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Alla ricerca della modernità. Regno Unito e Italia tra divario tecnologico e integrazione europea (1966-1972)
Titolo Rivista: VENTUNESIMO SECOLO 
Autori/Curatori: Giulia Bentivoglio 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: 40 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  22 P. 101-122 Dimensione file:  392 KB
DOI:  10.3280/XXI2017-040007
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During the 1960s the debate on the technological gap between Europe and the United States inflamed both shores of the Atlantic. In this scenario, two countries stood out with their proposals to overcome the issue: Italy with her "technological Marshall Plan" and Britain’s project for a European Technological Community. Although different in scopes and limitations, both proposals originated from the desire to exploit the issue of technological gap for political purposes. The article addresses the political reasons behind these converging strategies and their effects on Anglo- Italian relations.
Keywords: Technological gap; Britain; Italy; European integration; first enlargement of the EEC; science policy.

  1. B. Nelson, Hornig Committee: beginning of a technological Marshall Plan?, «Science», vol. 154, n. 3754, 1966, pp. 1307-1309.
  2. L. Sebesta, Un nuovo strumento politico per gli anni sessanta. Il technological gap nelle relazioni euro-americane, «Nuova Civiltà delle Macchine», n. 3 (67), 1999, pp. 11-23.
  3. The National Archives UK (TNA), CAB 134/3308, ST(66)2nd, 2 novembre 1966.
  4. TNA, PREM 13/1850, record of Brown-Fanfani meeting, 14 dicembre 1966; e Telegram UKDEL NATO (Paris) to Foreign Office, 16 dicembre 1966.
  5. TNA, FCO 55/42, Dean to O’Neill, 12 gennaio 1967.
  6. TNA, CAB 168/31, Ward to O’Neill, Folio 47a, dicembre 1966.
  7. TNA, PREM 13/ 1850, Brown to Wilson, 24 novembre 1966; e la risposta, senza data.
  8. L. Guzzetti, A Brief History of European Union Research Policy, European Commission, Bruxelles 1995, pp. 33-37. Sulla questione del divario tecnologico si veda anche J.-J. Salomon, T.D. Long, Europe and the technological gaps, «International Studies Quarterly», vol. 1, n, 1, marzo 1971, pp. 5-31; L. Warlouzet, «Towards a European industrial policy? The European Economic Community (EEC) debates, 1957–1975», in C. Grabas, A. Nützenadel (a cura di), Industrial Policy in Europe after 1945, Macmillan, Basingstoke 2014. Sull’impatto statunitense in Europa in ambito tecno-scientifico cfr. J. Krige American Hegemony and the Postwar Reconstruction of Science in Europe, The MIT Press, Cambridge-London 2006.
  9. J.-J. Servan-Schreiber, La sfida americana, con prefazione di U. La Malfa, Etas Kompass, Milano 1968.
  10. L. Mechi, F. Petrini, «La Comunità europea nella divisione internazionale del lavoro: le politiche industriali, 1967-1978», in A. Varsori (a cura di), Alle origini del presente. L’Europa occidentale nella crisi degli anni Settanta, FrancoAngeli, Milano 2007, p. 255. Sulla cooperazione europea in ambito tecnologico si veda C. Bouneau, D. Burigana, A. Varsori (a cura di), Trend in technological innovation and the European construction, P.I.E. Peter Lang, Bruxelles 2010; D. Burigana, The European Search for Aeronautical Technologies, and Technological Survival by Co-operation in the 1960s–1970s... with or without the Americans? Steps, ways, and Hypothesis in International History, «HumanaMente», vol. 16, 2011, pp. 69-103; R. Williams, European technology. The politics of collaboration, Croom Helm, London 1973.
  11. Oecd, Gaps in Technology: Electronic Computers, Oecd, Paris 1969.
  12. I. Favretto, The Long Search for a “Third Way”: the British Labour Party and the Italian Left since 1945, Palgrave Macmillan, Basingtoke 2003, pp. 50-54.
  13. D. Sassoon, One hundred years of socialism. The West European Left in the twentieth century, I.B. Tauris, London 2010, p. 293.
