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La massoneria nel Casellario politico centrale. Criticità di uno strumento di ricerca
Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO 
Autori/Curatori: Luca Irwin Fragale 
Anno di pubblicazione:  2021 Fascicolo: 1  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  13 P. 173-185 Dimensione file:  220 KB
DOI:  10.3280/MON2021-001006
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Il "Servizio dello Schedario biografico degli affiliati ai partiti sovversivi maggiormente pericolosi nei rapporti dell’ordine e della Pubblica Sicurezza" fu istituito nel 1894 e fu messo a punto due anni dopo, quando nel giugno 1896 la Direzione generale di Pubblica sicurezza ne indicava ai prefetti del Regno gli scopi e l’utilità, nonché le nuove norme da seguire per la compilazione delle relative schede. Le 5.615 buste del fondo raccolgono i fascicoli relativi a ben 152.589 schedati: si tratta in massima parte di socialisti, comunisti, sovversivi, anarchici, antifascisti tout court, ma anche di vagabondi, oziosi, prostitute, membri di minoranze etniche e, appunto, massoni. Oggi un’interfaccia virtuale permette la consultazione on line dei risultati emergenti, ovvero di quei dati che corrispondono fedelmente alle informazioni riportare in recto e verso sulle sole copertine dei singoli fascicoli. Ciò che se da un lato rende assai più comoda la ricerca per lemmi, ne inficia però pesantemente la qualità, in quanto le suddette copertine non riportano in modo integrale i dati essenziali contenuti nei fascicoli. La questione è lampante nel caso dei massoni schedati.


Keywords: Massoneria, fascismo, archivi, ricerca archivistica, antifascismo, sovversivi



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Luca Irwin Fragale, in "MONDO CONTEMPORANEO" 1/2021, pp. 173-185, DOI:10.3280/MON2021-001006

   

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