Atteggiamento analitico - focus o embodiment? Comunicazioni sottili nella relazione transferale
Titolo Rivista: STUDI JUNGHIANI 
Autori/Curatori: Susanna Wright 
Anno di pubblicazione:  2021 Fascicolo: 53  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  21 P. 29-49 Dimensione file:  0 KB
DOI:  10.3280/jun1-2021oa12320
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L’articolo prende in esame una "caduta" avvenuta nel corso di un’analisi, in un momento in cui l’attenzione analitica era focalizzata sul livello conscio, dissociata dagli aspetti incarnati e viscerali del paziente. L’attenzione focalizzata troppo rigida viene qui descritta come una potenziale difesa che tiene a distanza le esperienze di sopraffazione e vulnerabilità inscritte nel corpo, esperienze che potrebbero dominare oscuramente parti della personalità non illuminate dal ristretto raggio di luce della consapevolezza cosciente. D’altra parte, come un sogno che emerge dall’inconscio, così un enactment dell’analista porta nella stanza d’analisi aspetti trascurati della relazione transferale. In seguito, la mente sognante del paziente ha prodotto alcune immagini che hanno suggerito una lettura della dinamica sottostante. Queste sottili comunicazioni, insieme all’atteggiamento del paziente nei confronti del momento di assenza dell’analista, sono considerate come fattori positivi per il raggiungimento di una maggiore integrazione delle esperienze incarnate. Viene discussa la difficoltà dell’analista nel riuscire a formulare tali eventi, insieme alla necessità di tenere in mente tali "accadimenti" per lunghi periodi di tempo prima che possa esserne adombrata una spiegazione.


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Susanna Wright, in "STUDI JUNGHIANI" 53/2021, pp. 29-49, DOI:10.3280/jun1-2021oa12320

   

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