  14. M. Guderzo, Interesse nazionale e responsabilità globale. Gli Stati Uniti, l’Alleanza atlantica e l’integrazione europea negli anni di Johnson 1963-69, Aida, Firenze 2000. Sui rapporti tra Italia e Usa negli anni del Centro-Sinistra si veda L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a Sinistra. Importanza e limiti della presenza americana in Italia, Laterza, Roma-Bari 1999; U. Gentiloni Silveri, L’Italia e la nuova frontiera: Stati Uniti e Centro Sinistra, 1958-1965, il Mulino, Bologna 1998.
  15. Si ipotizzò una sua candidatura al Senato, che però declinò. Sulla figura di Saraceno si veda R. Bonuglia, Tra economia a politica: Pasquale Saraceno, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2010.
  16. A. Albonetti, Divario tecnologico, cit.
  17. Sulla formazione del Centro-Sinistra italiano si veda: P. Craveri, La Repubblica dal 1958 al 1992, TEA, Milano 1996, pp. 98-181; G. Tamburrano, Storia e cronaca del centro-sinistra, Rizzoli, Milano 1984; I. Favretto, La svolta autonomista del Psi vista oltremanica: il partito laburista, il Foreign Office e il Centro-Sinistra, «Italia Contemporanea», n. 202, 1996, pp. 5-44; P. Panzarino, Il Centro-Sinistra di Aldo Moro (1958-1968), Marsilio, Venezia 2014. Sul Partito socialista italiano si rimanda a P. Mattera, Storia del Psi, 1892-1994, Carocci, Roma 2010. Per i governi Wilson degli anni Sessanta si fa riferimento, tra gli altri, a O. Daddow (a cura di), Harold Wilson and European integration: Britain’s second application to join the EEC, Frank Cass, London 2003; G. O’Hara, H. Parr (a cura di), The Wilson Governments 1964-1970 reconsidered, Routledge, Abingdon 2006; M. Pine, Harold Wilson and Europe, Tauris Academic Studies, London-New York 2007; J. Young, The Labour governments 1964-1970, Vol. 2- International policy, Manchester University Press, Manchester 2003.
  18. Si veda, per una storia generale dell’Italia repubblicana, P. Soddu, La via italiana alla democrazia. Storia della Repubblica 1946-2013, Laterza, Roma-Bari 2017; A. Giovagnoli, La Repubblica degli italiani. 1946-2016, Laterza, Roma-Bari 2016; G. Formigoni, Storia d'Italia nella Guerra fredda (1943-1978), il Mulino, Bologna 2016; P. Craveri, L’arte del non governo. L'inarrestabile declino della Repubblica italiana, Marsilio, Venezia 2016; M. Ridolfi, Storia politica dell'Italia repubblicana, Bruno Mondadori, Milano 2010; A. Lepre, Storia della prima Repubblica, il Mulino, Bologna 2006; A. Varsori, F. Romero (a cura di), Nazione, interdipendenza, integrazione, voll. 1 e 2, Carocci, Roma 2006.
  19. A. Albonetti, Divario tecnologico: iniziative e documenti, «Lo spettatore internazionale », vol. II, fascicolo 2, 1967. Sulla situazione economica italiana si veda G. Sapelli, Storia economica dell'Italia contemporanea, Mondadori, Milano 2008; P. Ciocca (a cura di), Il progresso economico dell’Italia. Permanenze, discontinuità, limiti, il Mulino, Bologna 1994; F. Barbagallo (a cura di), Storia dell'Italia repubblicana. La trasformazione dell'Italia: sviluppo e squilibri, Einaudi, Torino
  20. 1995.
  21. Si vedano, ad esempio, le dichiarazioni di Arnaudi a favore di una ricerca indipendente e statale, citate in I. Favretto, The Long Search, cit., p. 53.
  22. A. Sensini, Il divorzio tra politici e ricercatori, «Il Corriere della sera», 8 marzo 1966. Il democristiano Leonardo Rubinacci era succeduto ad Arnaudi come ministro senza portafoglio per il Coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica nel febbraio 1966 (terzo governo Moro), mentre al socialista Giusto Tolloy era stata affidata la guida del ministero per il Commercio con l’estero.
