Libri di Storia della chiesa e delle chiese

La ricerca ha estratto dal catalogo 64 titoli

Elisabetta Salvini

Ada e le altre.

Donne cattoliche tra fascismo e democrazia

A partire dalla formazione all’interno dell’associazionismo cattolico, l’unico sopravvissuto durante il regime fascista, per approdare alla militanza nella Democrazia Cristiana, passando per la Resistenza, il testo ripercorre le tappe che hanno segnato la nascita di una nuova classe dirigente femminile.

cod. 222.3.3

Se la proclamazione del Toleration Act da parte del parlamento inglese viene indicata come il clou dell’affermazione della libertà religiosa e della laicizzazione della sfera morale e della vita pubblica, uno studio più attento mostra come la transizione dalla Gloriosa Rivoluzione alla successione hannoveriana impresse alla società d’oltremanica una fisionomia più articolata di quella rappresentata nelle agiografie whig. A questa travagliata fase appartengono le avventure del vescovo Benjamin Hoadly…

cod. 1573.403

“Uomo di ‘eminente’ ingegno, di gran cuore, di fede inconcussa, di eccezionale vocazione lavorativa, di cultura ampia”, Don Enrico Tazzoli, ucciso a quarant’anni “dal cappio” di Francesco Giuseppe, è passato alla storia quale “martire” di Belfiore e dell’indipendenza italiana. Della sua Chiesa rimangono ancor vive la sua interpretazione della democrazia, il suo welfare, la sua concezione dei rapporti e delle diseguaglianze sociali…

cod. 1047.16

La ricostruzione della figura e dell’opera di don Enrico Tazzoli, capo carismatico dei famosi ‘martiri’ di Belfiore, è stata possibile grazie a un accurato lavoro di ricerca, che il volume intende illustrare, riportando le lettere e gli scritti di don Enrico, le sue glosse alla prima edizione della Storia Universale di Cesare Cantù, e una serie di documenti inediti di vario tipo riguardanti in modo personale o diretto don Enrico.

cod. 1047.17

Don Pietro Boifava.

Un patriota nel cattolicesimo sociale bresciano

In un contesto, quello ottocentesco bresciano, in cui il sacerdote entrava a far parte di un welfare moderno, Don Pietro Boifava di Serle (1794-1879), umile e modesto rappresentante del ‘basso clero’, pur con un’attività limitata alla sua Serle, fu veramente espressione del ‘prete sociale’ e assieme interprete dell’avanzante modernità laica.

cod. 1047.18

Marcella Campanelli

Monasteri di provincia.

(Capua secoli XVI - XIX)

Sullo sfondo delle grandi trasformazioni che nel Settecento subì la realtà monastica femminile, il volume focalizza la sua attenzione sulla realtà periferica di Capua vista e interpretata attraverso le molteplici dinamiche presenti nei suoi monasteri.

cod. 1573.417

La traduzione italiana del manoscritto La question sociale et le sentiment religieux, che Jean Jaurès elaborò nel 1891. Partendo dall’idea che alla coscienza e alle lotte delle élite del proletariato francese sostenute dalla borghesia lavoratrice si sarebbero collegati, nel parlamentarismo e nel paese, i socialisti-filosofi e intellettuali, il volume delinea il confronto critico fra il nesso dispotismo-massificazione e la mistificazione culturale del potere, e la controcultura socialista impregnata del vero “sentimento religioso” in una dimensione umanistica, storica e attuale.

cod. 886.57

Gli atti del Convegno internazionale su Illuminismo e Protestantesimo (Rovereto, 27-28 marzo 2008). I saggi mostrano quanto sia fecondo e ricco il rapporto tra la civiltà dei Lumi e le idee della Riforma. Il raggruppamento dei contributi in due sezioni fondamentali, Tra Italia ed Europa e Tra Europa e America, intende facilitare il riconoscimento delle comuni intersezioni fra i diversi ambiti del sapere.

cod. 1792.157

Giuseppe Del Torre

Patrizi e cardinali.

Venezia e le istituzioni ecclesiastiche nella prima età moderna

Il volume analizza l’espansione veneziana del Quattrocento, determinata in primo luogo dall’esigenza di tutela della città mercantile e dei suoi commerci mediterranei attraverso la costruzione di un ampio retroterra. Si sofferma poi sul tema dei benefici ecclesiastici, importanti per il prestigio che attribuivano a chi li deteneva, ma anche strumento di controllo delle ‘fedeltà’ locali’.

cod. 1573.391