. A.C. Fieldner, Automobile exaust gases in vehicular tunnels, Dep. Of the Interior-Bureau of Mines, Washington DC 1920; American Association for the Advancement of Science. Committee on science in the promotion of human welfare. Air conservation commission, Air conservation report, Washington DC 1965; R.G. Ridker, Economic costs of air pollution; studies and measurement, F.A. Praeger, New York 1967; T.G. Aylesworth, This vital air, this vital water, man’s environmental crisis, Rand McNally, Chicago 1968; A. Jamison, The steam-powered automobile, an answer to air pollution, Indian University Press, Bloomington 1970; R. Nader et al., Vanishing air: the Ralph Nader study group report on air pollution, Grossman Publishers, New York 1970; E.J. Lehmann, Automobile air pollution: a bibliography with abstracts, National Technical Information Service, Springfield 1973.
  38. R. Nader, L’auto che uccide, Bompiani, Milano 1967. Sul dibattito in Italia: «Disciplina della circolazione stradale», in P. Luzzatto Fegiz, Il volto sconosciuto dell’Italia. Dieci anni di sondaggi Doxa, Giuffré, Milano 1956, p. 590; M.E. Damato, L’auto che non uccide, L’editrice dell’automobile, Roma 1969; È l’ora della sicurezza e Salvare la pelle, «Quattroruote», maggio 1961.
  39. C.L. King (a cura di), The automobile: its province and its problems, American Academy of Political and Social Science, Philadelphia 1924; F. MacDonald, Planning for city traffic, American Academy of Political and Social Science, Philadelphia 1927; Sir H.A. Tripp, Towns planning and road traffic, E. Arnold and Co., London 1942; R. B. Mitchell, C. Rapkin, Urban traffic, a function of land use, Columbia U. Press, New York 1954; C. Buchanan, Traffic in towns: a study of the long term problems of traffic in urban areas, H.M.S.O., London 1963; K. Leibbrand, Transportation and town planning, Mit Press, Cambridge Mass. 1964; J.M. Thomson, Great cities and their traffic, Gollancz, London 1977. Sull’Italia: P. Ceccarelli, B. Gabrielli, R. Rozzi (a cura di), Traffico urbano: che fare?, Marsilio, Padova 1968; F. Gigli, Urbanistica di settore: il traffico, Multistampa, Roma 1965; P. Sica, Traffico e forma urbana, Coop. Libraria Usf, Firenze 1967; P.L. Fano, M. Ponti, Il traffico urbano in Italia, FrancoAngeli, Milano 1972; N. Ventura, Città e autostrade negli squilibri regionali, Patron, Padova 1978.
  40. S. Ramírez Pérez, Un’auto più pulita e sicura: la Comunità europea e l’avvio della standardizzazione per gli autoveicoli (1952-1970), «I Frutti di Demetra», n. 21, 2009, pp. 47-62.
  41. D. Della Porta, M. Diani, Movimenti senza protesta? L’ambientalismo in Italia, il Mulino, Bologna 2004, pp. 81-83. Gli autori riportano anche i dati relativi alla Lega anti vivisezione/lav (13.500 soci nel 1997) e a Greenpeace-Italia (40.000 iscritti alla fine degli anni ’90). Grazie al successo della campagna referendaria gli iscritti complessivi erano saliti a 475.180, pari allo 0,84% della popolazione.
  42. Ibidem. Cfr. anche N. Zanardi, Greenpeace: obiettivo mass media, «Equilibri », I, n. 1, 1997, pp. 117-121; E. Chiarugi, Legambiente. Slogan d’azione, «Equilibri », I, n. 2, 1997, pp. 287-291. M. Midulla, Wwf: prima i fatti poi le parole, «Equilibri», I, n. 3, 1997, pp. 431-437.
  43. D. Della Porta, M. Diani, Movimenti senza protesta?, cit., pp. 79-80. Si veda anche G. Jordan, W.A. Maloney, The Protest Business? Mobilizing Campaign Groups, Manchester University Press, Manchester 1997; H.A. Van Der Heijden, Political Opportunity Structure and the Institutionalization of the Environmental Movement, «Environmental Politics», n. 6, 1997, pp. 25-50.
  44. Nel 1986, l’Atto unico europeo legittimò formalmente le politiche ambientali comunitarie introducendo nel trattato della Comunità economica europea un nuovo titolo (il VII) espressamente dedicato all’ambiente. Sulla politica ambientale europea cfr. L. Scichilone, L’Europa e la sfida ecologica. Storia della politica ambientale europea (1969-1998), il Mulino, Bologna 2008.
  45. L. Pellizzoni, Conflitti ambientali, cit., p. 219.
  46. Ivi, p. 320.

Federico Paolini, in "VENTUNESIMO SECOLO" 40/2017, pp. 67-83, DOI:10.3280/XXI2017-040005

   

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