  23. Secondo Tony Benn, l’invenzione dell’espressione “technological gap” era da attribuire proprio a Fanfani. T. Benn, Out of the Wilderness. Diaries 1963–‘67, Random House, New York 2012, p. 504.
  24. Alcuni casi pratici in cui la cooperazione tra Europa e Stati Uniti avrebbe potuto trovare più proficua espressione erano il progetto di esplorazione planetaria, la realizzazione di un grande protosincrotrone unico per gli usi congiunti americani ed europei e lo sviluppo e costruzione di un vettore spaziale a propulsione idrogeno-ossigeno liquidi. A. Albonetti, Divario tecnologico, cit., p. 264.
  25. Foreign Relations of the United States (Frus), 1964-1968, vol. XII, Western Europe, Telegram from Secretary of State Rusk to the Department of State Brussels, 6 giugno 1966.
  26. V. Caglioti, Il ponte migliore tra scienza e tecnica, «Corriere della sera», 10 gennaio 1967; id., L’industria del sapere, «Corriere della sera», 17 gennaio 1967.
  27. Sulla politica tecnologica di Wilson si veda J. Young, «Technological cooperation in Wilson’s strategy for EEC entry», in O. Daddow (a cura di), Harold Wilson, cit.; R. Williams, The technological society and British politics, «Government and Opposition», vol. 7, 1972, pp. 56–84; N.J. Vig, Science and technology in British politics, Pergamon Press, Oxford-London 1968.
  28. Labour Party Annual Conference Report, 1960, p. 151.
  29. Labour Party Annual Conference Report, 1963, pp. 139-40. Si veda anche D. Edgerton, The “white heat” revisited: the British government and technology in the 1960s, «Twentieth Century British History», Vol. 7, No. 1, 1996, pp. 53-82.
  30. Let’s Go with Labour for the New Britain: The Labour Party’s Manifesto for the 1964 General Election, Labour Party, 1964.
  31. Speech at Birmingham Town Hall, 19 January 1964, in H. Wilson, The new Britain: Labour’s plan, Penguin Books, London 1964, p. 11.
  32. Nel 1967, la spesa lorda in ricerca e sviluppo rispetto al Pil era del 2,4 per cento nel Regno Unito, a fronte del 2,2 per cento della Francia, 1,7 per cento della Germania e 0,64 per cento dell’Italia. Cfr. H.R. Nau, Responses to R&D problems in Western Europe: 1955-1958 and 1968-1973, «International Organization», vol. 29 n. 3, Summer 1975, pp. 617-53.
  33. C. P. Snow, The Two Cultures and the Scientific Revolution, Cambridge University Press, Cambridge 1959. Snow denunciava come la scena intellettuale occidentale fosse divisa in due gruppi opposti, scienziati e umanisti, che mostravano reciproca ostilità e disprezzo. Nel caso del Regno Unito, Snow riteneva responsabile di questo clima l’intellighenzia umanista, potente e al contempo retrograda, con atteggiamenti pregiudizievoli nei confronti del sapere tecnologico e scientifico che mantenevano il paese nella morsa di una visione distorta della “cultura”.
  34. A.W. Benn, Science, Europe and a New World, «New Scientist and Science Journal», 18 febbraio 1971, p. 348.
  35. J. Peyton, Solly Zuckerman: a scientist out of the ordinary, John Murray, London 2002.
  36. TNA, CAB 164/97, Guildhall speech, 14 novembre 1966.
  37. TNA, CAB 168/31, Background Notes to PM Questions, 6 dicembre 1966.
  38. Il testo del discorso è riportato in U. Kitzinger (ed.), The second try. Labour and the EEC, Pergamon Press, Oxford-London 1968, pp. 308-310.
  39. S. Zuckerman, Monkeys, men and missiles, Collins, London 1988, p. 438.
  40. J. Young, «Technological cooperation», cit. Per l’incontro tra Wilson e Moro si veda TNA, PREM 13/1850, Record of Wilson-Moro meeting, 16 gennaio 1967.
