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Da "conquista sociale" a "selezione innaturale": le illusioni perdute delle classi differenziali nella scuola media (1962-1971)
Titolo Rivista: ITALIA CONTEMPORANEA 
Autori/Curatori: Chiara Martinelli 
Anno di pubblicazione:  2017 Fascicolo: 285  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  24 P. 147-170 Dimensione file:  200 KB
DOI:  10.3280/IC2017-285006
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Istituite nel 1962, le classi differenziali della scuola media furono soppresse appena quindici anni dopo. L’articolo sostiene che la loro parabola, lungi dal poter essere inquadrata nel solo alveo della storia scolastica, deve piuttosto essere contestualizzata in quella del riformismo di centro-sinistra, di cui condivise il fallimento. Introdotte per consentire a studenti con lievi deficit intellettivi e problemi caratteriali un recupero più veloce, erano state infatti concepite come un utile mezzo per contrastare le bocciature, ridurre l’abbandono scolastico e ampliare il bacino d’utenza della scuola media unica. Come però fu evidenziato da articoli e inchieste condotti tra il Sessantotto e l’inizio degli anni Settanta, strutture scolastiche obsolete e resistenze della classe docente alla scuola media unica promossero un utilizzo distorto dell’insegnamento differenziale, spesso utilizzato come vero e proprio canale dove immettere tutti quegli alunni le cui condizioni sociali, economiche e culturali rendevano loro difficile seguire il programma.


Keywords: Scuola media unica, Classi differenziali, Insegnamento differenziale, Insegnanti, Sessantotto, Disabili

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Chiara Martinelli, in "ITALIA CONTEMPORANEA" 285/2017, pp. 147-170, DOI:10.3280/IC2017-285006

   

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