Il mito dell'intelligenza artificiale

Erik J. Larson

Il mito dell'intelligenza artificiale

Perché i computer non possono pensare come noi

I futurologi sono convinti che l’intelligenza artificiale eclisserà a breve le capacità delle mente umana più dotata. Che speranza abbiamo dunque contro le macchine superintelligenti? Erik Larson sostiene senza mezzi termini e con argomenti stringenti che in realtà non siamo sulla strada giusta per sviluppare macchine intelligenti. Anzi, in effetti non sappiamo nemmeno dove si trovi quella strada.

Edizione a stampa

27,00

Pagine: 280

ISBN: 9788835136118

Edizione: 1a edizione 2022

Codice editore: 1802.20

Disponibilità: Discreta

Pagine: 280

ISBN: 9788835142003

Edizione:1a edizione 2022

Codice editore: 1802.20

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: PDF con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

Pagine: 280

ISBN: 9788835142010

Edizione:1a edizione 2022

Codice editore: 1802.20

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: ePub con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book


"L'intelligenza artificiale ha sempre ispirato visioni eccentriche, ma oggi Elon Musk e altre autorità ci assicurano che gli scenari della fantascienza stanno per avverarsi. L'intelligenza artificiale ci distruggerà, ci salverà o, forse, in modo meno drastico, ci trasformerà. In questo libro, Erik Larson illustra il notevole divario che esiste tra l'attività scientifica autentica alla base degli studi sull'IA e il sensazionalismo con cui se ne parla. Questo è un libro che arriva nel momento giusto, importante ed essenziale" John Horgan, autore di La fine della scienza

"[Il libro] dimostra in modo convincente che l'intelligenza artificiale generale, ossia l'intelligenza delle macchine in grado di eguagliare l'intelligenza umana, va oltre la capacità dell'apprendimento automatico algoritmico perché c'è una sostanziale differenza tra il modo di apprendere degli esseri umani e quello delle macchine... L'IA non può spiegare gli aspetti qualitativi, non misurabili, idiosincratici, disordinati della vita" New York Review of Books

"Larson teme che stiamo commettendo due errori contemporaneamente, sottovalutando l'intelligenza umana e sopravvalutando ciò che l'IA riuscirà a raggiungere... Un'altra preoccupazione che l'autore esprime è quella relativa all'acquisizione di un atteggiamento di passività: la nostra tendenza a presumere che l'IA risolverà i problemi porta come conseguenza ad abbandonare la tensione a coltivare continuamente l'ingegno umano" Wall Street Journal

I futurologi sono convinti che l'intelligenza artificiale eclisserà a breve le capacità della mente umana più dotata. Che speranza abbiamo dunque contro le macchine superintelligenti?
Erik Larson sostiene senza mezzi termini e con argomenti stringenti che in realtà non siamo sulla strada giusta per sviluppare macchine intelligenti. Anzi, in effetti non sappiamo nemmeno dove si trovi quella strada. Fin dai tempi di Alan Turing, i sostenitori più entusiasti della tecnologia informatica hanno messo sullo stesso piano intelligenza artificiale e intelligenza umana. Si tratta di un grave errore.
L'intelligenza artificiale lavora sul ragionamento induttivo, analizzando dataset per prevedere possibili risultati di una scelta e/o di un'azione. Gli esseri umani, invece, formulano congetture che tengono conto del contesto e dell'esperienza. L'intelligenza umana è una rete di ipotesi formulate sulla base di ciò che si conosce del mondo. Non abbiamo la minima idea di come programmare quella forma di ragionamento intuitivo noto come "abduzione", che è a fondamento del senso comune. Questo è il motivo per cui Alexa non può capire ciò che le chiediamo e per cui l'intelligenza artificiale non può andare oltre certi limiti.
Larson sostiene che il clamore che circonda il mondo dell'intelligenza artificiale non è solo cattiva scienza. La cultura scientifica prospera in un ambiente che guarda con entusiasmo all'esplorazione dell'ignoto e non in un clima di esaltazione dei metodi esistenti. L'intelligenza artificiale induttiva continuerà a fare passi avanti per quanto riguarda l'esecuzione di compiti limitati, ma se desideriamo un progresso reale, dovremo iniziare ad apprezzare appieno la sola vera intelligenza che conosciamo: la nostra.

Erik J. Larson è un informatico e un imprenditore. Fondatore di due start-up per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale finanziate dal DARPA, l'agenzia del Ministero della Difesa americano per i progetti di ricerca tecnologici, attualmente si occupa di questioni fondamentali che riguardano l'elaborazione del linguaggio naturale e il machine learning. Larson ha scritto per The Atlantic e per riviste specializzate e ha verificato i limiti tecnici dell'intelligenza artificiale lavorando con IC2, l'incubatore di imprese tecnologiche dell'Università del Texas ad Austin.

Introduzione
Parte I. Il mondo semplificato
L'errore dell'intelligenza
Turing a Bletchley
L'errore della superintelligenza
La "Singolarità", passato e presente
La comprensione del linguaggio naturale
L'intelligenza artificiale come kitsch tecnologico
Misteri e semplificazioni
Parte II. Il problema dell'inferenza
Non calcolate, analizzate
L'enigma di Peirce
Problemi relativi alla deduzione e all'induzione
Machine learning e big data
Inferenza abduttiva
Inferenza e linguaggio I
Inferenza e linguaggio II
Parte III. Il futuro del mito
Miti ed eroi
La mitologia dell'IA invade le neuroscienze
Teorie neocorticali dell'intelligenza umana
Fine della scienza?
Ringraziamenti.

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