Clicca qui per scaricare

Malattia di Alzheimer: una storia antica in ottica moderna
Titolo Rivista: PNEI REVIEW 
Autori/Curatori: Paola Colagrande, Annalisa Ghiglia, Pierluigia Verga 
Anno di pubblicazione:  2020 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  9 P. 61-69 Dimensione file:  543 KB
DOI:  10.3280/PNEI2020-001008
Il DOI è il codice a barre della proprietà intellettuale: per saperne di più:  clicca qui   qui 


La malattia di Alzheimer (AD) comporta compromissione della sfera cognitiva, delle competenze motorie e delle funzioni superiori, progressiva destrutturazione del sistema mente-corpo e perdita dell’autonomia. Il cervello con AD presenta placche extracellulari di amiloide-ß, grovigli intraneuronali di tau iperfosforilata e infiammazione. L’articolo presenta la patogenesi, la possibile prevenzione e trattamento dell’AD secondo il paradigma Pnei: sono noti i fattori di rischio modificabili e immodificabili. Fra i primi, un ruolo preventivo è assegnato ad alcuni comportamenti: una corretta dieta, la regolare attività fisica, il mantenimento di legami interpersonali significativi, il controllo del rischio cardiovascolare, la protezione dallo stress psicoemotivo, la cura precoce della depressione e l’astensione da alcol e tabacco. L’approccio Pnei garantisce uno sguardo sistemico alle manifestazioni clinico-metaboliche di AD (disease), al vissuto di malattia del paziente (illness) e alle possibilità di autonomia residua (sickness). Allo stato attuale i percorsi di studio sull’AD realizzati da team multidisciplinari di professionisti, fra loro integrati, risultano sempre più validi.


Keywords: Malattia di Alzheimer, Stress, Fattori di rischio, Prevenzione, Diagnosi precoce, Trattamento multidisciplinare.

  1. Armstrong A.R. (2019). Risk factors for Alzheimer’s disease. Folia Neuropathol., 57(2): 87-105.
  2. Bisht K., Sharma K. and Tremlay ME. (2018). Chronic stress as a risk factor for Alzheimer’s disease: roles of microglia-mediated synaptic remodeling, inflammation, and oxidative stress. Neurobiol. Stress, 9: 9-21.
  3. Bottaccioli F. e Bottaccioli A.G. (2017). Psiconeuroendocrinoimmunologia e scienza della cura integrata. Il Manuale. Milano: Edra.
  4. Bottaccioli F. e Carosella A. (2011). Menta inquieta. Milano: Tecniche nuove.
  5. D’Amelio M., Nobili A., Latagliata E.C., Viscomi M.T., Cavallucci V., Cutuli D., Giacovazzo G., Kraashia P., Rizzo F.R., Marino R., Federici M., Aversa D., Dell’Acqua M.C., Cordella A., Sancandi M., Keller F., Puglisi-Allegra S., Mercuri N.B., Coccurello A. and Beretta N. (2017). Dopamine neuronal loss contributes to memory and renard dysfunction in a model of Alzheimer’s disease. Nat. Commun., 8: 14727.
  6. Prince M., Ali G.C., Guerchet M., Prina A.M., Albanese E. and Wu Y.T. (2016). Recent global trends in the prevalence and incidence of dementia, and survival with dementia. Alzheimers Res. Ther., 8(1): 23.
  7. Schelke M.W., Attia P., Palenchar D.J., Kaplan B., Mureb M., Ganzer C.A., Scheyer O., Rahman A., Kachko R., Krikorian R., Mosconi L. and Isaacson R.S. (2018). Mechanisms of risk reduction in the clinical practice of Alzheimer’s disease prevention. Front. in Aging Neurosci., 10: 96.
  8. Vlachos G.S. and Scarmeas N. (2019). Dietary interventions in mild cognitive impairment and dementia. Dialogues Clin. Neurosci., 21(1): 69-82.
  9. Wang J., Cu B.J., Masters C.L. and Wang Y.J. (2017). A systemic view of Alzheimer disease-insights from amyloid – β metabolism beyond the brain. Nat. Rev. Neurol., 13: 612-623.

Paola Colagrande, Annalisa Ghiglia, Pierluigia Verga, in "PNEI REVIEW" 1/2020, pp. 61-69, DOI:10.3280/PNEI2020-001008

   

FrancoAngeli è membro della Publishers International Linking Association associazione indipendente e no profit per facilitare l'accesso degli studiosi ai contenuti digitali nelle pubblicazioni professionali e scientifiche