  41. TNA, CAB 129/136, Technological collaboration with Europe after the veto, Note by the Minister of Technology, C(68) 40, 23 febbraio 1968.
  42. P. Aigrain, The evolution of scientific and technological cooperation in Europe, «Bulletin of the American Academy of Arts and Sciences», Vol. 28, No. 2 (1974), pp. 14-25. Nel novembre 1969 i Sei firmarono un accordo di cooperazione con altri 12 Paesi (i quattro candidati – Regno Unito, Irlanda, Danimarca e Norvegia – e Austria, Finlandia, Grecia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Jugoslavia).
  43. S. Schrafstetter, S. Twigge, Spinning into Europe: Britain, West Germany and the Netherlands: uranium enrichment and the development of the gas centrifuge 1964-1970, «Contemporary European History», vol. 11, n. 2 (maggio 2002), pp. 253-272; R.B. Kehoe, The enriching troika: a history of Urenco to the year 2000, URENCO, Marlow 2002. Sulla collaborazione anglo-americana per l’arricchimento dell’uranio si veda J. Krige, Sharing knowledge, shaping Europe. US technological collaboration and nonproliferation, The MIT Press, Cambridge – London 2016, pp. 119-147.
  44. L. Nuti, Gli Stati Uniti e l’apertura a Sinistra, cit. Sui rapporti anglo-italiani in ambito comunitario e in particolare in occasione dei tentativi di adesione britannici si rimanda ad A. Varsori, La Cenerentola d’Europa? L’Italia e l’integrazione europea dal 1947 ad oggi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010, pp. 175-187 e pp. 207-212.
  45. G. Russo, La dote contesa dell’Inghilterra, «Il Corriere della Sera», 13 maggio 1968.
  46. E. Santarelli, Pietro Nenni, Utet, Torino 1988. Si veda anche I. Favretto, Alle radici della svolta di centrosinistra: il PSI e il Labour Party, due vicende parallele 1956-1970, Carocci, Roma 2003.
  47. Sulla collaborazione tra Spinelli e Nenni si veda D. Pasquinucci, Europeismo e democrazia: Altiero Spinelli e la Sinistra europea: 1950-1986, il Mulino, Bologna 2000, pp. 249-66; P. Caraffini, «Altiero Spinelli e l’Italia», in U. Morelli (a cura di), Altiero Spinelli: il pensiero e l’azione per la federazione europea, Giuffrè, Milano 2010; si veda anche P. Graglia, Altiero Spinelli, il Mulino, Bologna 2008.
  48. Ancora nel 1963, La Malfa aveva promosso un’iniziativa per un trattato di cooperazione anglo-italiano sulla linea di quello franco-tedesco dell’Eliseo, respinta in tutta fretta e malo modo dal Foreign Office. Cfr. TNA, FO 371/163718, CJ1051/4, Tomkins minute, 2 gennaio 1963. Spinelli nel suo diario la definisce «la vecchia stupida idea di La Malfa», in A. Spinelli, Diario europeo, 1948-1969, a cura di E. Paolini, il Mulino, Bologna 1989, p. 545.
  49. Archivi storici dell’Unione europea (Asue), AS-044, I nota concernente la visita a Londra del 22-28 aprile, Spinelli a Nenni, 13 marzo 1969.
  50. TNA, FCO 33/645, series of meeting with Mario Zagari, 5-6 marzo 1969.
  51. Tra questi, Innocenti-Bmc per montaggio automobili Morris, Enel-English Electric per cavo ad alta tensione tra Sardegna e continente, intese nel settore delle centrali e dei combustibili nucleari.
  52. Archivio storico della presidenza della Repubblica (Aspr), 470/B1, Segreteria generale del ministero degli Affari esteri, Documentazione per la visita di Stato nel Regno Unito (22-30 aprile 1969), parte seconda – Elementi per le conversazioni, Collaborazione scientifico-tecnologica, riservato.
  53. Aspr, 469/B1, Dichiarazione sull’Europa, 29 aprile 1969.
  54. Aspr, 469/B1, nota Ansa 183/3, 28 aprile 1969.
  55. TNA, PREM 13/2738, Record of a conversation at the Italian Embassy on 24 April 1969, riportato anche in Aspr, 469/B1.
  56. Non si trattava di un’iniziativa inedita per il Regno Unito: in quegli anni, infatti, il governo britannico avrebbe concluso una serie di accordi con altri Paesi per incentivare la cooperazione in ambito tecno-scientifico. Il caso più peculiare riguarda la Commissione anglo-sovietica per il commercio e la tecnologia istituita nel 1970.
  57. TNA, FCO 59/496, Memorandum of understanding between the Government of the Italian Republic and the Government of the United Kingdom, 28 April 1969.
  58. TNA, FCO 55/496, Steering brief for the Anglo-Italian Science and Technology Committee First meeting, 14-15 gennaio 1970.
  59. TNA, FCO 55/497, Meeting of the Anglo-Italian Science and Technology Committee held at the Ministry of Foreign Affairs, Rome, SMF 3/311/1, 14 -15 gennaio 1970.
  60. Cfr. Londra accetta che l’Italia collabori al ‘pool’ a tre per l’uranio arricchito, «Avanti!», 16 gennaio 1970.
  61. M. Elli, British first nuclear export: Eni’s atomic power station at Latina and Anglo-Italian nuclear cooperation, «Annales historiques de l’électricité», n. 9, 2011, pp. 27-42.
  62. TNA, FCO 55/496, The first Anglo-Italian Science and Technology Committee – Extract of nuclear matters, the contentious topic, 19 gennaio 1970; TNA, FCO 55/497, Meeting of the Anglo-Italian Science and Technology Committee held at the Ministry of Foreign Affairs, Rome, SMF 3/311/1, 14-15 gennaio 1970.
  63. TNA, FCO 55/496, Final communiqué of the meeting of Anglo-Italian Science and Technology Committee in Rome, 15 gennaio 1970.
  64. L. Nuti, «“A turning point in postwar foreign policy”: Italy and the NPT negotiations, 1967-1969», in R. Popp, L. Horovitz, A. Wenger (a cura di), Negotiating the nuclear Non-proliferation Treaty: origins of the nuclear order, Routledge, Abingdon 2016.
  65. Sul terzo tentativo britannico si veda I. Poggiolini, Alle origini dell'Europa allargata: la Gran Bretagna e l’adesione alla Cee (1972-1973), Unicopli, Milano 2004; sulla politica del Conservative party nei confronti dell’Europa si veda G. Bentivoglio, «‘Our sole commitment is to negotiate; no more, no less’: the Conservative Party and Britain’s entry into the EEC», in L. Bonfreschi , G. Orsina, A. Varsori (a cura di), European Political cultures and parties and the European integration process, 1945-1992, P.I.E. Peter Lang, Bruxelles 2015.
  66. Sul ruolo di Spinelli come commissario europeo si veda F. Pigliacelli, «Supranational vs. intergovernmental. The role of Altiero Spinelli in the definition of a common research policy», in D. Pasquinucci, D. Preda (a cura di), The road Europe travelled along, P.I.E. Peter Lang, Brussels 2010, pp. 395-410.
  67. TNA, FCO 55/598, Anglo-Italian Science and Technology Committee Second meeting in London, Steering brief, note by R. Arculus, SMF 3/311/1, 15 ottobre 1970.
  68. TNA, FCO 55/903, Anglo-Italian talks on science and technology, 28 aprile 1972.
  69. A. Spinelli, Diario europeo, 1970-1976, a cura di E. Paolini, il Mulino, Bologna 1992, p. 309.



  1. Donato Masciandaro, Marc Quintyn, Helping Hand or Grabbing Hand? Politicians, Supervision Regime, Financial Structure and Market View in SSRN Electronic Journal /2008 pp. , DOI: 10.2139/ssrn.1137514

Giulia Bentivoglio, in "VENTUNESIMO SECOLO" 40/2017, pp. 101-122, DOI:10.3280/XXI2017-040007

   

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